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16 Maggio 2022

Il cesello del dott. Versari su la scuola d’estate e dintorni – di Dario Missaglia, presidente nazionale Proteo Fare Sapere

Ce l’ha messa tutta questa volta il dott. Versari nello stilare la nota del Ministero del giorno 11.05.22 dal suggestivo titolo “Volgere in positivo le difficoltà”.
La nota espone con dovizia di particolari il progetto del Ministero per la “scuola d’estate” dei prossimi mesi.

Memore del clamoroso scivolone della nota precedente in cui si invitavano i dirigenti scolastici a utilizzare la normativa pro Bes per l’accoglienza dei profughi dall’Ucraina, il dott. Versari si propone con una delicata e appropriata attenzione pedagogica, soprattutto verso bambini e bambine che hanno subito il trauma della guerra e vivono in questa condizione sospesa tra la necessità di ritrovare subito un frammento di serenità e l’angoscia di un ritorno atteso.

Le priorità dell’apprendimento della lingua italiana come vettore di inclusione nella società ospitante e la valorizzazione dell’utilizzo della comunicazione via web per mantenere una relazione di vicinanza con i propri insegnanti rimasti in Ucraina, sono giustamente indicate con il rilievo che meritano. Un lavoro attento di vero cesello pedagogico. E poi, a seguire, i dettagli di un piano per la scuola d’estate, ricco di possibili opportunità.

Forse le risorse non sono proprio del tutto appropriate alle ambizioni del progetto; forse l’assenza di un richiamo esplicito al ruolo che le scuole possono svolgere attuando quanto previsto dal DPR 275/99 appare una lacuna grave quanto non sorprendente (abbiamo capito da tempo che questo Ministero non è così appassionato all’autonomia delle scuole). L’obiettivo, a ogni modo, di tenere le scuole aperte, finalità sempre condivisa da Proteo Fare Sapere, appare identificato con un rapporto di co-responsabilità (concetto giuridicamente un po’ improvvisato) con Enti Locali e Terzo settore. Insomma, non appena la nota del dott. Versari passa dal pedagogico al piano politico-amministrativo, perde smalto e si offusca in una nebbia ideologica che a stento si cerca di tenere nascosta. La stessa nebbia che incontriamo nel vano tentativo, definito doveroso, di rendere noto il consuntivo dello scorso anno: dov’è la lista delle scuole con relativo resoconto di attività che hanno beneficiato dei finanziamenti?  E la lista dei soggetti del terzo settore che hanno fruito dei finanziamenti? A diradare ogni foschia è la nota stampa sul sito del Ministero che accompagna la notizia della scuola estiva, in cui si afferma con noncuranza che “le scuole si trasformano… grazie alla collaborazione con il terzo settore ed enti locali”. Ecco la scuola d’estate del Ministro Bianchi. Evidentemente è proprio questo il desiderio nascosto del Ministero: cambiare la scuola trasferendo silenziosamente e gradualmente funzioni e poteri a soggetti esterni. Una politica lontana anni luce da una pratica dell’autonomia fatta di relazione con il territorio, le sue risorse, progetti e programmi, a partire dalla scuola per realizzare il senso compiuto della rinascita del territorio educativo o, se volete, della comunità educante.

Una politica che tradisce proprio la conclusione del dott. Versari quando, citando con azzardo Aldo Capitini (che, come è noto, senza violente pulsioni era un implacabile critico della burocrazia statale), chiude con una declamazione della “scuola della fiducia”. Proprio quella fiducia che evidentemente questo Ministero, censurando l’autonomia, non ha verso le scuole e chi vi lavora. Una cortesia che credo sarà inevitabilmente ricambiata dalle scuole.

Dario Missaglia

 

16 maggio 2022

 

 

 

 

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