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30 Aprile 2020

L'Ufficio di presidenza di Proteo condivide la lettera di Clotilde Pontecorvo alla Ministra Azzolina

All’On. Lucia Azzolina, Ministra dell’Istruzione
s.g.m.

Gentile Ministra,
nella mia qualità di Professore Emerito di Psicologia dell’Educazione della Sapienza Università di Roma sto riflettendo da qualche tempo sui diritti all’educazione dei bambini nella prima infanzia. La partecipazione alle attività educative con gli adulti e all’interazione sociale con i coetanei è un’esigenza essenziale per uno sviluppo emotivo e cognitivo adeguato. La didattica a distanza non può sostituire il valore di questi rapporti. Senza dire che milioni di bambini del nostro Paese sono esclusi da quel tipo di insegnamento perché non usufruiscono di strumenti tecnologici adeguati in quanto le famiglie più disagiate non ne dispongono a sufficienza, creando così un nuovo tipo di diseguaglianza che si aggiunge alla povertà educativa di base.
Avendo ricevuto molte reazioni positive da parte di educatori, pedagogisti e psicologi, ho ragionato che l’accoglienza di bambini al di sotto di tre anni può essere problematica se non devono avere alcun contatto fisico tra di loro. Per questo, ritengo più realistico proporre il ritorno urgente a scuola per i bambini tra i tre e gli otto anni, ricordando anche che l’orario della scuola dell’infanzia include tutto il mese di giugno. Data la buona stagione, le attività educative si dovrebbero svolgere all’aperto con la possibilità di tornare all’ambiente interno della scuola ordinaria una volta a settimana allo scopo di mantenere il contatto con l’esperienza precedente.
La realizzazione di un tale progetto prevede che i Comuni siano in grado di reperire spazi all’aperto adatti allo scopo (cortili, giardini e parchi) che possano sollecitare un apprendimento dall’ambiente naturale attraverso l’esperienza diretta e sensoriale. Inoltre, bisogna consentire la divisione delle sezioni tradizionali in gruppi più piccoli con possibilità di rotazione tra la mattina e il pomeriggio.
Ciò richiederà la presenza di nuove figure educative* che possano essere impegnate a tempo determinato, anche con la funzione di sostenere le capacità informatiche delle famiglie a cui vengano offerti, se mancano, degli strumenti tecnologi di base per assistere la didattica a distanza rivolta agli studenti dai nove anni in su.
È chiaro che le educatrici e gli educatori devono saper parlare molto chiaramente ai bambini del rischio di questo contagio, così come facevano i nostri genitori in tempo di guerra quando ci spiegavano che noi dovevamo stare in guardia dai soldati tedeschi o, ancor peggio, quando dovevamo nascondere a tutti la nostra identità di ebrei o di antifascisti.
Ringraziandola per la Sua attenzione, sono disponibile per qualsiasi chiarimento. Le rivolgo con l’occasione i miei migliori saluti e auguri per il Suo difficile compito.
Molto cordialmente,
Sua Clotilde Pontecorvo

 

*cfr. “One-to-One. Da uno a uno, da diecimila a centocinquantamila. Progetto integrato di servizio civile, alfabetizzazione informatica, tutela della salute.”
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