da "il manifesto" del 11
Aprile 2003
Liberi di
leggere
Bibliotecari statunitensi contro
il Patriot Act «Free spy story» L'associazione delle biblioteche americane ha
deciso di boicottare il controllo della polizia federale sui computer
CINZIA GUBBINI,
«Adesso basta». I bibliotecari di
tutta l'America hanno deciso di tutelare i loro clienti dagli invasivi metodi
polizieschi varati negli States dopo l'11 settembre 2001 e raccolti nel noto Patriot
Act, che azzera buona parte dei diritti civili dei cittadini statunitensi in
nome della sicurezza. Da quando è stata varata la legge (ottobre 2001) la
polizia federale può accedere alle informazioni che ciascun cittadino americano
o straniero lascia - il più delle volte inconsapevolmente - utilizzando un
computer. Quindi, se negli Usa una persona si siede di fronte a un computer
messo a disposizione da una biblioteca deve stare accorto: qualsiasi cosa faccia
potrà essere usata contro di lui. Per questo molte biblioteche hanno iniziato a
prendere provvedimenti. Le biblioteche di Monterey Park (California), per
esempio, hanno inserito un avvertimento nel loro sistema di computer. Sul video
appare un messaggio che dice: «Fai attenzione, qualsiasi cosa tu legga ora è
soggetto a controlli segreti da parte degli agenti federali». «Abbiamo pensato
che fosse necessario farlo - ha dichiarato Linda Wilson, responsabile della Bruggemeyer
memorial library di Monterey Park - il governo ormai sembra il Grande
fratello». L'Associazione delle biblioteche americane (Ala), che conta 64 mila
membri, aveva già protestato formalmente contro le nuove regole e aveva chiesto
al Congresso di ritirare la legge, ma il governo sostiene l'efficacia di questo
sistema contro il terrorismo. Quando fu approvato, il Patriot Act aveva fatto
storcere il naso a molti democratici, nonostante lo choc dell'11 settembre,
visto che le garanzie civili venivano cancellate, e a discapito degli stessi
cittadini americani. Per esempio, se un americano viene accusato di terrorismo
può vedersi revocare la cittadinanza, un vero vulnus nel sistema di
pensiero statunitense, dove prima dell'attacco alle due Torri era contemplata
soltanto la «rinuncia» alla cittadinanza. Tuttavia, le parti più controverse
del Patriot Act dovrebbero essere eliminate alla fine del 2005. Ma un senatore
repubblicano eletto nell'Utah, Orrin Hatch, ha già proposto di rendere
permanente la legge.
Intanto, la Ala avverte che al suo appello hanno risposto una ventina di gruppi
di biliotecari (dalla California alla Georgia) «e questo è solo l'inizio
dell'opposizione». «Questa è una legge pericolosa - ha detto Emily Sheketoff,
direttore esecutivo dell'ufficio di Washington dell'Ala - se leggo un giallo che
parla di omicidi, sono forse un assassino? E se leggo una spy story, allora sono
una spia? Non possono essere stabiliti legami diretti tra gli appetiti
intellettuali delle persone e le loro azioni».