Il nuovo metodo sperimentato in 41 istituti americani ha
dato ottimi risultati
Stimolando le capacità latenti, più rendimento a scuola e
meno problemi disciplinari
GIANCARLO MOLA
ROMA - Se fate più fatica
a estrarre una radice quadrata che un quintale di carbone da una miniera, se
le lingue non riuscite proprio a impararle, se non trovate le parole per
esprimere concetti che in testa sono chiarissimi, non preoccupatevi. Non è
questione di intelligenza. O meglio: è questione di intelligenze. Che sono
otto, convivono nel cervello di ogni persona, hanno pari dignità ma sono
sviluppate in modo diverso. Il problema è che la scuola ne valuta a malapena
due, con grave danno per chi è dotato nelle altre sei. Un´ingiustizia che
però la vita, spesso, compensa. Riconoscendo a ciascuno il suo pezzo di
talento e concedendo gustose rivincite alle intelligenze bistrattate.
La teoria, detta delle intelligenze multiple, ha un padre illustre che si
chiama Howard Gardner. Lo psicologo della Harvard University di Boston, dopo
aver studiato quali aree del cervello si attivano nelle diverse attività
umane, ha infatti individuato otto intelligenze: linguistico-verbale,
logico-matematica, musicale, corporale-cinestetica, spaziale, intrapersonale,
interpersonale-sociale, naturalistica.
Le prime due sono quelle che spiccano a scuola e hanno a che fare con la
capacità di maneggiare numeri e parole. Le altre determinano l´eccellenza in
altri campi. Compositori, cantanti e musicisti hanno un´intelligenza di tipo
musicale. Ballerini, attori e atleti emergono grazie all´intelligenza
corporale. Piloti, chirurghi e scultori sono sostenuti dalle capacità di
gestire gli spazi. Intrapersonale è l´intelligenza di chi ha un rapporto
sereno con la vita, interpersonale è quella di venditori, insegnanti e leader
religiosi o politici, naturalistica è infine quella di biologi, meteorologi e
astronomi.
Le intelligenze orientano la vita delle persone. Chi è più dotato in alcune,
tende a utilizzarle (perché gli viene più facile) e a svilupparle. A
discapito delle altre, che invece si impigriscono. Ma la differenza di doti
non è una condanna. Le intelligenze possono essere migliorate con appositi
esercizi. Le parole crociate, ad esempio, affinano l´intelligenza
logico-matematica, giocare con alti e bassi dello stereo potenzia quella
musicale.
L´applicazione più interessante delle intelligenze multiple riguarda proprio
la scuola. «Sfruttare la teoria aiuta gli insegnanti a riflettere sulla loro
metodologia e a svilupparla in modi che sembrano aiutare sia gli studenti con
difficoltà sia gli altri», dice la psicologa Mindy Kornhaber, autrice di uno
studio condotto in 41 istituti americani. I risultati sono stati
sorprendenti: nella metà dei casi osservati, l´utilizzo di un metodo basato
sulle otto intelligenze ha portato a un aumento del rendimento degli alunni e
a una riduzione dei problemi disciplinari. La partecipazione dei genitori è
migliorata nel 60% dei casi. E il 98% degli studenti con difficoltà di apprendimento
ha fatto considerevoli progressi.