|
Il Mattino-12 Maggio
QUANTE vittime hanno fatto i parquet radioattivi costruiti con i legni di alberi
provenienti da Chernobyl? E le fragole con il gene della sogliola artica che resistono al
freddo ma intossicano? E quanti cadaveri sono stati trovati in montagna, tra i boschi, con
addosso una muta da sub, trasportati lì da aerei antincendio che li avevano
succhiati" in qualche lago durante il rifornimento d'acqua?
Ridete pure di queste frottole - perché di questo si tratta: la fragola al pesce, ad
esempio, non è mai stata fatta - ma quante leggende, quante storie inventate e passate di
bocca in bocca avete raccontato fidandovi della fonte che ve le aveva raccontate?
La tecnologia e la scienza sono diventate le fonti privilegiate di queste frottole,
«perché spiega il linguista Tullio De Mauro siamo sempre più immersi in
una realtà artificiale. Abbiamo in casa polveri misteriose, come i detersivi, di cui non
sappiamo nulla, e poi scatole, elettrodomestici, antenne satellitari. Dallo scarto tra la
crescita esponenziale di queste esperienze di realtà artificiale e il permanere della
nostra ignoranza, nascono approssimazioni e leggende». Insomma, ne manovriamo tanta, di
scienza, ma ne sappiamo sempre di meno.
Quindi ascoltiamo e propaghiamo quasi qualsiasi cosa, anche la più stravagante. Qualche
giorno fa, un quotidiano nazionale ha pubblicato la notizia" di un fantomatico
Pianeta X che starebbe per collidere con la Terra, cambiandole i connotati. La fonte? Un
improbabile sito Internet. Uno dei tanti che creano ma soprattutto riproducono
all'infinito le storie più bizzarre, più o meno verosimili, che hanno come sfondo le
nuove tecnologie, la medicina, la scienza, la bioetica.
Lorenzo Montali, psicologo e ricercatore del Cicap (il Centro per il controllo delle
affermazioni sul paranormale, creato da un gruppo di scienziati e ricercatori come Tullio
Regge, Margherita Hack, Piero Angela) andrà a metà maggio il libreria con un testo (Leggende
tecnologiche... e il gatto bonsai mangiò la fragola pesce, Avverbi edizioni, 208
pagine, 10 euro) che raccoglie decine di queste storie.
Viste tutte assieme fanno veramente impressione, perché sembra che un'ondata di follia si
sia abbattuta sull'umanità. Perché ci si accorge che le fandonie non solo nascono, ma
vengono tranquillamente riproposte senza che nessuno si preoccupi minimamente della loro
veridicità.
Il libro di Montali racconta da esempio come migliaia di persone abbia creduto (al punto
da far nascere un movimento di consumatori) alla leggenda secondo cui un veterano del
Vietnam, Tim Draper, avrebbe scoperto («soffiando casualmente in un fischietto trovato
nei cornflakes») la frequenza giusta per bloccare il contascatti del telefono e
telefonare gratis ovunque.
Ma decine di migliaia di mamme in tutto il mondo hanno trasmesso ad altre madri la
leggenda della crema solare che, venuta a contatto casualmente con gli occhi dei bambini,
li rende ciechi.
E chi non ricorda le tante varianti della storia nata durante il picco di attenzione per
l'Aids? Montali racconta di due che si incontrano, fanno sesso, si separano e alla fine
lei riceve una caffettiera con un biglietto: «Questo è per tutte le notti solitarie che
dovrai affrontare: benvenuta nel mondo dell'Aids». Massimiliano Bucchi, sociologo della
scienza, ricorda «la variante con la scritta sullo specchio della camera da letto
lasciata frettolosamente dal partner occasionale».
«La scienza - aggiunge Bucchi - diventa retorica a prescindere dai contenuti. Guardate
come le pubblicità di dentifrici e cosmetici fa ricorso a grafici e statistiche del tutto
leggendarie. Funzionano non perché siano vere, ma perché piacciono».
«Quando un argomento medico o scientifico produce leggende - spiega Bucchi - è perché
si è incarnato nel discorso pubblico. E' diventato cioè un argomento di conversazione,
di intrattenimento e l'importante non è più la verità del messaggio, ma la possibilità
di mantenere l'interazione con altre persone su questi temi».
Quindi, non siamo diventati matti. Abbiamo solo introdotto questi temi nel nostro rapporto
con gli altri. E non possiamo fare a meno della narrazione, della leggenda. A volte anche
di quella che ci fa paura, come in altri tempi le storie dei morti che ritornano o dei
sogni divinatori. Succede così, ad esempio, con quelle che Montali chiama le
leggende chimiche". Ci sono tante storie assolutamente prive di fondamento:
come quella della Coca Cola capace di corrodere un chiodo lasciato a bagno nella bevanda
per una notte. Una notizia" attribuita (falsamente) all'Istituto Nazionale dei
Tumori di Aviano, indica nell'E330 l'additivo più tossico esistente nei prodotti
alimentari confezionati. Solo che l'E330 è l'acido citrico, che in natura si trova
abbondante nel limone e in altri agrumi. Eppure la storia ha circolato fino al punto in
cui nel maggio 2000 un quotidiano di Napoli è riuscito a intervistare un colonnello del
14° reggimento Alpini che aveva ricevuto per vie gerarchiche" il documento
sull'E330 e, raccontava, «si raccomandava di riprodurlo in fotocopia e di distribuirlo
allo spaccio». E così è stato fatto per decine di battaglioni.
Altre volte la leggenda nasce da una ignoranza mischiata al pressappochismo. Enrico
Bellone, storico della scienza e direttore del mensile Le Scienze, ricorda che
«un'indagine europea su migliaia di cittadini ha dimostrato che il 25% pensa che sia il
Sole a girare attorno alla Terra. Un altro 25% ritiene che sia il contrario, ma che la
Terra impieghi solo un mese per fare il giro».
Bellone fa notare un paradosso: «Milioni di persone si curano con pratiche di medicina
alternativa assolutamente prive di base scientifica, e si tratta in gran parte di laureati
e benestanti. Nello stesso tempo il 75% dichiara di aver fiducia nella scienza, e si
tratta in genere di persone con un titolo di studio basso. Sono i laureati a credere con
maggior pervicacia alle leggende. Del resto, che dobbiamo dire? Galileo si divertiva come
un matto a fare gli oroscopi facendosi pagare profumatamente dai benestanti dell'epoca».