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15 Marzo 2021

L’impegno di Proteo per una nuova cultura della valutazione. Testi di Dario Missaglia, Doriano Bizzarri, Raffaele Iosa

 

La valutazione formativa tra cultura professionale e sensibilità sindacale
di Dario Missaglia

I tempi di grandi trasformazioni hanno sempre avuto, nel corso della storia, un impatto con le concezioni del mondo e di conseguenza con l’idea di futuro delle nuove generazioni. Tutto ciò ha avuto e continuerà ad avere un impatto altrettanto significativo con le forme materiali dei sistemi di istruzione e formazione. Prima che la pandemia sconvolgesse nel profondo, certezze e riferimenti consolidati, la rivoluzione tecnologica aveva già iniziato a sollecitare fortemente il mondo del lavoro, della produzione, della comunicazione, dell’apprendimento. La pandemia, foriera prevedibilmente di altri processi inediti, ha reso tutti consapevoli che le nuove tecnologie, anche nelle situazioni più drammatiche, possono costituire una risorsa decisamente importante. Ma non basteranno. Le reti non sostituiranno le comunità; la comunicazione non sostituirà l’empatia della relazione interpersonale; il territorio non sarà solo un luogo digitale ma lo snodo di riti, tradizioni, culture, pratiche di solidarietà e di prossimità che vanno alimentate di continuo con la partecipazione diretta delle persone.

Occorreranno dunque politiche coerenti finalizzate a una concezione democratica dei nuovi strumenti e del loro utilizzo. Diversamente rischieremmo tutti l’autismo tecnologico. Conseguentemente sarebbe necessario prevedere e programmare un sistema di formazione permanente per gli insegnanti che nei prossimi anni dovranno gestire le relazioni educative e l’attività didattica, in un contesto decisamente complesso.

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L’impegno di Proteo per una nuova cultura della valutazione
di Doriano Bizzarri

Le modalità di valutazione finale degli alunni nelle classi della scuola primaria sono state modificate con l’introduzione dei giudizi descritti al posto dei voti numerici con un sintetico articolo della legge n. 41 del 6 giugno 2020. Con un semplice e breve articolo di legge si introduce una modifica sostanziale alle modalità di valutazione degli alunni di questa scuola, andando a toccare il nucleo fondante delle attività didattiche che si basa sul reciproco e continuo rapporto fra programmazione e valutazione. Un piccolo articolo capace però di apportare cambiamenti profondi nelle modalità di fare scuola se ben applicato.

Mi richiama alla mente l’art. 1 della legge 820/’70, che con un sintetico articolo, in una legge che anche in quel caso trattava altri argomenti, introdusse il tempo pieno nella scuola elementare. In quel caso quel piccolo, quasi incidentale, articolo produsse un cambiamento positivo e profondo nella scuola elementare e non solo. Anche questo breve articolo di legge sulla valutazione, se ben gestito nella sua applicazione, può produrre rinnovate modalità di organizzare e condurre attività didattiche ancora più idonee delle attuali a perseguire il successo formativo dei nostri alunni e delle nostre alunne, così come previsto dalla nostra Costituzione.
(Dalla relazione presentata al Cts di Proteo Fare Sapere, il 13 marzo 2021)

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Per una nuova valutazione mite nella scuola primaria. Proposte per una “variante M”
di Raffaele Iosa

  1. La centralità di una valutazione formativa mite.

È sorprendente leggere i numerosi passaggi normativi che indicano nella formatività la base pedagogica essenziale della nuova valutazione. Mai prima la formatività della valutazione è stata così ampiamente descritta ed enfatizzata. Per questo mio lavoro, registro qui le più significative frasi contenute nelle Linee Guida, che rispettano con precisione i mandati legislativi.

“La valutazione ha una funzione formativa fondamentale. E’ parte integrante della professionalità docente, si configura come strumento insostituibile di costruzione delle strategie didattiche e del processo di insegnamento e apprendimento, è strumento  essenziale… per sostenere e potenziare la motivazione al continuo miglioramento a garanzia del successo formativo e scolastico”

“L’ottica è quella della valutazione per l’apprendimento, che ha carattere formativo poiché le informazioni ….sono utilizzate anche per adattare l’insegnamento ai bisogni educativi degli alunni e ai loro stili di apprendimento, modificando le attività in funzione di ciò che è stato osservato

“La prospettiva della valutazione per l’apprendimento è presente nel testo delle Indicazioni Nazionali, ove si afferma che la valutazione come processo regolativo non giunge alla fine di un percorso, ma “precede, accompagna, segue” ogni processo curricolare e deve consentire di valorizzare i progressi negli apprendimenti degli allievi”.“Per gli obiettivi non ancora raggiunti o in via di prima acquisizione la normativa prevede che “l’istituzione scolastica, nell’ambito dell’autonomia didattica e organizzativa, attiva specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento (art. 2 comma 2 D.L. 66/2017). È dunque importante che i docenti strutturino percorsi educativo-didattici tesi al raggiungimento degli obiettivi, coordinandosi con le famiglie nell’individuazione di eventuali problematiche legate all’apprendimento, mettendo in atto strategie di individualizzazione e personalizzazione”.

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