FORMARSI E FORMARE
AL TEMPO DELLA
GALASSIA INTERNET
Aluisi
Tosolini*
Prima di cominciare a
cambiare la tecnologia, ricostruire le scuole e di riformare gli insegnanti,
abbiamo bisogno di una nuova pedagogia, fondata sull’interattività, sulla
personalizzazione e sullo sviluppo di capacità autonome di apprendimento e di
pensiero. Rafforzando nel contempo il carattere e la fiducia nella propria
personalità. E questo è un terreno inesplorato
Manuel
Castells
Con
la rivoluzione legata alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione si
è conclusa la traiettoria della “Galassia Gutenberg” e siamo entrati in una
nuova forma di società. Si tratta di un avvenimento recente: la data di nascita
di internet, secondo Bob Braden, si può far risalire al primo gennaio 1983. Qui
nasce il primo nodo problematico: con internet siamo entrati davvero in una
nuova dimensione sociale oppure il cambiamento è stato solo quantitativo (ad
esempio un aumento della quantità dei flussi informativi)? La maggior parte
degli studiosi ritiene che con l’avvento di internet siamo entrati in una nuova
forma di società che Manuel Castells[1]
definisce “Galassia Internet”.
Un
suo esempio aiuta a chiarire la questione:
Internet è la trama delle nostre vite. Se la tecnologia dell’informazione è l’equivalente odierno dell’elettricità nell’era industriale, internet potrebbe essere paragonata sia alla rete elettrica sia al motore elettrico. (…) Come le nuove tecnologie per produrre e distribuire energia hanno reso possibili le fabbriche e le grandi imprese come fondamento organizzativo della società industriale, internet è la base tecnologica della forma organizzativa nell’età dell’informazione: è il network
Se
viviamo in una nuova società, il network risulta pervasivo, ovvero tende a
ridefinire tutti gli elementi della società (economia, politica, istruzione,
relazioni sociali, relazioni tra individui, relazioni sindacali, … emozioni,
passioni, identità…)[2].
Studiare internet non è pertanto una questione di tecnologia quanto piuttosto
una questione socio-culturale.
E’
dentro questo contesto che il sito che stiamo presentando assume senso e
significato. Fuori da questo contesto il sito perde ogni significato risultando
sostanzialmente inutile. E se fosse solo per questo, in fin dei conti si
tratterebbe di ben cosa: in realtà il problema è che lo stesso si può dire
dell’educazione-istruzione-formazione in quanto tale. O essa tiene conto del
nuovo contesto (della Galassia internet) e si ridefinisce entro esso oppure è
assolutamente inutile. E’ un morto che cammina.
“La
nostra ipotesi di lavoro è - scrive Jean Francois Lyotard nel 1979 - che il
sapere cambi di statuto nel momento in cui le società entrano nell’età
postindustriale e le culture nell’età postmoderna”. Secondo l’autore di La condizione postmoderna [3]
“l’incidenza delle trasformazioni tecnologiche sul sapere sembra destinata ad
essere considerevole. Esso viene o ne verrà colpito nelle sue due principali
funzioni: la ricerca e la trasmissione delle conoscenze”.
A venticinque anni di
distanza le parole di Lyotard sanno di profezia realizzata. L’enorme sviluppo
della tecnica, in particolare nel settore della comunicazione, è oggi il vero
motore della globalizzazione ed interroga in profondità il sapere e quanti con
il sapere operano (intellettuali, insegnanti, educatori, ricercatori, studenti,
opinione pubblica, in sostanza tutti i cittadini).
È
così necessario sottolineare solo alcuni tra i molti aspetti e le molteplici
sfide che interpellano i processi educativi nella Galassia
Internet.
2.1.
Internet e i processi educativi: non è solo questione di
tecnologia
Il
primo dato da tenere presente è che non basta il solo approccio “tecnologico”.
Ovvero: non basta imparare ad usare nuove tecnologie quanto piuttosto è
necessaria una nuova pedagogia.
Con la rete ciò che deve cambiare è infatti l’apprendimento stesso. Si tratta di un mutamento qualitativo e non solo quantitativo: come l’insegnamento e l’apprendimento sono radicalmente mutati con l’avvento della stampa (galassia Gutenberg) così essi cambiano nella Galassia Internet.
In
un tempo in cui tutte le informazioni sono in rete non basta apprendere quanto
piuttosto è necessario apprendere ad apprendere, imparando a decidere che
cosa cercare, come validare le informazioni assunte, come usarle, come
correlarle alle conoscenze già possedute….
William
H. Dutton[4]
sostiene che il nuovo apprendimento deve condurre alla capacità di trasformare
le informazioni in conoscenza e la conoscenza in azione.
Con
più attenzione alle questioni educative credo si possa dire, con Edgar Morin[5]
che cita Eliot:
Dov’è
la conoscenza che perdiamo nell’informazione?
Dov’è
la saggezza che perdiamo nella conoscenza?
Così
la proposta di Dutton può essere così completata. Occorre

2.2
Come cambia la professione docente
Una
ricerca[6]
presentata nell’autunno scorso a Parigi mette bene in evidenza i mutamenti che
la “Galassia internet” apporta alla stessa professione
docente.
Il
docente che apprende in classe.
I
ruoli tra docente e studente diventano intercambiabili. Collaborazione e
cooperazione
Il
docente tutor: esperto
della disciplina ma anche con esperto dei processi di conoscenza e di
apprendimento (mentore)
Il
docente che collabora con gli studenti.
Le
attività basate sulle tic secondo la logica della didattica dei progetti
Il
docente autore
(di
materiali didattici prevalentemente in formato
elettronico)
Il
docente ricercatore
che
a partire dalle proprie esperienze educative e didattiche innovative realizzate
con le tic innova e rinnova continuamente il proprio modo di agire mediante
continui processi di miglioramento
In
docente in formazione permanente.
Dopo
una prima basilare alfabetizzazione digitale il docente continua a mantenersi
aggiornato
Il
docente membro di una comunità di docenti,
sia nella logica dell’ E-collegio e dell’ E-consiglio di classe che
nella logica della comunità di cooperazione e
collaborazione
Si
tratta, come si può vedere, di un insieme di elementi particolarmente
significativi anche per chi opera come docente entro strutture particolari quali
le carceri. Ed anzi, proprio per docenti che operano in simili strutture e che
per definizione rischiano l’isolamento, la rete e le connessioni costituiscono
un elemento di assoluta vitalità.
Internet,
sul versante educativo, è stato riletto (almeno nella teoria, ovvero fra gli
studiosi di didattica, pedagogia, tecnologie dell’apprendimento e
dell’insegnamento) proprio a partire da quella cultura dei produttori di
internet che ha plasmato il mezzo secondo una logica libertaria, aperta,
orizzontale, flessibile.
Da
qui la sottolineatura dell’apprendimento non più secondo le logiche del
comportamentismo o del cognitivismo quanto piuttosto secondo l’impianto del
costruttivismo socioculturale.
In
questi ultimi anni molti studi hanno sottoposto l’apprendimento ad una analisi
approfondita a partire da una ipotesi che può essere così riassunta[7]:
l’apprendimento
è dinamismo (concetto + azione)
Se
l’ipotesi è vera abbiamo le seguenti conseguenze:
sul
versante del contenuto:
q
nella
visione “scolastica” il contenuto è “concetto”
q
nella
visione dell’apprendimento come dinamismo il contenuto, secondo una logica
operatoria, è da intendersi come “contenuto che produce azione ed
effetti”
Non
ci può essere apprendimento senza contenuto ma anche non vi può essere contenuto
senza “concetto+azione”
sul
versante dell’organizzazione disciplinare
q
l’organizzazione
dell’apprendimento appartiene all’apprendimento e non all’organizzazione legata
alla logica della scienza
q
il
che significa che il metodo della scienza non è necessariamente il metodo
dell’apprendimento
q
il
metodo dell’apprendimento è operatorio (pensiero + azione) non operativo
(praticità)
q
si
apprende in una pluralità di situazioni non
generalizzabili
Per
la teoria dell’apprendimento, essendo l’apprendimento situazionale, si postula
una sua continua ridefinizione che implica:
q
non
stabilità nel tempo
q
dinamicità
q
costruttività
del significato
q
collocazione
sociale del significato.
In
estrema sintesi la proposta della teoria sociale dell’apprendimento proposta da
Wenger può così
riassumersi:
l’apprendimento:
§
è
intrinseco alla natura umana
§
è
principalmente l’abilità di negoziare nuovi significati
§
crea
strutture emergenti
§
è
fondamentalmente esperienza e fondamentalmente esperienza
sociale
§
trasforma
le nostre identità
§
costruisce
traiettorie di partecipazione
§
implica
trattare con i confini
§
è
una questione di energia e potere, di coinvolgimento, di immaginazione e di
allineamento
§
coinvolge
un’azione e una reazione tra locale e globale.
Va
sottolineato che, soprattutto nel mondo della “didattica multimediale come
ambiente” ci si sia avvicinati, negli ultimi anni, alla logica SCLES
(Student-centered Learning Anchiored Environments). I più significativi
ambienti di apprendimento iper e multimediale sono infatti focalizzati
su
Come
scrive Lebow: “I valori tecnologici educativi tradizionali sono la
replicabilità, l’affidabilità, la trasmissione e il controllo… che contrastano
con i sette valori primari del costruttivismo: collaborazione, autonomia
personale, generatività, riflessività, coinvolgimento attivo, rilevanza
personale, pluralismo”.
3.3.
Una strategia centrata sullo studente
La
logica SCLES (Student-centered Learning Anchiored Environments, di
solito applicata al mondo della “didattica multimediale come ambiente” ma utile
indicazione per ogni ambiente di apprendimento) sostiene che i più significativi
ambienti di apprendimento sono focalizzati su
-
Centralità
dello studente nella definizione del significato
-
Importanza
di contesti situati, autentici
-
La
negoziazione e l’interpretazione di credenza personali e di prospettive
multiple
-
L’importanza
dell’esperienza precedente nella costruzione del
significato
-
L’uso
della tecnologia nello scaffolding di processi mentali di alto
livello.
La tabella comparativa
ricavata da uno studio di Bianca Maria Varisco[8]
(che mette a confronto le caratteristiche del processo tradizionale di
istruzione/apprendimento con le caratteristiche dello stesso processo centrato
sullo studente) può costituire un utile elemento di sintesi non solo per quanto
concerne la relazione docente studente ma anche per quanto concerne la stessa
figura del docente in formazione ed in interazione con altri
colleghi.
Istruzione
apprendimento tradizionale |
Istruzione
apprendimento centrati sullo studente |
|
|
|
|
Trasmissione
acquisizione |
Interpretazione,
costruzione |
|
Padronanza
performance |
Costruzione
di significato |
|
Realtà
esterna |
Realtà
interna |
|
Dualismo
(pensiero/comportamento) |
Relativismo
culturale |
|
Astratta,
simbolica |
Contestualizzato,
autentico, esperienziale |
|
Interpretata
individualmente |
Negoziato
socialmente, co-costruito |
|
Mente-centrica |
Basato
sulla comunità, mediato culturalmente |
|
Direttiva |
Intenzionale |
|
Riduzionistica |
Complesso,
auto-organizzato |
|
Individuale |
Collaborativi |
|
Idealista,
razionale |
Pragmatista |
|
Codifica,
ritenzione, recupero |
Articolazione
e riflessione |
|
Interno,
mentale |
Sociale |
|
Recettivo,
riproduttivo |
Costruttivo |
|
Ragionamento
simbolico |
Apprendimento
situato |
|
Psicologia |
Antropologia,
sociologia, etnografia |
|
Laboratorio |
In
situ |
|
Teorico |
Real
life |
|
Architettura
centrale di processamento |
Architettura
distribuita |
|
Oggettivo,
modellabile |
Esperienziale
interpretativo |
|
Processore
di simboli |
Costruttore
di simboli |
|
Disincarnato |
Esperienziale |
|
Concettuale,
menemonico |
Percettivo |
|
Atomistico,
decomponibile |
Solistico |
|
Indipendente |
Emergente |
|
Posseduto |
Distribuito |
|
Oggettivo,
stabile, fisso |
Soggettivo,
contestualizzato, fluido |
|
Ben
strutturato |
Mal
strutturato |
|
decontestualizzato |
Inserito
nell’esperienza |
|
eterodiretto |
Autoregolato |
|
D.
H. Jonassen, S.M. Land, Theoretical foundations of learnig
environments, 2000, tradotto
da B. M. Varisco, Costruttivismo socio-culturale, Carocci, Roma
2002 | |
La
specificità della comunicazione e dell’apprendimento nella Galassia Internet è
costituita, secondo molti autori, dalla didattica cooperativa e collaborativa[9].
Uno dei più importanti studiosi italiani della didattica cooperativa in rete è
Guglielmo Trentin.[10]
Il
potere didattico della telematica - sostiene Guglielmo Trentin in "Insegnare
ed apprendere in rete" - si concretizza non tanto nel suo essere in grado di
sostituire il telefono quanto piuttosto nella sua capacità di favorire forme di
interazione collettiva di matrice collaborativa (sia tra docente e docente che
fra studente e studente che fra studenti e docente: ovvero cooperazione fra chi
apprende e/o fra chi ha il compito di progettare e di gestire il processo di
apprendimento).
Esistono,
secondo Trentin, tre diversi tipi di cooperazione:
a)
la cooperazione fra docenti. Permette di condividere esperienze,
scambiare informazioni, confrontare risultati: i gruppi possono far richieste di
aiuto con l'auspicio di soluzioni. Può essere finalizzata alla programmazione
curricolare ed alla conduzione di attività didattiche comuni, basate o meno
sull'ausilio della rete.
c)
cooperazione fra studenti e docenti. E' la situazione definita
learning circle, cioè gruppi classe distanti fra loro, ma accomunati da
uno stesso obiettivo. I gruppi collaborativi sono geograficamente distanti e
lavorano con il proprio insegnante: l'insieme dei circoli costituisce un grande
gruppo di apprendimento.
d)
cooperazione fra studenti. Nelle esperienze telematico-informatiche gioca
un ruolo significativo il Reciprocal teaching, in cui ciascun alunno
svolge il ruolo di docente nei confronti di altri compagni, rispetto a ciò che
ha già imparato.
La
proposta di Trentin si basa sulla teoria dell"Apprendimento cooperativo"
di Anthony Kaye.
Antony
Kaye[11]
così definisce l’apprendimento collaborativo basato sul
computer:
“Collaborare
(co-laborare) vuol dire lavorare insieme, il che implica una condivisione di
compiti e un’esplicita intenzione di “aggiungere valore” per creare qualcosa di
nuovo o differente attraverso un processo collaborativo deliberato e
strutturato, in contrasto con un semplice scambio di informazioni o esecuzione
di istruzioni. Un’ampia definizione di apprendimento collaborativo potrebbe
essere l’acquisizione da parte degli individui di conoscenze, abilità o
atteggiamenti che sono il risultato di una interazione di gruppo o, detto più
chiaramente, un apprendimento individuale come risultato di un processo di
gruppo”
Alcune
precisazioni legate al nostro specifico contesto, ovvero alla nostra comunità di
docenti – professionisti consapevoli in situazione di
apprendimento:
1. Nell'apprendimento
cooperativo in rete, cambia l'atteggiamento dell'apprendimento: i partecipanti
scrivono gli uni per gli altri, forniscono contributi al sapere di tutti: si
condividono le conoscenze, la sintesi, la strutturazione di nuove conoscenze ed
abilità attraverso un processo a forte connotazione
sociale.
2. Nelle
esperienze telematico-informatiche, gioca un ruolo significativo il
Reciprocal teaching, in cui ciascun partecipante svolge il ruolo di
docente nei confronti di altri compagni, rispetto a ciò che ha già
imparato
3. Una
cooperazione efficace, secondo gli studi di Brown e di Aroson, assume le vesti
della Community of Learners (Cols), un modello didattico che assume il
principio della cooperazione e della collaborazione. Nella Cols, l'insegnante ha
il compito di dare le istruzioni per iniziare le attività e fungere da modello
iniziale: La domanda da cui partire è "Come fare a sapere" Si tratta di un metodo di apprendimento
simile a quello delle botteghe artigiane: obiettivo è rendere i
partecipanti sempre più autonomi ed indipendenti, attraverso 4 fasi:
·
modelling:
osserva la dimostrazione
·
scaffolding:l'esperto
offre solo il supporto emotivo:incoraggiamento, spiegazione, chiarimento
·
fading:
lenta rimozione del supporto
·
coaching:
comprende il rivedere tutta l'azione educazione educativa, le attività, i
consigli, le valutazioni, il rafforzamento di eventuali debolezze.
In
questo modo si realizza l'apprendistato cognitivo (JIGSAW)
(Aroson)
Si
tratta di un'organizzazione del lavoro in cui i vari pezzi di lavoro si
incastrano per comporre un'unità. Si basa sull'apprendimento collaborativo ed il
suo punto di partenza è il brainstorming
Anche
in questo caso risultano utili:
Benckmarch
lessons:
sono lezioni o interventi di un esperto che hanno lo scopo di inntrodurre
concetti fondamentali, particolarmente problematici: focalizzano un aspetto, lo
chiariscono
Reciprocal
teaching:
aiuto collaborativo per elaborare un prodotto
definitivo con le parti di tutti.
Secondo
Trentin le valenze positive della cooperazione educative sono esaltate dal
lavoro telematico: ”nel gruppo telematico il vantaggio più evidente è che tutta
la comunicazione passa attraverso la rete, e quindi ogni attore del processo ne
ha piena visibilità; questo è importante non solo per il singolo studente ma anche per chi ha in carico la
gestione ed il monitoraggio delle attività”[12].
A
livello didattico sono molti (e molto diversi) i modi con cui si può correlare
internet e processi educativi.[13]
Riprendendo dal volume Internet, new media e intercultura, concludiamo
presentando una rapida riflessione sulla relazione tra internet e i processi
educativi.
In
senso generale gli ambienti multimediali, ipermediali e di rete sono agenti di
cambiamento, anche a livello educativo, sia per quanto concerne la metodologia
che per quanto riguarda l’organizzazione. In essi ritroviamo tre degli elementi
chiave dei processi di globalizzazione che a tutti i livelli toccano il
pianeta:
-
l’unità
spazio tempo viene messa radicalmente in discussione
-
la
flessibilità diventa elemento fondamentale del processo
-
viene
messa in crisi l’autoreferenzialità.
La
tipologia delle relazioni tra le nuove tecnologie dell’informazione educazione e
formazione dei docenti può così essere riassunta:
1. nuove
tecnologie come bacino di contenuti, informazioni ed
esperienze
2. nuove
tecnologie come possibilità di scambio e conoscenza (rete, web) di realtà
altre e lontane (costruzione di reti)
3. nuove
tecnologie e multimedialità come facilitatori per acquisizione di competenze
ed abilità (si veda quanto prima sostenuto a riguardo della cooperazione e
collaborazione in rete)
4. le
nuove tecnologie definiscono la nuova Galassia Internet mettendo in rilievo
nuove tipologie di apprendimento (l’apprendimento di secondo livello o deutone
apprendimento di Bateson ma anche quello che Bateson chiama “apprendimento di
terzo livello) ed evidenziando la nuova antropologia e le nuove modalità di
“essere-nel-mondo” tipici della nostro tempo postmoderno.
ALUISI
TOSOLINI
* Aluisi Tosolini, attualmente dirigente scolastico, insegna Tecnologie dell’apprendimento e dell’insegnamento presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.
[1] M. Castells, Galassia Internet, Feltrinelli, Milano 2002, p. 258. Si vedano al riguardo anche altre opere fondamentali di Castells (La nascita della società in rete e Il potere delle identità, Editore Università Bocconi, Milano 2002) nonché due saggi di Carlo Formenti, Incantati dalla rete (Raffaello Cortina, Milano 2000) e Mercanti di futuro (Einaudi, Torino 2002).
[2] Al riguardo mi permetto di rimandare al mio saggio “Democrazia, comunicazione e partecipazione..” IN AAVV (a cura di Tosolini, Zoletto, Moretuzzo) L’acqua come cittadinanza attiva, Bologna, EMI, 2003.
[3] J.F. Lyotard, La condizione postmoderna, Feltrinelli, Milano 1981.
[4] W.H. Dutton, Lo società on line. Politica dell’informazione nell’era digitale, Baldini & Castoldi, Milano 2001.
[5] E. Morin, La testa ben fatta, Raffaello Cortina, Milano 2000, p. 9.
[6]
Critical indicators of innovative practices in
ICT-supported learning Ricerca curata da
Mario
Barajas Friedrich Scheuermann e Katerina Kikis, PROMETEUS Conference, Paris, 29th –30th
September 2002
[7] Seguo qui le riflessioni svolte da Lucio Guasti entro il progetto di ricerca MIUR Indire su Stardards per l’educazione degli adulti, cfr nota 13
[8] B.M. Varisco, Costruttivismo socio-culturale, Carocci, Roma 2002.
[9] Questo paragrafo è ripreso, con alcune modifiche, da: A. Tosolini - S. Trovato, New media, internet e intercultura, Bologna, EMI, 2001
[10] G. Trentin, Insegnare e apprendere in rete, Zanichelli, Bologna 1998.
[11] A. Kaye, Apprendimento collaborativo basato sul computer, in TD - Rivista di tecnologie didattiche, n. 4.
[12] G. Trentin, Insegnare... op. cit. pag. 118
[13] Particolare rilevanza sta assumendo nella nostra società l’educazione degli adulti. Si segnala al riguardo la ricerca guidata da Lucio Guasti su Standard Nazionali per l’educazione degli adulti (Miur, Indire, IrreER). Parte della ricerca è stata pubblicata nei Quaderni degli annali dell’Istruzione (Le Monnier, Firenze 2002): n. 96 e 97: Le competenze di base degli adulti I e II. Il secondo volume presenta gli standard per le 4 aree dell’educazione degli adulti. Una di queste riguarda specificatamente le Tecnologie della comunicazione e dell’informazione (a cura di A. Tosolini, G. Albertini, S. Paladini).