Associazione professionale Proteo Fare Sapere
20 novembre 2020

Giornata mondiale dell'infanzia

Rendere esigibili i diritti dell’infanzia.

Il 20 novembre in tutto il mondo si celebra la Giornata mondiale dell’infanzia: si tratta di un’occasione importante per ricordare, sostenere e promuovere i diritti dei bambini, che non vanno solo dichiarati ma tradotti in dialoghi e azioni, con l’obiettivo di costruire un futuro migliore.  Quest’anno più che mai vogliamo affermare che i diritti di tutti i bambini e gli adolescenti contano e devono essere rispettati e promossi ogni giorno, ovunque nel mondo.

Il miglior modo con il quale possiamo celebrare questa giornata, come educatori, insegnanti, formatori, da anni impegnati sul versante del riconoscimento, del rispetto e della valorizzazione dell’infanzia, è quello di assumere l’impegno di lavorare affinché tali diritti non siano  solo manifestati e poi dimenticati, ma attualizzati  e resi concreti.

A giorni stanno per uscire le LINEE PEDAGOGICHE PER IL SISTEMA EDUCATIVO INTEGRATO “ZEROSEI”, a cura della Commissione nazionale infanzia D.lgs. 65/2017, coordinata da Giancarlo Cerini.

Questo documento, messo a punto da esperti, pedagogisti, conoscitori della realtà 0-6 nel nostro paese e in Europa, porta a compimento l’attuazione del sistema integrato Zerosei, attraverso l’elaborazione di una cornice e di uno sfondo pedagogico rivolto a questa fascia di età e declinando le caratteristiche delle qualificate professionalità che i bambini hanno diritto di avere quando frequentano il nido e la scuola d’infanzia.

Ci piace ricordare, in questa occasione, i Documenti pedagogici Istituzionali che hanno preceduto queste nuove Linee guida: gli Orientamenti del ’91, le Linee di sviluppo della scuola dell’infanzia e la relativa Consultazione promossa dal Ministro Berlinguer nel 1999, le Indicazioni Nazionali del 2012 aggiornate dal documento “Nuovi scenari” del 2018.  Nel ricordare questi documenti che hanno segnato la cifra pedagogica della scuola dell’infanzia in Italia, non dimentichiamo le azioni messe in campo dal MI e dagli IRRE, poi USR, al fine di sostenere la partecipazione di tutti coloro che in essa lavoravano. Partecipazione fatta da confronti, analisi, approfondimenti, condivisione; tutto ciò con la precisa convinzione che il miglioramento e la qualificazione della professionalità passa attraverso la cooperazione, il confronto, l’autoanalisi, l’ascolto reciproco.

A questo proposito, a vent’anni dalla sua scomparsa, desideriamo ricordare l’Ispettore Sergio Neri che ha fortemente voluto le Linee di sviluppo nel 1999, documento che permetteva alle scuole e a tutti i soggetti interessati, di confrontarsi sui temi contenuti, di esprimersi e di avanzare proposte per  orientare utilmente le scelte in vista della grande riforma contenuta nel DPR 275/99. Nacque così il progetto A.L.I.C.E.

In quegli anni Sergio Neri con le sue riflessioni, ha contribuito a promuovere una nuova immagine di bambino, di scuola e di apprendimento che si è progressivamente diffusa nella scuola e nella società. Sergio è stato convinto e appassionato sostenitore del valore della scuola dell’infanzia come prima scuola e dell’importanza del rapporto tra Istituzioni centrali e periferia; a confermare che i documenti, emanati dal MIUR, dovessero essere poi accompagnati con percorsi di formazione e ricerca didattica, a partire dal basso, in un processo costante di innovazione.

Ancora oggi riteniamo che non basti presentare documenti per migliorare realmente nidi e scuole dell’infanzia: i cambiamenti si fanno attraverso il confronto e la collaborazione.

C’è bisogno di tempo, di riflessione, ma  anche di condivisione nelle scelte organizzative e didattiche, di buone pratiche che ci accompagnino verso passi concreti di miglioramento.

Si tratta allora, proprio in occasione della divulgazione delle Linee guida pedagogiche 0-6, di lavorare a una formazione che raggiunga tutte le educatrici e gli insegnanti, favorisca il loro incontro con i contenuti del documento, ne sostenga la conoscenza, solleciti il confronto, ne promuova l’arricchimento con le esperienze concrete che quotidianamente vivono nei servizi educativi e nelle scuole reali, nella pratica di tutti i giorni, nel rintracciare il senso del fare educativo.

Si tratta certamente di verificare quali saranno le modalità di interazione tra il Ministero, le scuole, i servizi educativi, quale sarà il ruolo e il contributo che le Associazioni professionali vorranno portare, come si intenderà affrontare il nodo della formazione del personale in servizio in una logica di supporto alla riflessione e all’autoanalisi sul proprio operato.

Noi maestre di scuola dell’infanzia, formatrici e facilitatrici di riflessioni, fondate sulla quotidianità dei saperi pedagogici messi in campo ogni giorno in tante scuole, ci auguriamo che questo documento contribuisca realmente a rimettere al centro dell’attenzione i diritti dei bambini,  i diritti di chi opera nelle scuole e nei servizi, a raccontare le loro difficoltà, le loro incertezze, ma anche a valorizzare le loro esperienze, perché, al di là dei Documenti ufficiali, saranno insegnanti ed educatori a cambiare i servizi col loro modo di stare, di essere e di educare.

Noi, in questa giornata dedicata ai diritti dell’infanzia, siamo con coloro che quotidianamente operano per la qualificazione della formazione a partire dalla nascita.

Sappiamo che molti educatori, insegnanti, formatori, Dirigenti che hanno condiviso con noi esperienze e percorsi a sostegno dei diritti dell’infanzia, potranno affiancarci: aspettiamo disponibilità, contributi e riflessioni ulteriori.

Le maestre
Giovanna Zunino    Diana Penso

 

Sergio Neri, un'eredità fondamentale per la scuola dell'inclusione

Ci sentimmo le ultime volte nel corso del 1999; Sergio era stato nominato, dal Ministro Berlinguer, Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale per l’integrazione degli alunni con disabilità. Avvertivo la sua fatica e, confesso, mi fece molto male.

Sergio ci ha lasciato nell’autunno  del 2000; in quel periodo avremmo ancora una volta ricordato la battaglia comune per i diritti dell’infanzia.

La cultura dell’integrazione, quella realizzata in una forte alleanza tra scuola e territorio, era la sua passione. Quella passione l’aveva riversata sulla scuola dell’infanzia, sulla scuola elementare, in particolare, sul tempo pieno.

Coordinatore delle scuole comunali di Modena dal 1971 al 1987, Sergio puntava molto sulle buone politiche delle amministrazioni di sinistra e sull’investimento nella professionalità delle insegnanti. Nutriva anche qualche preoccupazione per le possibili derive corporative dei sindacati di categoria e per questo iniziammo ad incontrarci, ad ascoltarci, a discutere, con grande stima reciproca. Lui credeva molto nella espansione nazionale del modello comunale, io iniziavo a vederne i segni del declino e quindi a maturare il bisogno di fare della scuola di Stato l’investimento politico per il futuro della scuola dell’infanzia, cercando di valorizzare il meglio della profonda e significativa esperienza delle scuole comunali.

Sergio ci ha lasciato in eredità il suo impegno, le sue esperienze, il suo pensiero. La cultura sui diritti dell’infanzia, sulle politiche dell’integrazione, sulla professionalità e la responsabilità di chi insegna, resta più che mai attuale per proseguire nella difficile realizzazione di una forte politica dell’integrazione.

Oggi, in tempi di coronavirus, avrebbe ricordato a tutti che i più esposti alle conseguenze della pandemia, sul piano emotivo, cognitivo, relazionale, sono proprio loro: quelle bambine e quei bambini che attendono ancora la piena realizzazione dei loro diritti.

Dario Missaglia