|
Signor
sottosegretario di
Vittorio Delmoro Signor
sottosegretario, Cercherò
di confutare le sue affermazioni, quelle scritte in risposta ad un
documento della Rete di Scuole, e quelle riportate in una intervista al
Resto del Carlino, che non dovrebbe aver stravolto il Suo pensiero, visto
che si tratta di un giornale amico. PRIMO
PUNTO : IL TEMPO PIENO −
Il tempo
pieno e quello prolungato sono garantiti – afferma
Lei. In che modo? −
Fino ad oggi
c’erano due docenti per classe, con la Riforma della classe si occuperà
un’equipe pedagogica. Che tradotto (da Lei) significa che : −
Ogni classe
sarà affidata ad un docente (tutor, 18 ore minime) e ad altri docenti che
interverranno per le altre attività. Quali attività? −
Che so,
musica, lingue, attività artistiche… A pagamento? −
Smentisco
categoricamente! Allora perché tante preoccupazioni sul tempo pieno? −
Perché gli
insegnanti avrebbero voluto fosse mantenuto il doppio organico. Se la logica fa parte del Suo bagaglio, o almeno delle parole che
dice, signor sottosegretario, questo porta ad affermare che il doppio
organico non costituisce più una regola, una base per la dotazione delle
scuole. Ma torniamo al tempo prettamente dedicato all’insegnamento : 30
ore dicevo, di cui 3 facoltative. Per capire questo termine, facoltativo,
è necessario rifarsi alla documentazione di Bertagna che ha anticipato e
seguito gli Stati Generali : le attività scolastiche si dividono in
obbligatorie per tutti, fornite dallo stato come garanzia di base ed
attività su cui le famiglie hanno un diritto di opzione, possono cioè
chiedere alla scuola di garantirle, oppure avvalersi di altre agenzie
esterne; la scuola dovrà solo certificarne la validità alla fine. SECONDO
PUNTO : L’ATTENZIONE ALLA PERSONA Lei
sottosegretario distingue l’handicap dal disagio, affermando che bisogna
comunque prestare più attenzione sia all’uno che all’altro. Non so
cosa lei intenda sul piano pratico (non lo dice) e non so se l’equipe
pedagogica di cui parla sia la traduzione di questa maggiore attenzione.
Io parto da più in basso : se il numero degli insegnanti di sostegno sarà
ridotto, le sue sono pure bufale! Se il loro numero resterà invariato, si
tratta di discorsi inutili; se crescerà allora avrà dimostrato come far
seguire fatti concreti a semplici affermazioni. Basta aspettare settembre
per la verifica. −
Da domani
con la Riforma ci sarà un insegnante tutor con almeno 18 ore di lezione
frontali nelle prime tre classi ed altri docenti che interverranno per le
altre attività… Vale a
dire che le responsabilità educative saranno assunte da questa nuova
figura, che oltre a fornire la sua opera di docente per la stragrande
maggioranza del tempo dedicato all’insegnamento, coordinerà i colleghi,
produrrà i Piani Personalizzati, costruirà i percorsi e le verifiche e,
soprattutto, sarà l’insegnante di raccordo con la famiglia. In altre
parole : dove non si è riusciti (se non si è riusciti!) con tre, quattro
docenti collegialmente, si riuscirà con uno solo! TERZO
PUNTO : LE VOCAZIONI −
Nulla di
nuovo per i ragazzini? (chiede il giornalista) −
No, al
contrario : si terrà conto delle singole vocazioni e attitudini, perché
noi vogliamo la personalizzazione dei piani di studio … Ecco, i
famosi PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI. Se Lei sottosegretario sa di scuola
(e mi dicono che sa, per essere stata una direttrice didattica), dovrebbe
sapere che un piano personalizzato ha bisogno di gambe per camminare,
altrimenti resta una semplice scartoffia buona per l’archivio. E quando
dico gambe, intendo proprio gambe umane, di persone concrete. Mettiamo
infatti una classe di una ventina di alunni, tralasciando handicap e
disagi (che quelli il loro Piano ce l’hanno sempre avuto), non dico che
si dovrebbero produrre venti piani personalizzati, ma quasi, a sentire Lei
o a leggere i documenti bertagneschi. La differenziazione tra ciascuno di
questi Piani non sarà certo enorme, ma qualche differenziazione ci dovrà
pur essere, altrimenti cade tutta la costruzione teorica. Queste
differenziazioni dovranno pur produrre diversità di strategie didattiche,
di percorsi, di orari delle lezioni, della natura stessa di queste lezioni
e di tante altre cose. A carico di chi? Di quel poveraccio del tutor, che
in una normale giornata scolastica si sdoppia, si triplica e diventa venti
insegnanti diversi? Ragionamento assurdo, vero sottosegretario? Lei sa
benissimo che non si tratterà di questo, non può trattarsi di questo! La
differenziazione tra un Piano e l’altro sarà minima, del tipo : Tizio
ha bisogno di esercitarsi di più nella lettura, a Caio invece occorre una
migliore manualità, mentre Sempronio (che è bravo) lo possiamo mandare
nel laboratorio di potenziamento dell’informatica. In parole più
organizzative le differenziazioni saranno affidate alle attività di
contorno a carico degli insegnanti labor, che non gestiranno dunque
attività di classe, ma di gruppi aperti a seconda delle indicazioni dei
tutor. Un’organizzazione molto simile a quella che già c’è (perché
la scuola elementare conosce queste problematiche da sempre e ha trovato
negli anni numerosissime forme di risposta, con buoni risultati).
Veramente dovrei dire simile a quella che c’era, perché negli ultimi
anni i tagli hanno ridotto di parecchio queste possibilità e siccome la
politica dei tagli è stata non solo sposata, ma potenziata dalla sua
maggioranza, la situazione è destinata a peggiorare. (Anche di questo non
tenga conto, si tratta della faziosità di cui sono purtroppo pervaso). So già
che Lei non condividerà questa analisi, ma a me pare di essere stato
molto obiettivo e di aver letto le sue dichiarazioni con un semplice
ragionamento logico. Mi
sbaglio? 12/6/2003
|