| Proteo Fare Sapere "News"
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Contrastare
l’antisemitismo di ieri e di oggi E’ passato un decennio da quando, nel 2000, il Parlamento italiano istituì il 27 gennaio, ricorrenza della liberazione del lager di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche, come “Giorno della Memoria”, per ricordare la Shoah, ma anche l'abominio delle leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei e tutte le vittime della deportazione e della prigionia nei campi di sterminio. Il minuto di silenzio che osserveremo in tutte le scuole vorrà, ancora una volta, sottrarsi ad ogni rischio di ritualità e, ancora una volta, ci impegneremo a mantenere con forza l’identificazione della Shoah come dato unico della storia, ma questo non ci impedirà di collegarlo con altri eventi, a cominciare da quegli episodi di vita quotidiana che ci sottolineano come, a 65 anni dal 27 gennaio 1945, l'antisemitismo non sia per nulla scomparso e il pericolo del pregiudizio sia ancora in agguato. Di pregiudizio e razzismo ci parlano, in effetti, i tanti (troppi) episodi di cronaca che testimoniano un preoccupante e progressivo smottamento, verso inquietanti derive, dei livelli di civiltà socialmente condivisi, di un intero sistema di valori democratici fondato sui principi della Costituzione repubblicana. Combattere
pregiudizi e razzismi Razzisti. Così l'Osservatore Romano ha definito gli italiani dopo i gravissimi episodi di Rosarno e i fischi e gli insulti al calciatore Balotelli negli stadi. "Oltre che disgustosi, gli episodi di razzismo che rimbalzano dalla cronaca ci riportano all’odio muto e selvaggio verso un altro colore di pelle che credevamo di aver superato … "Non abbiamo mai brillato per apertura, noi italiani dal Nord in giù", ha scritto Giulia Galeotti, autrice dell’articolo. "Né – ha aggiunto - siamo stati capaci di riscattarci, quando il diverso s’è fatto più vicino, nel mulatto, a prescindere dalle diversissime cause per cui ciò è avvenuto. Sia stato il risultato di un atto d’amore o, invece, di uno stupro, ben difficilmente abbiamo considerato quel bambino come nostro, al pari dei nostri. Anzi, la doppia appartenenza è sembrata (e continua a sembrare) una minaccia ulteriore.” E davvero non c’è altro da aggiungere, se non che bisognerebbe incoraggiare, in ogni scuola, lo studio della schiavitù umana e delle diverse forme in cui essa si è storicamente manifestata, comprese quelle attuali. La
scuola rifiuti ogni forma di discriminazione La scuola della Repubblica, quella che, sulla base di un principio solennemente sancito dall’art. 3 della Costituzione, dovrebbe rappresentare un vero baluardo istituzionale e democratico contro ogni forma di discriminazione ed esclusione, rischia, viceversa, di venire rapidamente trascinata nello stesso vortice che sta travolgendo il Paese, da Coccaglio (provincia di Brescia) col suo white Xmas, a Rosarno con i suoi ghetti neri: dal prossimo anno scolastico, infatti, gli studenti stranieri non potranno superare il 30% degli iscritti per ogni classe. E' quanto prevede una nota contenente le ''indicazioni e raccomandazioni per l'integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana'', inviata dal MIUR a tutte le scuole. Davvero singolare, questa idea di “integrazione”: l’assegnazione degli alunni non italiani nelle classi verrà decisa dalle scuole che dovranno, comunque, procedere ad un accertamento delle competenze e dei livelli di preparazione dell’alunno per assegnarlo, di conseguenza, alla classe definitiva, che potrà essere inferiore alla classe corrispondente all’età anagrafica. Qualcuno ha ancora memoria delle vecchie “classi differenziali”? Qui si fa un’operazione più complessa: da un lato viene istituzionalizzata una “minoranza” (massimo 30%) degli alunni, automaticamente “etichettati” e “differenziati”, dall’altro si opera una “selezione preventiva” che forse sarà meglio definire col suo vero nome: discriminazione. Tutto questo ci induce a lanciare un forte allarme, insieme con un pressante appello: sia il prossimo 27 gennaio, giornata della memoria, l’occasione per porre al centro dell’azione educativa i principi e i valori della Costituzione, l’insegnamento della cittadinanza, la didattica dell’intercultura. Gennaro
Lopez
Presidente
del Comitato Tecnico Scientifico Agli
insegnanti chiediamo nel “Giorno della memoria” di rispettare,
come è ormai consuetudine, il minuto di silenzio, e riempirlo delle
riflessioni offerte dalla poesia di Primo Levi Se
questo è un uomo
Voi
che vivete sicuri Nelle
vostre tiepide case, voi
che trovate tornando a sera Il
cibo caldo e visi amici: Considerate
se questo è un uomo Che
lavora nel fango Che
non conosce pace Che
lotta per un pezzo di pane Che
muore per un sì o per un no. Considerate
se questa è una donna, Senza
capelli e senza nome Senza
più forza di ricordare Vuoti
gli occhi e freddo il grembo Come
una rana d’inverno. Meditate
che questo è stato: Vi
comando queste parole. Scolpitele
nel vostro cuore Stando
in casa andando per via, Coricandovi
alzandovi; Ripetetele
ai vostri figli. O
vi si sfaccia la casa, La
malattia vi impedisca, I
vostri nati torcano il viso da voi. (Primo
Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino 1979).
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La nostra Associazione è impegnata da tempo con iniziative di formazione per diffondere lo studio e la conoscenza della nostra Carta Costituzionale. In questi giorni sta promuovendo una ricerca analoga a quella fatta dal prof. Achille Ardigò, negli anni '90, volta a rilevare il grado di conoscenza da parte dei ragazzi di alcune norme e valori costituzionali. I risultati della ricerca saranno resi pubblici in occasione del nostro Convegno nazionale, che si tiene da alcuni anni presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, in collaborazione con l'Associazione nazionale degli ex deputati, il 17 marzo 2010 (data dell'anniversario del 149esimo anno dell'Unità d'Italia). |
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Da
quest’anno abbiamo rinnovato completamente i nostri corsi di
formazione a distanza ed ampliato le offerte formative, principalmente
quelle finalizzate alla preparazione ai concorsi ordinari di imminente
pubblicazione per Dirigenti scolastici e Direttori dei servizi (DSGA)
e per il passaggio di profilo del personale ATA. Inoltre
agli iscritti alla nostra associazione è offerto gratuitamente un
corso dal titolo “L'Autonomia scolastica 10 anni dopo”. Il corso
vuole essere l’occasione per un bilancio dell’esperienza e per
ricercare idee nuove al fine di rafforzare l’autonomia scolastica
messa in difficoltà da continui tagli e dagli interventi del Governo. Per informazioni e modalità d’iscrizione vai al sito www.proteofaresapere.it |
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Proteo
Fare Sapere per mettere in condizione Collaboratori scolastici,
Assistenti amministrativi e tecnici che vorranno partecipare agli
imminenti concorsi per il passaggio di profilo di prepararsi
adeguatamente alle prove preselettive organizzerà corsi di
preparazione. Sul nostro sito www.proteofaresapere.it
saranno pubblicate tutte le iniziative che i Proteo locali in
collaborazione con Flc CGIL attiveranno. |
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La certificazione delle competenze rappresenta una delle sfide più ardue della società della Conoscenza. Impresa fortemente sollecitata in tutti i documenti internazionali ed europei che si occupano di conoscenza e formazione. Impresa molto difficile da realizzare. Infatti, se è facile dimostrare la competenza acquisita sul campo per le lingue straniere o informatiche, per il resto si naviga al buio. Proteo Fare Sapere ha studiato e propone sperimentalmente una procedura-protocollo per certificare la competenza di formatore. La
procedura è stata utilizzata finora da più di 300 formatori i quali
l’hanno trovata stimolante anche per riflettere e documentare i loro
percorsi formativi. Le informazioni per accedere sono sul nostro sito:
www.proteofaresapere.it. |
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