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19 Aprile 2016

Neuroscienze, pedagogia e creatività. Le conoscenze che la scuola ancora non sa - Roma 16 ottobre 2015

Attraverso quali e quanti canali passa l’apprendimento? gli studi sul cervello hanno svelato i meccanismi cerebrali implicati nella scienza, nell’arte, nella creatività. Cervello significa memoria, apprendimento, linguaggio. I suoi processi regolano il rapporto mentecorpo e influenzano la nostra capacità di decidere, la consapevolezza, l’affettività. La ricaduta sulla pedagogia e sulla didattica è, dunque, nelle cose. In un convegno, organizzato a ottobre scorso, da Proteo fare Sapere, Edizioni Conoscenza e FLC CGIL, si è voluto indagare sull’importanza di categorie come l’emozione, l’affettività, il riconoscimento reciproco aiutino e facilitino l’apprendimento e la relazioni educativa. 

Nel numero 3-4 della rivista Articolo 33 diamo conto solo di una parte, molto significativa per la verità, dei lavori del convegno il cui titolo era: NEUROSCIENZE, PEDAGOGIA, CREATIVITA'. LE CONOSCENZE CHE LA SCUOLA NON SA.

Scrive il neuroscienzato Alberto Oliviero:“Lo sviluppo del cervello è in gran parte un processo che dipende, oltre che da un programma genetico, dall’esperienza, sia in termini positivi sia negativi. L’educazione ha quindi il compito di dare forma al cervello. L’obiettivo è quello di sfruttare le nostre attuali conoscenze per imparare a utilizzare le sue capacità stimo- landone le varie aree e creando tra esse varie forme di connessione. La neuropedagogia non vuole certamente sostituirsi alla pedagogia ma indicare a genitori e docenti in che modo numerose esperienze dipendono da come è fatto e funziona il cervello e come queste conoscenze possano tradursi in un migliore processo formativo”. Lo scopo del convegno era offrire alla scuola e ai docenti le chiavi di un ripensamento critico dei propri modelli educativi.

 

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