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PINOCCHIA MORATTI
Ovvero
ERRORI E BUGIE DELLE LINEE GUIDA
PER L’AVVIO DEL PROCESSO DI INFORMAZIONE/FORMAZIONE SULLA RIFORMA

di Vittorio Delmoro



Solo ora che sono in vacanza mi sono messo a leggere ed approfondire quel documento denominato LINEE GUIDA PER L’AVVIO DEL PROCESSO… Finora mi erano sembrati sufficienti i commenti e le sintesi che numerosi sono apparsi in rete fra maggio e giugno scorsi e che ritrovo ora del tutto pertinenti al documento in oggetto.

Solo che io vi sto trovando dell’altro che, se non va a mutare il generale giudizio che ne emergeva allora, lo aggrava senz’altro. Non posso però evitare una questione marginale, ma che a me fa un effetto un po’ comico : la questione del linguaggio.
Fossi nel ministro proporrei subito il licenziamento dell’estensore del documento, soprattutto perché siamo in ambiente scolastico e dai dirigenti (seppure tecnici) ci si aspetterebbe un linguaggio chiaro e corretto.
Vediamo.

PRIMA PUNTATA
IL PEDAGIGIC-BUROCRATIC-STUPID




Cominciamo da questi reperti.

Reperto n. 1 :
Il pacchetto di 20h di informazione/formazione può essere scandito in più fasi successive, secondo l’apprezzamento degli organismi regionali sollecitati alla sua organizzazione. Si ritiene comunque utile che un primo tratto – preferibilmente una giornata seminariale di 8 ore – sia espletato in tempi brevi per cogliere con immediatezza i significati enunciati in premessa. Anche l’itinerario tematico che segue va accolto come una proposta aperta che i responsabili locali potranno migliorare e perfezionare, adeguandola ai propri contesti territoriali.

Reperto n: 2 :
Il percorso di informazione/formazione dei dirigenti scolastici e, a seguire, anche dei docenti delle scuole dell’infanzia ed elementare è opportuno che si radichi innanzi tutto nella legge 28 marzo 2003 n. 53 “Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale”.

Reperto n: 3 :
All’interno della legge, con l’intento di assicurare alla sperimentazione generalizzata saldi ed operativi fondamenti giuridici, l’attenzione investigativa è pertinente che si riferisca in particolare all’art.1

Reperto n: 4 :
Con lo scopo di lumeggiare concettualmente ed in ottica operativa gli aspetti della sperimentazione sopra trascritti dalla norma, si può transitare all’analisi che degli stessi è reperibile nelle bozze di (sottolineature mie)

Reperto n: 5 :
I gradienti applicativi della riforma (sottolineature mie)

Reperto n. 6 :
Come effettivamente realizzato, rappresenta la struttura di riferimento per la compilazione del portfolio delle competenze di ogni bambino.

Poi si continua con :
su aspetti specifici attinenti i settori … Non dovrebbe essere : attinenti AI settori?
quello attuale si commisura a una realtà… Non dovrebbe essere : commisurarsi CON?
al fine di connettere la sperimentazione della riforma degli ordinamenti al conteso operativo… Non dovrebbe essere connettersi CON?

In più :
gli undici capitoli in cui si suddivide il documento possiedono anche una numerazione interna (cap. 6, 6.1-6.2-6.3-6.4-6.5) e anche qualche numerazione interna ai sottocapitoli (6.3.1 – 6.3.2 – 6.3.3); altri capitoli invece non hanno nessuna numerazione interna (il 3, il 4, il 5, il 7, il 9, l’11). Però l’1 ha un 1.1, il 2 un 2.1 senza altri seguiti e dunque perfettamente inutili. Siccome dal terzo in poi la cosa diventa corretta, si ha l’impressione di un documento che non è stato neppure riverificato, a conferma di una fretta che costituisce forse la costante di tutta la controriforma.

Infine la struttura dei capitoli, il cui ordine mi appare rispondere ad oscure motivazioni; infatti gli undici capitoli che costituiscono la seconda parte (la prima è composta solo dalla premessa) hanno uno sviluppo logico lineare fino al quinto, poi la logica decade, sostituita da qualcosa d’altro.
Il capitolo 6 è dedicato alla scuola elementare, mentre ci si aspetterebbe che si cominci dalla materna, a cui è invece dedicato il capitolo 8, perché il 7 pretende di precisare che la riforma va attuata attraverso una serie di passaggi (i gradienti applicativi); tali passaggi non valgono solo per la scuola elementare (da cui discenderebbe la scelta della posizione), ma naturalmente per tutta la scuola (donde l’incomprensibile posizionamento).
Esiste poi un capitolo 10 dedicato all’inglese, la cui presenza in questo documento mi appare del tutto insulsa, visto che non vi compare nulla rispetto all’informatica (che poi diventeranno il binomio del futuro decreto 61).

Tutto questo forse per chi l’ha scritto una logica ce l’ha, ma in attesa di delucidazioni ministeriali, a me sembra tutto dovuto a fretta e superficialità : come inizio non c’è male!

P.S.
Scrivo queste riflessioni per quei pochi che non si sono ancora liquefatti davanti al video, confidando sulla loro pazienza e indulgenza; l’intervento è lungo e dettagliato, per questo l’ho diviso in più puntate, che metterò in rete ogni tre/quattro giorni, così da diluire lo sforzo.

P.S. – P.S.
Mi piacerebbe dedicare queste riflessioni a Gianni Mereghetti, il cui sintetico e fine cerchiobottismo è così apprezzato da Corrado Augias (rubrica lettere La Repubblica), che invece non apprezza per nulla i miei estremismi (accidentaccio!). Se poi il Gianni volesse addirittura entrare nel merito, ne sarei estremamente felice, ma non voglio per questo rovinargli le vacanze, beninteso!

Alla prossima puntata!




Passiamo ora a cose più serie :

SECONDA PUNTATA :
CONDIVISIONE O CONVINZIONE?



Il documento presenta una struttura nella quale i primi cinque capitoli costituiscono il presupposto teorico-pratico delle LINEE, mentre la seconda parte (tranne i cap. 7 e 9) forniscono esempi di quanto prima enunciato.
Ebbene, tutta questa prima parte è permeata dal concetto di CONDIVISIONE, un termine che anche etimologicamente riconduce alla distribuzione, suddivisione, socializzazione di un contenuto che nel nostro caso sarebbe la controriforma Moratti.
Condividere non significa dunque che Moratti crea la pagnotta e noi ce ne mangiamo un pezzo ciascuno; condividere significa che la pagnotta è il risultato dei nostri singoli pezzi, che ciascuno di noi crea in base alla propria esperienza e alle proprie idee. La Riforma è quindi condivisa quando diventa terreno di riflessione e confronto, quando viene permeata dalle proposte di tutti gli invitati al banchetto, quando è aperta al contributo di tutti.
Ecco la prima pinocchiaggine morattiana : come può dirsi condivisa una controriforma passata in parlamento sotto blindatura? Una controriforma che oltre a non accogliere nessuno delle centinaia, delle migliaia di emendamenti presentati dall’opposizione, non ha permesso modifiche neppure alla maggioranza?
Evidentemente si tratta della stessa logica dello spot pubblicitario : abbiamo ascoltato le famiglie, gli studenti, gli insegnanti e … abbiamo fatto come ci pare! (Come? Non dice così? Siete sicuri che non dice così? Mi sembrava che invece… Ma siete proprio sicuri sicuri?)

Anche la condivisione è dunque una promessa pinocchia, cui del resto siamo già abituati da autorevoli membri dello stesso governo : il Berlusconi del milione di posti di lavoro, del "vi ricoprirò d’oro", del taglio delle tasse per Totti (che non è più neppure un refuso, facendo diventare vero un paradosso, mentre la realtà continua ad essere bugiarda); il Tremonti che dichiarava nel lontano 2001 che avrebbe lasciato la scrivania di Quintino Sella se entro il 2003 non avesse raggiunto il pareggio di bilancio.
Di fronte a così illustri esempi, cosa volete che siano le pinocchiate morattiane?
Oppure siamo di fronte ad un mutamento di linea e ciò che prima era blindato ora diventa condiviso? Linee guida dunque, nel senso di mutata direzione? Vediamo.

- Conoscere e condividere la riforma
- … è impensabile qualunque pianificazione centrale del cambiamento che, al contrario, diventa concreto, visibile ed efficace solo nelle forme di un progetto condiviso della comunità locale.
- … perché il cambiamento non sia una meta imposta dal quadro normativo, ma un nuovo modo di essere e di divenire delle unità scolastiche.
- … occorre cercare consenso e coesione collegiale, perché nella scuola il cambiamento ha senso se coinvolge tutti, acquista rilevanza se diventa azione collettiva.
- L’amministrazione… avverte l’esigenza di favorire le condizioni per la loro condivisione tra i soggetti direttamente coinvolti.
- per la condivisione diffusa dei compiti della riforma.
- …il saper condividere le motivazioni…
- A tal fine, appare rilevante che gli incontri programmati siano intesi come un momento di condivisione di compiti e strategie…
- …fondati sulla riflessione guidata tra professionisti adulti e sulla condivisione consapevole di scelte educative, didattiche ed organizzative.
- Secondo l’impostazione già seguita, l’informazione/formazione tende alla presentazione di contenuti e materiali in chiave di problematicità…, al fine di favorire l’innestarsi di processi di partecipazione attiva, critica, produttiva.
- La rilevanza degli obiettivi della formazione e l’esigenza di creare una cultura partecipata delle scuole nei confronti del quadro innovativo, postulano l’articolazione e lo sviluppo di reti e circuiti territoriali, che possano funzionare come snodi e punti di riferimento per la condivisione diffusa dei compiti della riforma.


Ritengo che non ci sia membro della comunità scolastica ad ogni livello che non sottoscriva con convinzione tutti questi enunciati. Siamo allora in presenza di un vero cambio di rotta? Oppure si tratta di una interpretazione personale dell’estensore del documento che ha travisato il pensiero del ministro? (Anche a questo siamo ormai abituati).
Ma non datevi troppo pensiero : la risposta è contenuta nello stesso documento poche pagine più avanti, in un linguaggio che dunque contiene molta ambiguità (anche a questo siamo abituati, basta leggere il commento che Pasquale D’Avolio ha scritto sul Decreto del 27 giugno, dunque successivo a questo).
- E’ opportuno che il percorso di formazione si radichi nella legge 53.
- …autenticità e coerenza dei materiali con le linee direttrici del processo di riforma.
- Si vuole soprattutto offrire occasioni di riflessione assistita.,.. (per) favorire la comprensione del nuovo e l’assimilazione dei significati di fondo.
(sottolineatura mia)

Allora è di questo che si tratta! L’amministrazione (centrale e periferica) ci mette a disposizione tutto il proprio armamentario così che noi si abbia tutti gli strumenti per CONVINCERCI che la controriforma è bella!
E infatti la Comunicazione di Servizio del 10 aprile che accompagna le Linee Guida ha per oggetto : Piano di formazione a sostegno dell’avvio della riforma. (sottolineatura mia)
Dunque CONDIVISIONE o tentativo di CONVINZIONE?

Ma proviamo a dare qualche credito alle dichiarazioni : e se non ci convincessimo? E se non condividessimo?
A questo punto si apre un campo inesplorato, perché ci troviamo di fronte a due eventualità : una è costituita dalle pratiche attuative delle 250 scuole che hanno sperimentato la controriforma già quest’anno, l’altra dai risultati di questo Piano di informazione/formazione che andrà avanti per tutto l’anno che si apre a settembre.

E qui passiamo alla terza puntata .