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19 Maggio 2017

Carezzarsi con le parole. Incontro con gli studenti di Isernia per parlare di Don Milani

A cinquant’anni dalla scomparsa di don Lorenzo Milani e dalla pubblicazione del libro Lettera ad una professoressa, il messaggio trasmesso dal priore di Barbiana è ancora oggetto di  molta attenzione e di uno  studio continuo.

Ad Isernia giovedì 18 maggio u.s, presso la sala della Provincia, se ne è discusso con alcune classi delle scuole della città e di Venafro partendo dalla presentazione del libro Don Milani e suo padre Carezzarsi con le parole di Valeria Milani Comparetti.

Una platea numerosa attenta ed interessata ha partecipato all’incontro introdotto da Marilena Ferrante che ha esortato gli studenti  a leggere don Milani ed a cogliere gli aspetti centrali del suo messaggio riassumibili nel non scoraggiarsi e nello scoprire la ricchezza interiore custodita da ciascuno. Ha portato i suoi  saluti Mariella Di Sanza ds scolastica di Isernia la quale ha rilevato come la scuola abbia vissuto negli ultimi decenni tante trasformazioni in una società sempre più complessa e che la figura di don Milani abbia anticipato il cambiamento che deve basarsi sulla qualità, sull’etica e sul successo formativo. 

 

Pino La Fratta, segretario regionale della FLC CGIL, ha salutato gli studenti  richiamando l’importanza della rappresentanza sociale, la necessità di impegnarsi -come docenti-  per far sviluppare nei ragazzi un pensiero critico capace di affrontare le sfide della modernità  affinché  l‘umanità possa andare avanti sui temi dell’inclusione sociale, dell’accoglienza e delle pari opportunità. Sono seguiti degli interventi musicali e delle letture di brani da: Lettera ad una professoressa.

Ad Anna Villari, presidente della casa editrice Edizioni conoscenza, è toccato il compito  mettere in rilievo l’attualità del messaggio pedagogico di don Milani rilevando come egli abbia fatto diventare degli esclusi veri e propri cittadini, organizzando una scuola di vita a misura di quei ragazzi. Pur venendo da una famiglia alto borghese, il priore si è battuto contro le diseguaglianze e, con la sua azione educativa, aveva dato gli strumenti culturali per il ricatto degli ultimi con una scuola,  oggi non ripetibile, molto faticosa ma efficace.

Luana Collacchioni ha messo in evidenza la figura di don Milani come un faro illuminante per il quale non esistevano ragazzi sbagliati (ognuno aveva i suoi diritti), da recuperare partendo da interessi specifici che diventavano laboratori di crescita collettiva.  Si praticava la solidarietà e si rimuovevano ostacoli. In questa prospettiva il libro di Valeria Milani Comparetti, è un tassello molto importante perché richiama il valore della comunicazione e delle parole.

Nel dibattito che è seguito gli studenti hanno posto domande di sicuro interesse, integrate anche da alcune riflessioni di Gennaro Lopez, dell’Università Roma Tre,  sul valore che per don Milani avevano il Vangelo ed in particolare la Costituzione.

 

Ha chiuso i lavori Sergio Sorella, presidente nazionale di Proteo, che nel ringraziare tutti i ragazzi per l’interesse mostrato e per l’attenzione riservata agli interventi, ha insistito sull’importanza delle relazioni  per consentire alla scuola di ottenere  i risultati sperati ricordando che per ottenerli ci vuole determinazione ed impegno. La figura di educatore di don Milani ci richiama ad un’assunzione di responsabilità reciproca, indispensabile per la crescita di una comunità educante

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