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12 Dicembre 2018

Appello delle associazioni professionali della scuola per la qualità della formazione iniziale degli insegnanti

Appello-richiesta di intervento sul Disegno di Legge di bilancio per il 2019 in merito alle disposizioni inserite per la Revisione del sistema di reclutamento dei docenti scolastici (modificazioni al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59)

 

Egregi Presidenti e Componenti delle Commissioni permanenti in indirizzo,
Egregi Deputati e Senatori,

i sottoelencati rappresentanti di associazioni professionali della scuola, in rappresentanza di docenti e dirigenti che da decenni operano e si impegnano allo scopo di migliorare la qualità della scuola pubblica e dei suoi insegnanti, scrivono alle SS.LL. per chiedere di intervenire,per quanto di Vs. competenza, sull’iter di approvazione della Legge di Bilancio 2019 - in queste ore è al vaglio delle Camere il relativo Disegno di Legge - per ottenere che le misure previste dall’articolo intitolato “Revisione del sistema di reclutamento dei docenti scolastici (Modificazioni al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59), sulla formazione iniziale e il reclutamento dei docenti di scuola secondaria (che risulta essere, nell’articolato del Ddl di Bilancio per il 2019, il n. 58) siano destinate a un diverso e specifico iter legislativo, al di fuori quindi delle norme previste per la Legge di Bilancio.
La norma citata, impropriamente inserita nell’articolato di natura economica e finanziaria, andrebbe invece ricollocata in un contesto normativo specifico, dedicato all’educazione e alla formazione degli insegnanti, così come è stato per la Legge 13 luglio 2015 n. 107, per il Decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 59 (che disciplina la materia sulla base di una delega contenuta nella Legge 107/2015), e come fu in precedenza per il D.M. 10 settembre 2010, n. 249 (che ancora regola, con specifiche norme, la formazione iniziale degli insegnanti di scuola dell’infanzia e di scuola primaria).
Le modifiche introdotte dall’articolo inserito nel Disegno di Legge di Bilancio, infatti, cancellano il tirocinio formativo (percorso di formazione che dovrebbe accomunare la professione docente ad altre professioni di alto profilo), e scavano un profondo solco discriminatorio fra la qualità della formazione iniziale degli insegnanti di scuola secondaria e quelli di scuola dell’infanzia e primaria, per i quali è consolidato un percorso di laurea inclusivo di un consistente tirocinio (600 ore). In ogni professione l’esperienza di tirocinio rappresenta, infatti, un necessario momento di sintesi tra saperi teorici e saperi pratici, e il tirocinio nella formazione iniziale degli insegnanti è ritenuto da tutti gli esperti del settore un momento estremamente qualificante l’esperienza formativa degli insegnanti.
Con la soppressione dell’Art. 12 - (Tirocinio) del D.lgs. 59/2017 viene, inoltre, eliminata ogni possibilità di collaborazione tra scuola e università e istituzioni AFAM, andando contro ogni indicazione orientativa della comunità scientifica e delle istituzioni che si occupano di formazione e scuola in Europa, ed escludendo dalla formazione coloro che nel tirocinio hanno svolto ruoli formativi cruciali, come i tutor coordinatori provenienti dalla scuola.
Se il 5 ottobre 2018 si è celebrata la Giornata mondiale degli insegnanti che l’UNESCO ha dedicato al tema Il diritto all'educazione significa diritto a un insegnante qualificato, la direzione imboccata con questo dispositivo va esattamente nella direzione opposta. Intervenire in questo modo su una materia che richiede invece ampio confronto e norme dedicate ed elaborate in modo specifico, riporta l’Italia indietro di decenni, collocandola in una posizione di grave svantaggio rispetto agli altri paesi europei, dove la formazione iniziale degli insegnanti gode di stabilità, rilievo e risorse dedicate.
Richiamiamo, infine, un passaggio fondamentale della Raccomandazione ILO/UNESCO del 5 ottobre 1966 (Parigi), occasione per commemorare la quale si è istituita la Giornata mondiale degli insegnanti: “Si dovrebbe riconoscere che le organizzazioni degli insegnanti possono contribuire enormemente al progresso dell’educazione e che di conseguenza esse dovrebbero essere coinvolte nell’elaborazione della politica scolastica”. Facciamo osservare che la norma sulla quale chiediamo di intervenire è stata elaborata senza alcun confronto né alcun coinvolgimento delle organizzazioni degli insegnanti. Da parte nostra e di tutte le organizzazioni sottoscriventi vi è la piena disponibilità a collaborare a ogni livello sui temi per i quali possiamo vantare una significativa esperienza, ciascuna associazione nel proprio specifico. In attesa in un Vostro riscontro positivo, nel segno di un significativo cambiamento nei rapporti della politica con le associazioni del mondo della scuola, distintamente salutiamo.

Roma, 8 novembre 2018

Firmato da (1)

 - Associazione professionale Proteo Fare Sapere, il presidente Sergio Sorella
 - A.N.F.I.S. (Associazione Nazionale dei Formatori Insegnanti Supervisori), il presidente Riccardo Scaglioni
 - ADi (Associazione docenti e dirigenti scolastici italiani), la presidente Alessandra Cenerini, il vicepresidente nazionale Giampaolo Sbarra
 - CIDI (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti), il presidente nazionale Giuseppe Bagni
 - Clio’92 (Associazione di insegnanti e ricercatori sulla didattica della storia), il presidente Ivo Mattozzi
 - DDM-GO (Docenti di Didattica della Musica – Gruppo Operativo), segreteria di coordinamento: Annamaria Freschi, Giovanna Guardabasso, Roberto Neulichedl, Francesco Possenti e Stefano Lorenzetti
 - MCE (Movimento di Cooperazione Educativa); il segretario nazionale Giancarlo Cavinato
 - Legambiente Scuola e Formazione, la presidente Vanessa Pallucchi
 - OPPI (Organizzazione per la Preparazione Professionale degli Insegnanti), il presidente Pierino Cattaneo


(1) Tutte le firme apposte dai rappresentanti delle Associazioni in elenco sono apposte in nome e per conto dell’Associazione rappresentata.

 

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