Senza veli e senza inganni

 

Che la CGIL sia un bersaglio polemico privilegiato dalla Gilda è cosa che tutti i docenti hanno potuto constatare di persona in molte occasioni.  Ora il bersaglio è anche Proteo Fare Sapere, che nel documento apparso sui siti Gilda viene definito “…associazione professionale dell’ultima ora…divenuta recentemente autonoma” dalla “casa madre”. Come iscritta a questa associazione professionale dal 1994 voglio rettificare alcune errate informazioni lì presenti, nonché svolgere alcune considerazioni su punti in questo momento essenziali per la garanzia della vita professionale e sindacale dei docenti.

 

Date di nascita e …levatrici

La Gilda è nata nel 1988, come è dichiarato nel sito Gilda di Latina “…La Gilda dei Comitati di Base degli Insegnanti (è la denominazione originaria) è sorta durante la lotta contrattuale dell' '88 (come associazione nazionale si è diffusa dopo il 1990, e dal 1997 è presente nella maggior parte delle province)…”.

Proteo Fare Sapere è nata nel 1986 per iniziativa dei docenti già iscritti alla CGIL scuola,  quindi per  iniziativa di un sindacato scuola che nel corso della sua storia (dal 1974 al 1986) ha maturato la consapevolezza della specificità della professione docente, coerentemente con l’evoluzione della società della conoscenza. La nascita di Proteo Fare Sapere per iniziativa del sindacato CGIL scuola ha significato, da subito, avere strutture (statuto, organismi, tesseramento, persone fisiche) distinte e indipendenti da quelle del sindacato.

 

L’attività dell’associazione professionale Proteo Fare Sapere

Il lavoro di ricerca fatto da Proteo dal 1986 ad oggi, sui temi inerenti la professionalità docente, è un patrimonio che la nostra associazione ha messo a disposizione di tutti.

Così come hanno fatto altre associazioni professionali con le quali, non a caso ma proprio perché si condivide l’interesse professionale, Proteo Fare Sapere ha spesso collaborato e continua a collaborare. Del resto sono tutte associazioni professionali  accreditate dal MIUR  con i Decreti Ministeriali  10/07/2000 e 23/05/2002. In base a tali decreti esse possono organizzare e certificare attività di formazione in orario scolastico per i 5 giorni previsti nel CCNL.  La Gilda può fare altrettanto? No, perché è un sindacato.

 

Decidere cosa viene prima e cosa dopo

Essere sindacato ed essere contemporaneamente associazione professionale  porta, a mio parere, a contraddizioni e ad ambiguità; innanzitutto può portare ad anteporre  le  ragioni della rivendicazione sindacale a quelle della ricerca professionale. Per Proteo Fare Sapere le ragioni della professione docente, con tutte le implicazioni di carattere etico e scientifico, precedono quelle sindacali.

 

Il “grande sindacato concertativo” ovvero la CGIL

Così viene definito, in modo dispregiativo,  il mio sindacato; ma perché? Non è compito del sindacato fare contrattazione e quindi anche concertazione con i datori di lavoro? Si, dato che noi abbiamo un datore di lavoro che è lo Stato.

Siamo contrari agli Albi professionali  perché essi significano precarizzazione e privatizzazione del nostro lavoro, dal momento che non sono le famiglie, i cittadini presi singolarmente, i nostri datori di lavoro, ma è lo Stato che secondo la Costituzione “…istituisce scuole statali di ogni ordine e grado “ in tutto il territorio nazionale, come ha ricordato il Presidente  Ciampi nel messaggio d’inizio anno.

 

Opinioni e non verità

Le opinioni contrarie vanno rispettate e chi le esprime non va accusato di non essere democratico.  Evidentemente c’è un modo di concepire la democrazia e la libertà  di espressione che va oltre la maggioranza di governo.  Addirittura si accusa un esponente di Proteo Fare Sapere di presentare come verità la propria interpretazione della posizione della Gilda nei confronti delle proposte governative.

Noi la verità  la lasciamo alle Religioni, non  la riconosciamo nemmeno alle scienze cosiddette esatte, dato che nuove conoscenze possono falsificare le vecchie.

Noi esprimiamo opinioni, che d’altra parte non sono solo nostre, a giudicare  dalla  condivisione che esse trovano nel paese. Le nostre opinioni entrano  nel dibattito  comune sui temi politici, sindacali, professionali, ma dovrebbe essere comune presupposto ai protagonisti del dibattito portare argomenti di merito, dei quali si sia sinceramente convinti.

Ecco, nelle nostre affermazioni c’è il senso, non di una verità che è impossibile nel campo delle opinioni, ma quello della sincerità. E nell’esprimere le nostre opinioni ci sentiamo  garantiti dalle nostre leggi e più ancora dalla nostra volontà di farle rispettare.

 

Firmare il CCNL significa indebolire l’opposizione “senza se e senza ma”al governo?

Fare questa affermazione in una qualsiasi assemblea sindacale significa farsi dire dai colleghi “ Ci  prendi in giro? Senza la firma del contratto, chi starebbe meglio: il governo o noi?”

E poi, nel sito della Gilda ci sono le newletter dell’ARAN, c’è l’intervista al sottosegretario Aprea, peraltro non accompagnate da alcun commento, nota o cenno critico che dir si voglia. C’è la seguente affermazione del coordinatore nazionale Ameli sulle  proposte di legge di stato giuridico dei docenti   “Ci sono in verità, nei testi di legge, anche alcune proposte interessanti, che ci paiono tratte pari pari dagli obiettivi che abbiamo indicato in questi anni.

La separazione delle aree di contrattazione, la costituzione di organismi di autogoverno dei docenti, l’abolizione delle RSU di scuola. Obiettivi storici della GILDA, sui quali abbiamo ragionato assiduamente, ma che meritano prima di andare a definizione ulteriori approfondimenti.”

Allora, come si tengono insieme le due cose: da una parte sparare sul contratto, proclamare di non averlo firmato, accusare di “concertazione” uno dei sindacati che lo hanno firmato, e dall’altra parte dare spazio alle opinioni dell’ARAN  e di esponenti del governo, riconoscere l’identità fra le proposte Gilda e quelle del governo? Sarò accusata di stalinismo anche questa volta per avere osato rilevare questa contraddizione?

 

Scioperare il 24 ottobre insieme con la “casa madre”CGIL, e con CISL, UIL, SNALS

 Noi scioperiamo perché ci sentiamo uniti “confederalmente” a tutti gli altri lavoratori italiani che vengono danneggiati, come noi, dalla riforma delle pensioni. La Gilda invece afferma ” La Direzione Nazionale della Gilda degli Insegnanti, riunitasi in Roma il 4 ottobre 2003, esaminato il progetto di riforma del sistema pensionistico che il Governo si accinge a varare, rileva che la riforma falcidierà i redditi dei docenti futuri pensionati, portandoli a livelli di vera e propria emarginazione sociale, per l’effetto combinato delle procedure lunghe di accesso alla professione, dell’impossibilità di costituire una pensione integrativa, per il passaggio al regime contributivo ... …”  E i docenti iscritti alla Gilda sciopereranno  pensando solo a se stessi? Io penso di no, penso che anch’essi vogliano dire No alla politica  del governo, senza schizzinose  arricciate di naso nei confronti delle altre categorie di lavoratori stipendiati.

 

Concorsone o non concorsone

Voglio anch’io affrontare la questione, diventata quasi tabù, del cosiddetto concorsone. Il coordinatore nazionale della Gilda la affronta nei termini seguenti nel suo articolo  “…Se non fosse che già qualcosa su questo fronte abbiamo vissuto e non avessimo la sensazione di trovarci davanti alla stessa cosa con un percorso diverso saremmo anche tentati di scansare l’ironia e di prendere sul serio le ipotesi legislative.” . Sembra la stessa cosa. Ma non lo è, per motivi sindacali e per motivi professionali.

 

I motivi sindacali

-         gli investimenti erano reali prova provata ne sono i fondi ex articolo 29 che sono affluiti alle scuole nei tre anni successivi

-         si trattava di un istituto contrattuale, quindi modificabile e migliorabile, e non di una legge con tutti gli elementi di rigidità che essa comporta

-         avrebbe soddisfatto in prima battuta il 20% della categoria, ma era già previsto  che la percentuale si sarebbe allargata in seguito

 

I motivi professionali

-         si obiettava allora: se solo il 20% viene premiato, vuol dire che  l’80% degli insegnanti non è bravo? Ora cosa si dovrebbe dire, che il 90 o il 95 % non è bravo, vista la esilissima fascia di eletti che si prevede per la categoria dei più bravi?

-         nelle commissioni giudicatrici, le cui componenti erano già state delineate, erano previsti universitari, dirigenti scolastici e docenti; non erano previsti certamente i sindacati. Ora invece sono previsti gli albi professionali che dovrebbero ereditare (a mio giudizio estorcere) i compiti dei sindacati. Quali garanzie di trasparenza, di equità, darebbero questi albi? Forse maggiori di quelle delle commissioni previste per la realizzazione dell’articolo 29?

 

Troppe contraddizioni e troppe convergenze

Nei documenti Gilda, come nelle dichiarazioni nei luoghi di lavoro da parte di esponenti di questo sindacato-associazione professionale, ci si imbatte in affermazioni contrastanti sullo stesso argomento: potrebbe essere segno di libertà e di vitalità, ma ritengo che nella fattispecie esse costituiscano un’ambiguità da sciogliere a vantaggio degli stessi iscritti alla Gilda, i quali hanno bisogno di chiarezza su temi quali le Funzioni strumentali, le RSU di scuola, la stessa  nonfirma del CCNL. Contemporaneamente ci sono davvero troppe  convergenze fra le proposte, i comportamenti  della Gilda e quelli dell’attuale governo; finanche nei bersagli polemici.

Vediamo: la Cisl, la Uil, lo Snals, sono i sindacati che nelle ultime due tornate contrattuali sono stati compatti (tranne in rare occasioni) con la Cgil nelle rivendicazioni, nelle proposte, nella “concertazione”. Anche questi sindacati hanno le associazioni professionali di riferimento. Ma chissà perché non sono oggetto dell’attenzione (cioè non sono bersaglio) della Gilda. Lo ”splendido isolamento” al quale ci vuole condannare la Gilda UNAMS non corrisponde ai fatti. Corrisponde ai fatti, invece, che il governo e la Gilda condividano  -oltre agli albi, alla eliminazione delle RSU di scuola, alla via giuridica dello Statuto dei docenti -  anche una speciale “predilezione” per la CGIL.

 

Chiara Recchia Proteo Fare Sapere Toscana