Intervento di Richard Hatcher (traduzione di Roberto Barbagli)

Tratto dal sito http://cofir.net/portale/modules/news/

Il cambiamento del sistema scolastico in Inghilterra: la "business agenda" e le politiche educative del New Labour

Con questo intervento argomenterò come la globalizzazione neoliberale abbia stabilito tre agende per il sistema scolastico:

·una business agenda per stabilire cosa il sistema scolastico dovrebbe fare: soprattutto produrre capitale umano pronto alla competizione nell'economia globale;

·un'agenda per come possa farlo più efficientemente: adottando un modello imprenditoriale operativo e gestionale;

·un'agenda per stabilire cosa, l'impresa stessa, possa fare all'interno del sistema scolastico: aprire le porte del sistema pubblico d'istruzione alle organizzazioni educative private (education-for-profit companies)

 Nel 1999 A.Oliva, Presidente della Commissione Scolastica della Confindustria, l'organizzazione degli industriali italiani, invitò le Federazioni dei datori di lavoro europei a costituire un gruppo di lavoro per esaminare il sistema d'istruzione primaria e secondaria. Il risultato del loro lavoro fu pubblicato in Gran Bretagna dalla Confederazione degli Industriali Britannici nel 2000 con il titolo In cerca di scuole di qualità: il punto di vista dei datori di lavoro. Il libro così comincia:

"L'emergere dell'economia delle conoscenze significa che le persone diventano la chiave per la competitività internazionale. Questo, pone nuove sfide per tutti i nostri sistemi educativi."

Nel campo della gestione della pubblica istruzione un nuovo modello, importato dal mondo degli affari e diffuso dalle agenzie internazionali, come l'OCSE, è ormai divenuto egemonico. Il Public Management Service asserisce competizione e contrattualizzazione, deregolamentazione e liberalizzazione, gestione orientata al rendimento e ristrutturazione del finanziamento dei servizi pubblici". (Whitfield 2001: 114)

che " un nuovo paradigma per la gestione pubblica si è affermato, mirato a promuovere una cultura orientata al rendimento in un sempre meno centralizzato settore pubblico" (OECD, 1995, p. 8). Gli elementi chiave della "nuova gestione pubblica" sono "corporativismo e commercializzazione, privatizzazione,

Il rapporto dei datori di lavoro europeo a cui mi riferivo sopra In cerca di scuole di qualità: il punto di vista dei datori di lavoro (CBI 2000), applica questo modello al sistema scolastico. Riassumerò i punti principali (il virgolettato rimanda fedelmente al testo):

"Standard nazionali per il raggiungimento di una valutazione indipendente"

·Standard nazionali

·Test nazionali regolamentari

·Obiettivi di miglioramento stabiliti da governo e scuole

·Demarcazione dei percorsi internazionale

·Valutazione delle capacità personali e sociali così come di quelle accademiche

·Organismo indipendente per la valutazione del rendimento (performance) delle scuole

"Cooperazione e competizione"

·Scelta genitoriale della scuola

·La competizione tra le scuole accresce gli standard

·Il finanziamento delle scuole si basa sul numero degli studenti e sul rendimento della scuola

·Le risorse sono legate ai risultati

"Il curriculum del XXI secolo"

·Educazione attiva nell'arco della vita (lifelonf learning)

·Cittadinanza

·Preparazione al lavoro

"Autonomia per le scuole"

·"Le scuole hanno bisogno della libertà di gestirsi da sole"

·"Le scuole devono fare un migliore uso delle risorse esistenti"

·"La priorità deve essere la riforma della gestione del personale, dei metodi di insegnamento e l'organizzazione"

Alta qualità nell'insegnamento

·I direttori sono leader, valutati sui risultati

·"I termini e le condizioni della professione di dirigenti e insegnanti devono essere aggiornate per assicurare incentivi che stimolino al successo, con ricompense differenti in base ai compiti e al rendimento".

·"Il controllo di qualità sull'insegnamento e sull'apprendimento non è adeguato. [...] "Le scuole devono imparare dalle buone prassi (best practice), dall'innovazione ed ispirarsi a valori afferenti ad una vasta gamma di ambienti, incluso il mondo imprenditoriale delle aziende".

Questa agenda corrisponde strettamente alle politiche sull'educazione del governo laburista, il quale, costruendo sulle fondamenta che i conservatori gli hanno lasciato, si è spinto più in là di ogni Paese europeo nell'applicazione, in particolare in Inghilterra. (Per ragioni politiche l'agenda della "modernizzazione" è stata meno sviluppata in altre parti del Regno Unito). Alla fine del rapporto dei datori di lavoro c'è una verifica sul progresso fatto da sette Paesi europei nell'adozione della business agenda per le scuole. Valutato su 10 indicatori di performance il Regno Unito ne soddisfa 9. Quello mancante (all'epoca in cui è stato pubblicato il rapporto, nel 2000) era il rapporto emolumento-rendimento degli insegnanti, che è stato in seguito introdotto. Per contro, gli altri Paesi europei sono visti in gran ritardo rispetto al Regno Unito, anche se, pure loro, stanno cominciando a subire le stesse trasformazioni.

I due meccanismi per raggiungere più alti standard nelle scuole formano le basi dell'agenda dei datori di lavoro che ho riportato in sintesi sopra: una combinazione di competizione mercantile e regime di gestione orientato alla redditività.

 

Competizione di mercato, decentramento e diversità

La "Nuova Gestione Pubblica" dell'educazione richiede una nuova combinazione di centralizzazione e decentramento. Decentramento significa più autonomia per le scuole a livello locale, in relazioni di quasi-mercato della domanda e dell'offerta, modellati sui mercati del settore privato, nei quali i genitori si comportano come consumatori che scelgono tra fornitori in competizione. Il ragionamento è quello che il decentramento è contemporaneamente efficiente e più democratico, poiché aiuta le scuole a cambiare più rapidamente, per rispondere agli specifici bisogni delle comunità locali, e per essere responsabili sul territorio. Può anche avere il vantaggio di distogliere dal governo centrale le critiche alle politiche educative (ad esempio per il reperimento dei fondi). Gli elementi chiave dell'educazione di quasi-mercato sono i seguenti:

1. Scelta della scuola affidata ai genitori

2. Diversità tra scuole

3. Competizione tra scuole

1. Scelta della scuola affidata ai genitori

I genitori devono essere in grado di esercitare la scelta sulla scuola in cui mandare i propri figli. La base intenzionale della scelta è data dalla pubblicazione degli esami regolamentari per gli studenti e la pubblicazione dei rapporti di ispezione delle scuole.

2. Diversità tra scuole

Uno dei temi ricorrenti del governo laburista è stato l'attacco alla nozione di "scuola secondaria unificata" (comprehensive school) (in sé solo parzialmente raggiunta nel sistema scolastico inglese) e l'incoraggiamento verso forme differenti di scuola pubblica, per tre ragioni:

·I bambini hanno attitudini differenti, e questo richiede differenti tipologie di scuola;

·La scelta della scuola è un'estensione della democrazia, e più grande è la diversità tra le scuole e più significativa diviene la scelta;

·La diversità fornisce maggior impulso all'innovazione nel sistema, conducendo ad una migliorata effettività

Le politiche laburiste hanno incrementato le storiche divisioni tra le scuole del sistema scolastico britannico.

Abbiamo:

·scuole superiori selettive, parzialmente selettive e non selettive

·scuole confessionali (scuole religiose) e non confessionali

·scuole superiori legate a fondazioni, comunità e al volontariato

·scuole superiori co-educative e separate per generi

·scuole con cicli 11-16 ed altre 16-18

·scuole per il sesto anno (ultimo anno delle superiori, ndt) e college per il sesto anno

·scuole superiori del City Academy

·Le "beacon school"

·Scuole superiori speciali (sperimentali,ndt)

L'avanguardia delle politiche di differenziazione è la creazione di scuole speciali - scuole superiori che forniscono il National Curriculum e che sono specializzate nell'area del curriculum. La base logica è che gli studenti hanno attitudini differenti e hanno bisogno di differenti scuole che provvedano loro. Le scuole speciali ricevono consistenti contributi extra. I critici sostengono che questo è creare due ordini di scuole. La politica del governo è che alla fine tutte le scuole superiori possono diventare speciali, anche se pare improbabile che i finanziamenti supplementari possano essere estesi a tutti.

 

3. Competizione tra scuole

Questa è portata da un surrogato dell'incentivo al profitto: il finanziamento è basato sul numero di allievi. Il ragionamento è che i genitori sceglieranno la scuola di maggior successo, e le scuole con minore successo saranno spinte a migliorare per attrarre studenti e quindi finanziamenti.

Indice di performance (performativity), centralizzazione e regolamentazione

Le relazione di mercato non sono sufficientemente potenti per far salire gli standard, in parte perché non tutti i genitori scelgono le scuole in base alle ragioni desiderate, in parte perché le scuole più ambite scelgono gli studenti, e non il contrario. Il meccanismo del mercato perciò deve essere integrato da una intensificata regolamentazione statale del processo scolastico. Il decentramento verso scuole parzialmente autonome richiede nuove forme di controllo centralizzato, che sono diventate più interventiste con i laburisti. E ancora, la tecnologia per la gestione è presa in prestito dal mondo degli affari - una cultura del rendimento, basata sull'obiettivo, il contratto, la valutazione ed un sistema di ricompense e sanzioni. Gli elementi chiave sono:

·Un curriculum nazionale prescrittivo e dettagliato (che include le strategie approvate per l'alfabetizzazione e l'insegnamento dei numeri)

·L'imposizione dell'ottenimento degli obiettivi con gli studenti nelle scuole

·Esami regolamentari nazionali (all'età di 7, 11, 14 e 16 anni)

·La pubblicazione dei risultati

·Regolari e punitive ispezioni alle scuole

·L'uso del finanziamento come meccanismo di controllo

·La creazione di una leadership quadro di manager scolastici sui quali fare affidamento per attuare le politiche del governo nel sistema decentrato

·La gestione del rendimento degli insegnanti, incluso l'emolumento in relazione al rendimento (paga di merito)

·Il restringimento dei poteri delle autorità locali per l'educazione, di nomina elettiva, che perseguano politiche divergenti da quelle del governo

La risultante intensificazione, estensione e micro gestione del lavoro degli insegnanti, accoppiata ai bassi salari, ha portato ad una profonda insoddisfazione nel corpo docenti, riflesso in un alto ricambio del personale e nella scarsità per alcuni insegnamenti, specialmente a Londra.

Il contenuto del curriculum

L'approccio dei laburisti al curriculum si è basato largamente su due principi. Primo, un'enfasi sulle "capacità di base" della scuola elementare, da raggiungere attraverso la pesante prescrittiva strategia nazionale per l'alfabetizzazione e l'insegnamento dei numeri (la precedente è stata recentemente estesa ai primi tre anni della scuola secondaria (la nostra scuola media, come età; ndt), assieme ad una forte enfasi alla information technology. Secondo, la differenziazione del curriculum a partire dai 14 anni verso scuole professionali e percorsi accademici al fine di costituire una futura forza lavoro stratificata corrisponde all'incirca alle differenti necessità dell'economia (ancora una volta giustificate in termini di attitudini degli studenti).

In aggiunta alla preoccupazione per le capacità c'è anche preoccupazione per le opinioni della futura forza lavoro, ciò è stato espresso con vigore a livello europeo alla Tavola Rotonda Europea (ERT), un gruppo di pressione composto da 46 leader industriali europei provenienti da 16 paesi, che ha prodotto un certo numero di rapporti influenti sull'educazione. Nel marzo del 2002 l'ERT ha pubblicato una dichiarazione in dieci punti per il Consiglio Europeo di Barcellona (ERT 2002). Due dei punti riguardano l'educazione. L'ERT lamenta la scarsità delle capacità relative all'Information and Communication Technology (ICT), i pochi computer e le poche connessioni ad internet nelle scuole. Critica anche il fallimento delle scuole nel tentativo di sviluppare una cultura di opinioni positive sulla formazione lungo tutto l'arco della vita, l'innovazione e l'imprenditorialità. Come l'ERT aveva affermato nel precedente rapporto Creazione di posti di lavoro e competitività attraverso l'innovazione (ERT 1998),

"anche i dirigenti del mondo educativo devono abbracciare l'innovazione. Troppo spesso il processo educativo stesso è affidato a persone che sembrano non avere nessun dialogo e nessuna comprensione dell'industria e del sentiero del progresso" (pag. 18) "Una profonda riforma del sistema dell'educazione superiore è necessario. [...] Una maggiore enfasi deve essere posta sull'imprenditorialità, a tutti i livelli dell'istruzione" (pag. 18).

Nel Regno Unito, una conseguenza di questa pressione dei datori di lavoro è stata la creazione di un certo numero di scuole superiori specializzate in "affari ed impresa", sulle quali tornerò più tardi. Un'altra conseguenza è stato l'appello di Gordon Brown, il Cancelliere dello Scacchiere (ministro delle finanze, ndt) a tutti i giovani affinché apprendano i saperi degli affari e dell'impresa a scuola, ed "agli insegnanti perché sappiano comunicare le virtù ed il potenziale dell'impresa" (Time Educational Supplement TES 29 giugno 2001). Brown ha commissionato un rapporto sulle relazioni tra scuola e impresa ad Howard Davies, capo dell'Autorità per i Servizi Finanziari ed ex direttore generale della Confederazione Britannica dell'Industria, intitolato Impresa ed economia nell'educazione, pubblicato nel febbraio 2002. Occorrono 56 milioni di sterline per finanziare stage ed iniziative imprenditoriali-scolastiche (TES 22 febbraio 2002). Una terza conseguenza è l'attuale dibattito sui benefici economici della "creatività" nel curriculum, che è ritenuta a rischio per la combinazione di enfasi sulle capacità di base e di iper regolamentazione dell'insegnamento.

 

Il processo di cambiamento

Il modello formativo e attuativo delle politiche educative laburiste è stato definito come "managerialismo autoritario". Il cambiamento è stato imposto con scarse o inesistenti consultazioni. Gli agenti scelti della riforma sono i gestori (manager) e non gli insegnanti. I dirigenti hanno la responsabilità di tradurre nella pratica le politiche governative, garantendo la conformità degli insegnanti. Secondo Michael Barber e Melanie Phillips, due importanti consulenti del governo per l'educazione:

Il convincimento non cambia necessariamente la maniera di comportarsi. Più spesso [...] i comportamenti modellano le credenze. Solo quando le persone hanno sperimentato un cambiamento rivedono, di conseguenza, i loro convincimenti. [...] A volte è necessario imporre il cambiamento, attuarlo con decisione, sfidando consapevolmente la cultura prevalente ed avendo il coraggio di sostenerlo fino a quando i convincimenti si trasformano [...]. La forza che conduce verso questa critica giuntura è la leadership. (Barber and Phillips 2000, riportato in Jones 2003: 162)

Il processo di cambiamento è stato accompagnato da un'inesorabile attacco ideologico agli insegnanti, descritti da Tony Blair come "le forze della conservazione", non sorgenti di cambiamento ma barriere al cambiamento ( Guarduan 22 ottobre 1999).

La creazione di nuove identità

La creazione di una cultura della performance è pensata per produrre una gamma di nuove identità professionali. Il ruolo immaginato per gli insegnante è quello di tecnici capacitati, che distribuiscono (delivering) (il termine è significativo) programmi progettati altrove e adattati al raggiungimento degli obiettivi educativi imposti dal governo. La rimodellazione culturale del corpo insegnanti è accompagnata è accompagnata da una rimodellazione strutturale che implica la micro gestione dei dirigenti scolastici e la riorganizzazione del ruolo degli assistenti di classe che assumeranno alcuni dei compiti degli insegnanti, compresa la docenza all'intera classe.

La creazione di quadri imprenditoriali tra i dirigenti scolastici e altre figure di senior manager è parte del processo di formazione della dirigenza scolastica, abbozzata in maniera strettamente conforme alla teoria di gestione del settore privato. Il genitore è concepito come un consumatore informato, un qualificato decisore nel mercato dell'educazione. L'allievo modello è l'individuo competitivo che assume le proprie responsabilità per sviluppare la sua futura impiegabilità.

 

La riproduzione dell'ineguaglianza

La combinazione della funzione di capitale umano che la scuola assolve ed il modello imprenditoriale di gestione hanno profonde conseguenze sulle questione dell'uguaglianza e della giustizia sociale, che sono esposte ad altri due ulteriori fattori. Uno è l'alto livello di ineguaglianze del reddito in Gran Bretagna, che si è accentuato nella decade scorsa. Il conseguimento di risultati scolastici dei bambini è strettamente legato allo status socioeconomico dei genitori. Il secondo fattore è l'interesse elettorale del Labour in quanto partito politico. Il New Labour si è costituito occupando "la terra di mezzo" della politica inglese e attraendo i voti dei conservatori. È determinato a mantenere il sostegno evitando riforme egalitarie che possano minare i privilegi della famiglie di classe media nel sistema educativo. C'è una contraddizione nel cuore della politica laburista sull'istruzione, tra la preoccupazione, diffusa fra la classe dei lavoratori di base, per la riduzione degli effetti dello svantaggio sociale nell'educazione, esemplificato nei crescenti finanziamenti per le scuole delle aree più povere attraverso il programma "Eccellenza in città", e la tendenza del programma di modernizzazione che riproduce gli stessi modelli di disuguaglianza sociale. Il tentativo è quello di risolvere questa contraddizione definendo l'uguaglianza nei limitati termini dell'inclusione sociale e dell'uguaglianza di opportunità. Le politiche che sostengono la disuguaglianza sono le seguenti:

·La funzione di capitale umano conduce a percorsi accademici e professionali differenziati sia all'interno delle scuole che tra istituti, determinando differenti sbocchi professionali e riproducendo i già esistenti modelli di classe e disuguaglianza etnica. Ad un estremo, gli studenti a basso rendimento sono autorizzati a seguire un curriculum di studi indebolito e fortemente legato al mestiere già dall'età di 14 anni. All'altro estremo c'è una forte spinta alla qualifica accademica per gli allievi più capaci, e programmi speciali per il 5-10% degli allievi che sono definiti "dotati e pieni di talento", inclusa l'istituzione di una Accademia per la gioventù dotata e di talento (Academy for Gifted and Talented Youth). La differenziazione di classe sarà rafforzata con la proposta contenuta nel recente libro bianco (White Paper) 14-19: Opportunità ed eccellenza (DfES 2003) far terminare a 14 anni il curriculum nazionale, cioè da quando le lingue straniere e gli studi umanistici (storia e le arti) divengono opzionali. È principalmente nelle aree della classe lavoratrice (working class) che si abbandona lo studio delle lingue moderne, che rimangono un indicatore del successo accademico nelle scuole della classe media (TES 22 novembre 2002).

·La diversità tra scuole diviene ordine gerarchico, giustificato dal vigoroso attacco alle scuole secondarie unificate ed al principio stesso di sistema educativo unficato (Chitty and Simon 2001), nonostante un recente rapporto OCSE abbia dimostrato che i sistemi educativi unifica sono più efficienti e riducono le disuguaglianze

·Le relazioni di mercato tra scuole favoriscono le famiglie della classe media, poiché i genitori della classe media hanno il capitale sociale necessario per "giocarsi" sul sistema con maggiori possibilità di successo

·Il regime degli esami tende a rafforzare le disuguaglianze concentrando le risorse sugli allievi più "convenienti" per la scuola in termini di risultati finali (Gillborn and Youdell 1999)

·Il governo laburista ha incoraggiato il raggruppamento degli allievi in base alle "abilità" nella scuola superiore e perfino in quella inferiore

·Il curriculum dominante tende a riprodurre il punto di vista dominante e marginalizza le voci dei gruppi sociali subordinati

·Infine, l'intensificata regolamentazione dell'insegnamento inibisce la capacità degli insegnanti di rinnovare per contrastare la disugaglianza

L'agenda degli affari dentro al sistema scolastico

Vediamo adesso l'agenda degli affari dentro al sistema scolastico. Un elemento nel modello di Nuova Gestione Pubblica è l'erogazione di servizi pubblici da parte del settore privato.

È il cambiamento nel ruolo e nella posizione ufficiale dello stato da uno 'stato erogatore' ad uno 'stato che autorizza' (enabling state), definendo l'orientamento politico ma non restandone più l'esclusivo esecutore.

È un'opportunità storica per l'impresa. La forza conduttrice che sta dietro alle pressioni per la privatizzazione dell'educazione e degli altri servizi pubblici deriva dalle potenti lobby delle compagnie di servizi per l'industria, come la Global Servicis Network e lo European Services Forum. La loro fiera annuale sull'educazione è il Mercato Mondiale dell'Educazione, che quest'anno avrà luogo a Lisbona, in maggio, e che riunirà, nelle parole degli organizzatori, ' i pioneri che danno forma al mercato dell'istruzione'. Un enorme settore di mercato potenziale sono i paesi meno sviluppati, dove assistiamo al boom del mercato educativo. L'altro mercato potenziale è quello delle nazioni più industrializzate, compresa l'UE.

GATS

Lo strumento per aprire le porte al settore privato nella gestione dei servizi pubblici è l'Accordo Generale per il Commercio dei Servizi (GATS), attualmente in fase di negoziazione all'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC/WTO) (Grieshaber-Otto e Sanger 2002). Il 31 marzo 2002 è la scadenza per allargare la portata del GATS con specifici impegni supplementari. Il 1° gennaio 2005 è la scadenza dell'attuale round dei negoziati GATS. Il GATS dovrebbe rimuovere ogni restrizione dei governi nazionali all'erogazione di servizi pubblici, inclusa l'istruzione. Gli accordi GATS rivisti e proposti forniscono esplicitamente indirizzi agli stati per i sistemi educativi. L' articolo 1:3 dell'accordo esclude 'servizi offerti nell'esercizio dell'autorità governativa', che sono definiti come 'ogni tipo di servizio offerto che non sia su base commerciale e concorrenziale con uno o più erogatori di servizi'. Poiché quasi nessun sistema educativo è totalmente libero da partecipazioni private l'educazione pubblica diviene uno degli obiettivi della campagna di liberalizzazione dell' OMC/WTO.

Le regole del GATS sono le seguenti:

 

·La 'Clausola della nazione più favorita' impone che vengano estese a tutti le migliori condizioni concesse ad un qualsiasi servizio o fornitore straniero (compresi quelli elettronici). In altre parole, se ad una compagnia straniera è stato riconosciuto un determinato contratto, le altre compagnie possono chiedere un trattamento equivalente. Questa regola già si applica a tutti i membri con il trattato esistente, anche se la sua interpretazione è ancora oggetto di valutazioni. Come per tutte le norme le contestazioni saranno ricomposte da una commissione del GATS, e non dai governi.

·La regola della 'normativa nazionale' garantisce che le misure governative non costituiscano 'inutili barriere al commercio dei servizi'. Questa norma già esisteva ma la sua applicazione è attualmente in corso di negoziazione.

·Il 'trattamento nazionale" impone ai membri di estendere il miglior trattamento, concesso ad un fornitore nazionale, ai servizi ed ai fornitori stranieri.

·La norma dell' "accesso al mercato" proibisce di limitare il numero di servizi e i fornitori.

Il GATS si applica solo ai servizi che i governi hanno deciso di 'impegnare'. La Commissione Europea ha negoziato all'OMC/WTO a nome degli stati membri dell'Unione. L'istruzione, attualmente non è uno degli impegni per molte nazioni, ma tra quelle che si sono impegnate c'è l'Unione Europea, gli Stati Uniti ed il Giappone. Circa 30 paesi hanno preso impegni per l'istruzione primaria e secondaria, compresa l'Unione Europea ed il Giappone, ma non gli Stati Uniti. E tuttavia, l'intento con il quale il governo britannico intende aprire le porte del suo sistema educativo al settore privato, sotto la spinta del GATS, non è chiaro.

Da una parte, il governo ha bisogno di mantenere il controllo strategico del sistema educativo in quanto strumento chiave della politica interna, e questo può divenire più difficile con le compagnie straniere che operano con le regole del GATS. In aggiunta, c'è il rischio dell'opposizione politica. L'attuale posizione ufficiale è contenuta nel documento pubblicato dal Dipartimento del Commercio e dell'Industria nell'ottobre 2002 intitolato Liberalizzare il commercio dei servizi - nuove consultazioni ai negoziati GATS dell'Organizzzazione Mondiale del Commercio (DTI 2002). In esso si afferma che poiché "è nostra ferma convinzione che il sistema educativo scolastico è fuori dagli ambiti del GATS (eccetto alcune potenziali attività non educative connesse per le quali la concorrenza già esisteva), crediamo che il potenziale impatto di ulteriori liberalizzazioni nei servizi educativi inglesi è limitato" (pag. 36). Nel febbraio 2003 Pascal Lamy, Commissario per il Commercio europeo che ha condotto i negoziati GATS per l'Unione, ha annunciato che la Comunità Europea non impegnerà altri settori dell'istruzione alle regole del libero mercato del GATS - una dichiarazione descritta come una 'parziale vittoria' dal Movimento Mondiale per lo Sviluppo (World Development Movement Press release 6 febbraio 2003).

Dall'altro lato il governo laburista vuole sostenere le compagnie britanniche d'istruzione che lavorano sul profitto (education-for-profit) in competizione nel mercato globale dell'educazione, e la liberalizzazione è una strada a doppio senso. Come Pascal Lamy ha detto a New York, in un discorso tenuto nel giugno 2000 Consiglio per gli Affari Internazionali statunitense: "Se vogliamo migliorare il nostro stesso accesso ai mercati stranieri dobbiamo portare alla luce del sole i nostri settori protetti ... Questo significa un po' di sofferenza per alcuni settori ma un guadagno per molti altri..." In ogni caso, l'attuale posizione non è stabile, poiché il GATS costringe i Paesi ad impegnarsi in round negoziali successivi offrendo ogni volta nuovi settori. Per di più, con il GATS, gli impegni assunti dai governi per la privatizzazione e la deregolamentazione dei servizi saranno sostanzialmente irreversibili (Gould e Joy 2000).

Tuttavia, il processo di penetrazione del settore privato nell'istruzione pubblica non dipende da una soddisfacente risoluzione dei negoziati GATS. È pericoloso concentrarsi troppo esclusivamente nella minaccia futura posta dal GATS trascurando il processo di privatizzazione già in atto, che andrà avanti indipendemente dal raggiungimento degli accordi GATS. Il governo laburista inglese si è spinto ben oltre la posizione di negoziato del GATS aprendo le porte dei servizi pubblici al settore privato, compresi i servizi educativi. L'Inghilterra è il paese europeo più ospitale per la penetrazione del settore privato nell'istruzione, anche se altri paesi la stanno seguendo a breve distanza.

Il sistema pubblico dell'istruzione è sempre dipeso, naturalmente, dal settore privato per le infrastrutture delle scuole, dagli edifici ai libri di testo. La prima significativa intrusione delle compagnie private nell'istruzione fu esaminata dal governo conservatore di Margaret Thatcher, ideologicamente impegnata a rimpiazzare il pubblico con il privato. Presero la forma di servizi ausiliari come la manutenzione degli edifici, i pasti, e le forniture per gli insegnanti - fino ad allora sotto la responsabilità delle Autorità Locali per l'Istruzione (LEAs) - e le ispezioni scolastiche, che in precedenza erano svolte da dipendenti pubblici del governo centrale. I conservatori adeguarono le procedure contabili, finanziarie e di acquisto a quelle del settore privato, facilitando l'ingresso delle compagnie private. Questo orientamento politico è stato non solo proseguito ma radicalmente esteso con il New Labour, inclusi modi che nessuno poteva prevedere quando furono eletti per la prima volta nel 1997.

Metterò adesso in evidenza le aree principali di investimento del settore privato nei seguenti capoversi:

1.Sponsorizzazione commerciale

2.Servizi del governo nazionale

3.L'Iniziativa Finanziaria Privata - che finanzia e gestisce beni scolastici

4.I servizi delle Autorità Locali

5.Chi gestisce scuole per profitto

6.Le scuole imprenditoriali

7.La tecnologia dell'informazione

1.La sponsorizzazione commerciale

C'è stata una grande crescita tra le compagnie private che sponsorizzano attività educative a scopo di lucro, normalmente con il fine di trasformare allievi e genitori in consumatori. La maggior parte sponsorizza bevande colorate e cibo spazzature, all'epoca in cui un milione di ragazzi sotto i sedici anni è obeso. L'altra importante forma di sponsorizzazione del privato è stato nelle scuole stesse, in particolare in quelle 'speciali', che hanno attratto 50.000 sterline di sponsorizzazione commerciale allo scopo di ricevere l'approvazione governativa. La motivazione dei donatori non è un profitto diretto dalle scuole speciali ma la dimostrazione della loro responsabilità sociale (che naturalmente si traduce in indiretti benefici commerciali). Ad ogni modo, per le scuole, ha la funzione di incoraggiare l'imprenditorialità dei manager scolastici, spingendoli a cercare finanziamenti e legandoli sempre più strettamente al mondo degli affari e dell'industria.

 

2.Privatizzazione dei servizi educativi del governo nazionale

Probabilmente il primo esempio è stato l'apertura delle ispezioni scolastiche alle compagnie private. La maggior parte delle ispezioni è attualmente svolta da azienzde private, che vanno dai piccoli consorzi di ex insegnanti ai consulenti delle aziende multinazionali.

Dal 1997 il governo laburista ha concesso contratti importanti alle aziende private per mettere in atto le sue più importanti iniziative politiche. A titolo di esempio:

·Lo schema di promozione rapida per gli insegnanti. L'obiettivo è quello del 5% di insegnanti, che in Inghilterra significa 21.000 unità. Un contratto di 9,2 milioni di sterline, per il reclutamento ed il processo di selezione, che è stato vinto da una azienda, la Interactive Skills. Un'altra azienda, CFBT, ha un contratto per gestire il collocamento scolastico per un ammontare che va dai 6 ai 15 milioni di sterline in tre anni

·Il sistema di retribuzione per gli insegnanti vincolato al rendimento (PRP). La Cambridge Education Associates è stata ricompensata con un contratto di cinque anni, del valore di 100 milioni di sterline, per far funzionare il sistema PRP. La CEA ha messo in campo 3000 o più valutatori per esaminare le valutazioni dei dirigenti, e per valutare il rendimento dei dirigenti stessi.

·I programmi di aggiornamento per gli insegnanti del National Grid for Learning sono stati ceduti ad un certo numero di aziende private, al costo di 230 milioni di sterline

3.L'iniziativa di finanza privata (PFI)

L'iniziativa di finanza privata (PFI) è un mezzo per assicurare finanziamenti privati ai progetti infrastrutturali. Anziché finanziare la costruzione e la ristrutturazione degli edifici scolastici attraverso fondi affidati dal governo centrale ai provveditorati, che negoziano i contratti con le aziende private, i fondi con il PFI arrivano direttamente dalle aziende stesse, che prendono il denaro in prestito dal mercato finanziario e lo restituiscono con le rate pagate dal provveditorato in 25-30 anni. Durante tutto questo periodo tutte le pertinenze della scuola sono possedute, gestite ed organizzate dalla compagnia. Gli insegnanti e gli allievi sono nei fatti i loro inquilini. Ogni progetto FPI è organizzato da una speciale compagnia creata ad hoc che in genere comprende una impresa di costruzioni, un ente finanziario ed una azienda di servizi.

Dal 1997 sono stati finanziati 48 contratti FPI per un totale di 550 scuole, con un capitale di 1,3 miliardi di sterline. David Millband, il Ministro per l'Educazione, ha recentemente annunciato che tutte le 3780 scuole secondarie inglesi saranno restaurate o ricostruite con programmi FPI nei prossimi 10 anni. (TES 4 ottobre 2002).

4.La privatizzazione dei provveditorati (Local Education Authority LEA)

Una delle principali cause della privatizzazione dei provveditorati è stata la riduzione dei budget delle autorità stesse, dovuta in parte al taglio dei finanziamenti del governo centrale ed in parte alla delega data alle scuole stesse per il reperimento dei fondi. L'esempio più ovvio è il collocamento degli insegnanti, un tempo impiegati dai provveditorati, e adesso in larga parte impiegati dalle compagnie private. Il reddito totale delle agenzie di collocamento insegnanti è di circa 600 milioni di sterline l'anno (Guardian 9 febbraio 2002). Timeplan, la più grande agenzia per il collocamento degli insegnanti, riceve dalle scuole 125-160 sterline al giorno per insegnante, che paga circa 100 sterline.

In ogni caso la privatizzazione dei servizi locali non è solo un sottoprodotto dei tagli al budget, è un impegno ideologico da parte del governo. Un documento governativo intitolato Il ruolo dei provveditorati nell'istruzione scolastica è stato pubblicato dal DfEE nel 2000. Parlandone alla presentazione l'allora Ministro per l'Istruzione Estelle Morris (e poi sottosegretario all'Istruzione) ha detto che 'i municipi dovrebbero incoraggiare le scuole ad usare fornitori privati per i servizi tradizionalmente forniti dall'autorità educativa locale'. Il ruolo dei provveditorati era quello di aiutare organizzare e sorvegliare, due pesanti oneri che adesso saranno affidati ai privati (riportato in TES 13 ottobre 2000). Il tema centrale di un rapporto, pubblicato l'anno seguente dal Dipartimento per l'Ambiente, i Trasporti e le Regioni, intitolato Il sostegno strategico ai partenariati per la fornitura di servizi nell'amministrazione locale : una ricerca ed un programma di sviluppo (DETR 2001) è che il futuro dell'amministrazione locale risiede nell'appaltare i servizi fuori, al settore privato.

Di fronte alla riluttanza con cui i provveditorati hanno accolto l'invito a privatizzare il governo ha utilizzato l'opportunità offerta da una poco favorevole ispezione compiuta da Ofsted ai provveditorati (quasi tutti in aree ad alto svantaggio sociale) per costringere la maggior parte di essi a cedere parte o la totalità dei servizi alle aziende private. Il primo è stato il provveditorato di Islington, i cui servizi furono rilevati dalla Cambridge Education Associates con un contratto di 7 anni per un valore di 78 milioni di sterline. Adesso più di venti provveditorati hanno aziende coinvolte nella fornitura e nella gestione dei servizi, ed il numero cresce.

Il coinvolgimento delle aziende private non è confinato ai provveditorati 'falliti'. Molti provveditorati "di successo" stanno proponendo l'esternalizzazione dei servizi (TES 11 gennaio 2002). E nel febbraio 2001 il governo ha lanciato un programma, con 1,8 milioni di sterline, 'Nuovi modi di lavorare', che finanziava esperimenti di partenariato tra 12 provveditorati ed agenzie private (TES 24 gennaio 2003. vedi www.standards.dfes.gov.uk/lea/newways). Il progetto include la Edison, una delle principali aziende educative private statunitensi che gestisce 150 scuole negli Stati Uniti, collabora con il provveditorato dell'Essex per adattare il curriculum, i metodi per il giudizio, i programmi ed i materiali didattici al mercato britannico. (TES 17 gennaio 2003)

Nel giugno 2001 è stato annunciato che la disciplina del Deregulation and Contractin Out Act del 1994 prevede maggior libertà per i provveditorati nel costruire partenariati con agenzie private, altri provveditorati ed enti benefici, per fornire una più ampia gamma di servizi, incluse le valutazioni sui bisogni dell'educazione sperimentale, la preparazione dei Piani di Sviluppo Educativo dei provveditorati e dei Piani di partenariato per i servizi dell'infanzia, la sorveglianza sul curriculum nazionale e sulla educazione religiosa, e la gestione dei Unità Disciplinari per gli Allievi (TES 8 giugno 2001).

Un indicatore del grado di coinvolgimento del settore privato nel sistema dell'istruzione statale è il numero di consulenti e consiglieri che nel settore privato sono 6000, quasi quanti gli 8000 dei provveditorati. (TES 24 gennaio 2003).

5. La gestione delle scuole

Negli Stati Uniti un discreto numero di agenzie ha stipulato contratti per gestire scuole statali, per profitto. L'agenzia Edison ha valutato le possibilità nel Regno Unito e ha deciso che il mercato non è sufficientemente vantaggioso. Tuttavia, ciò che può essere poco vantaggioso per un'agenzia internazionale può essere una proposta interessante per agenzie nazionali che cercano un punto d'appoggio per un nuovo potenziale mercato. Il primo contratto di questo tipo in Inghilterra è stato affidato dal provveditorato del Surrey nel 1998 ad una società chiamata 3 Es per gestire una scuola unificata 'avviata al fallimento'. 3 Es è una filiale, fondata per questo scopo, di un City Techonology College nelle vicinanze di Birmingham. Secondo il Libro Bianco, il governo considera questo come un modello per il futuro. 3 Es ha poi rilevato un'altra scuola del Surrey, Abbeylands, è stata rilevata dalla Nord Anglia, una società di education business con un contratto di gestione della durata di sette anni.

L'Education Act del 2002 garantisce più opportunità per le compagnie profit che intendano gestire scuole.

Quando un provveditorato vuole aprire una nuova scuola, o rimettere in sesto una scuola ritenuta in fallimento, è obbligato a cercare proposte da partner esterni, comprese agenzie private.

City Academies

Un'altra iniziativa politica governativa che ha facilitato il franchising di scuole statali a società private è ', City Academies', incaricato di rimpiazzare le scuole esistenti che sono state definite da Ofsted 'fallimentari'. Le City Academies sono finanziate direttamente dal governo e regolate dalla legislazione delle scuole private, così ricadono fuori dall'inquadramento delle altre scuole pubbliche. Questo significa che non sono soggette ai provveditorati ed hanno completa libertà, per esempio, per il curriculum. Il governo chiede che le Academies siano gestite da volontari, religiosi o imprenditori, con contratti di 5-7 anni. L'obiettivo è quello di 50 Academies nel 2007, e su quest'onda tre sono stati aperti: a Bexley, Haringey e Middlesbrough. Gli sponsor devono coprire il 20% dei costi degli investimenti per le scuole, circa 2 milioni di sterline, e il governo eroga un finanziamento fino a 20 milioni di sterline. In cambio lo sponsor può nominare la maggioranza del personale gestionale della scuola. La proprietà del terreno e dei fabbricati della scuola statale esistente, attualmente di proprietà del consiglio comunale, è trasferita alla nuova Academy, così nei fatti gli sponsor si sono visti consegnare scuole per un quinto del loro valore.

Perché il mondo degli affari dovette mettere denaro nelle scuole? Le Academies non sembrano generare un gran profitto in sé, almeno nel breve periodo. In alcuni casi la motivazione è l'opportunità per lo sponsor di porre in pratica un impegno ideologico. Per esempio, nel settembre 2002, il Community College di Thameshead di Londra ha riaperto come Bexley Business Academy. Lo sponsor è David Garrrard, che possiede la Minerva, una società immobiliare. Ha donato due milioni di dollari, ed il governo venti milioni (Times 12 agosto 2002). Coinvolta anche nella 3Es. L'impegno di Garrard è una virtù del mercato, come si adatta a qualcuno diventato milionario nel mercato immobiliare Andranno in onda programmi economici TV prodotti da Bloomberg e dalla CNN, ci sarà una mini borsa, e importanti uomini d'affari saranno invitati a tenere lezioni.

5.La scuola - impresa

Ho menzionato la 3Es, una sussidiaria della scula statale istituita per partecipare a contratti di gestione di altre scuole. Nel Libro Bianco Scuole : raggiungere il successo è preso come modello di 'scuola imprenditoriale' (DfES 2001: 49 parg 4.23. L'Educational Act del 2002 è pensato per fornire un quadro legislativo che incoraggi lo sviluppo del mercato delle attività tra scuole stesse. La sezione chiave della legge è il capitolo 3, che conferisce alla classe dirigente della scuola il potere di formare, divenire membri o investire in compagnie per acquistare o fornire servizi e attrezzature alle scuole e alle comunità. Ciò abilita le scuole ad agire come imprese commerciali. Lo scopo è quello di creare un mercato dell'educazione in cui le scuole - imprese venderanno beni e servizi .

I beni ed i servizi educativi che le scuole possono vendere sono l'insegnamento e la gestione. L'insegnamento può essere trasformato in una merce nella forma di un apparato didattico e di intere lezioni on-line o su CD. Il modello è la scuola secondaria Thomas Telford nello Shroshire, dove in meno di tre anni sono stati venduti online corsi - 3 sull'Information and Communication Technology ed uno sulla matematica - a circa 1200 scuole con un profitto pari a circa 6 milioni di sterline (TES 31 gennaio 2003). Il suo 'corso intermedio sulla ICT' è usato da 477 scuole. Venti impiegati lavorano a tempo pieno o parziale per questa impresa. La scuola utilizza una parte dei profitti per fare donazioni alle scuole locali, ma la maggior parte del denaro è utilizzato per estendere la sua influenza sulle scuole della regione. Per far diventare la Thomas Telford scuola sperimentale sono state elargite donazioni per 50.000 sterline a 46 scuole nel West Midlands; ha concorso con 1,5 milioni di sterline alla sponsorizzazione - 17 milioni - del City Academy di Walsall ed è il maggior sponsor del City Adademy previsto per Sandwell (TES 31 gennaio 2003).

La Thomas Telford è il leader del mercato tra le scuole-impresa ma non è l'unico. Questi cambiamenti saranno accellerati dalla scarsità di insegnanti in molte scuole, e dall'uso degli assistenti come sostituti.

La gestione può essere venduta in varie forme, dalla 'consulenza' imposta ad una scuola 'in fallimento' dal sottosegretario o dal rilevamento dell'intera scuola, incluso l'offrirsi ad una Academy. I modelli qui sono i rilevamenti di due scuole secondarie nel Surrey, effettuata dalla 3Es e sponsorizzata dalla scuola Thomas Telford della nuova City Academy di Walsall. Sia la 3Es che Sir Kevin Satchwell, a capo della Thomas Telford, hanno dichiarato che il loro scopo è costituire una catena e un marchio di scuole. E questo è facilitato dalla legislazione contenuta nell' Education Act del 2002, che stabilisce che le federazioni di scuole siano governate da un singolo corpo.

La 3Es e Thomas Telford stanno preparando il terreno per il seguito delle aziende educative profit, stabilito che sia sufficientemente redditizio. Ed in futuro è possibile prevedere catene di scuole, incubate all'interno del sistema statale, soccombere alle pressioni per i finanziamenti, per i costi di ammortamento (per non menzionare il profitto personale) e trasformarsi in imprese profit.

C'è una distinzione da fare tra le aziende educative che nascono fuori dal sistema scolastico e quelle attività imprenditoriali, per il profitto, che nascono all'interno delle scuole stesse. Le conseguenze delle due forme di profitto sono differenti. Quella che io chiamo mercantilizzazione esogena semplicemente pompa denaro fuori dal sistema scolastico nei bilanci bancari di compagnie esterne. La mercantilizzazione endogena trasferisce denaro all'interno del sistema scolastico in favore delle scuole-impresa, rafforzando modelli di disuguaglianza tra scuole poiché utilizzano i finanziamenti aggiuntivi per migliorare le attrezzature, i materiali ecc. letteralmente alle spese di altre scuole (così come non ci sono dubbi che il taglio dei salari gonfi i portafogli di dirigenti e manager). Possiamo già vedere come questo accade con 3Es, che ricava profitti per 300.000 sterline all'anno dalle scuole rilevate in Surrey e le trasferisce alla consociata Kingshurt nel Solihull (TES 8 marzo 2002).

7. La tecnologia dell'informazione (Information technology)

Lo sviluppo della tecnologia dell'informazione, in particolare internet, è il settore più grande ed in più rapida crescita della nuova industria dell'educazione. La National Grid for Learning, che connette tutte le scuole ad internet, è un grandissimo partenariato tra governo e settore privato che apre le porte ad un vasto mercato per le aziende di IT, compresi i fornitori di infrastrutture come British Telecom, ed i costruttori di computer, gli autori di software, e gli erogatori di piani di aggiornamento per gli insegnanti. Tony Blair ha descritto l'iniziativa come 'il più grande partenariato pubblico-privato di tutti i sistemi educativi mondiali'.

Neil Selwyn (1999a,b) ha analizzato la retorica messa in campo dal governo laburista e dalla compagnie di Information Technology per vendere la National Grid (il programma per l'aggiornamento, ndt) ad insegnanti e ad un più vasto pubblico, principalmente dipingendolo come il passaporto essenziale sia per raggiungere alti standard di profitto in classe sia per l'impiegabilità nell'economia della conoscenza. Quello che non è pubblicizzato sono gli enormi profitti privati che rende questo investimento pubblico.

Una delle attrative della ICT per i dirigenti scalostici è che puo servire come sostituto per gli insegnanti, sia perché sià perchè sono assenti sià perché mancano in determinate aree curriculuari. Il TES (15 novembre 2002) riporta di una scuola secondaria che ha lezioni su software per la quasi totalità del curriculum di studi. Quello che più attre il mondo degli affari della ICT verso le scuole è la potenziale capacità di spingere la trasformazione dell'insegnamento e dell'apprendimento fino a farla divenire una merce. L'Information and Communication Technology richiede contenuti educativi, e fornirli è particolarmente redditizio poiché i costi di riproduzione e distribuzione via internet sono trascurabili.

Prospettive per il business dell'educazione

Dal punto di vista economico, la questione del rendimento è fondamentale. Le compagnie private investono nell'istruzione solo se è posson trarne un profitto maggiore che altrove. (Naturalmente ciò può comprendere operazioni di basso profilo per crearsi un punto d'appoggio nel mercato). Un rapporto sul settore pubblico reso pubblico da Capital Strategies, una società finanziaria inglese, nell'aprile 2002 indicava che durante il periodo dal gennaio 2000 all'aprile 2002 i dividendi delle società di gestione di infrastrutture avevano soddisfatto l'indice FTSE (la media del mercato borsistico) eccedendo del 49%. Discutendo la tendenza futura il rapporto prevede ' una crescita particolarmente veloce nella fornitura di servizi di gestione delle infrastrutture nei settori della sanità, dell'educazione e delle ferrovie'.

Recentemente c'è stato un ribasso improvviso nella quotazione dei titoli di alcune società impegnate in contratti PFI (l'iniziativa di finanza privata per le scuole, ndt), compresi quelli in campo educativo, in particolare Amey e WS Atkins (TES 3 gennaio 2003, Times Business 27 gennaio 2003).

L'identikit delle società profit per i servizi educativi

Quali sono le caratteristiche delle società profit per i servizi educativi (education-for-profit companies)? Esaminiamole più in dettaglio. La Serco si definisce come 'una società leader mondiale per la gestione di servizi, in particolare quelli pubblici' (Serco news, 5 settembre 2002). Impiega circa 34.000 persone in 36 paesi. Il principale settore d'intervento è quello degli appalti con il Ministero della Difesa inglese e degli altri paesi NATO. Nel 2001 la Serco ha rilevato la gestione di due provveditorati, Walsall e Bradford. 'Istruzione Walsall' è un contratto di 20 milioni di sterline per sette anni con il quale 120 dipendenti del provveditorato sono stati trasferiti alla Serco. 'Istruzione Bradford' è un contratto di 10 per un valore di 360 milioni di sterline e prevede il trasferimento di 1470 persone.

Serco è uno dei principali partner del programma governativo per l'istruzione.

Il fatto che giganti multinazionali, ben radicati nel mondo delle commesse militari, abbiano deciso di investire nel mercato dell'istruzione inglese è una dimostrazione evidente che vi sono ricavi significativi. Il mercato inglese, inoltre, è anche un terreno di prova.

Siamo convinti che la nostra forza nel mercato educativo inglese sia una solida piattaforma per lanciarci nel mercato educativo globale. La QAA ha già stretto un'alleanza strategica con la KPMG Consulting per fornire servizi di expertise educativa nei progetti internazionali (come per gli interventi nei provveditorati inglesi) (QAA news 6 settembre 2000)

L'ingresso di grandi compagnie internazionali nel mercato educativo inglese ha avviato un processo di consolidamento del capitale attraverso fusioni e acquisizioni. Così, ad esempio, la Westminster Education Consultants, uno dei più grandi partner per le ispezioni Ofsted, è stata comprata nel 2001 per 5 milioni di sterline dalla Vosper Thornycrift Holdings, una delle principali costruttrici di armi e fornitrici di servizi dell'industria bellica.

Perché il New Labour è così impegnato nel settore privato?

Ci sono tre importanti ragioni per cui il New Labour è così impegnato nel coinvolgimento del settore privato nell'educazione scolastica statale:

1. sostenere il cambiamento

2. ridurre la spesa

3. creare un settore inglese di servizi educativi che operi nel mercato globale

1. Sostenere il cambiamento

Anzitutto, la schietta convinzione che la partecipazione del business è indispensabile per 'modernizzare' il sistema scolastico in termini di innovazione, efficienza e credibilità. Ad esempio, il recente Green Paper dei laburisti sull'istruzione, sostiene che i provveditorati sono semplicemente inadeguati ad assumere un ruolo cruciale nel miglioramento della scuola. 'La mancanza di standard professionali per il miglioramento dei servizi scolastici e di coloro che vi lavorano è ... il collo di bottiglia delle attuali trasformazioni e mina il processo riforma (DfEE 2001 : 89, parag 6.57).

È da notare che l'influenza delle compagnie private non è confinata alle scuole e ai provveditorati nei quali operano. La minaccia della privatizzazione è un potente strumento gestionale nelle mani del governo per parare le lamentele che si sollevano nel mondo della scuola.

 

 

2. Ridurre i costi

La seconda ragione è che il partito laburista vede negli investimenti privati la strada per ridurre la spesa pubblica per l'istruzione. Si sostiene che la disciplina dei costi di mercato, ad esempio la competizione tra fornitori, riduca i costi; ma il governo ha diminuito la competizione restringendo il numero delle compagnie accreditate per fornire i servizi del provveditorato. Inoltre i costi competitivi sono ottenuti con pesanti tagli al numero di impiegati e con bassi salari per i nuovi entrati. (Grimshaw, Vincent and Willmott 2002)

Il governo rivendica la maggiore efficienza dei PFI, che mettono al riparo da rischi di esubero nei costi e di ritardo nei tempi di attuazione. Si stima però che i progetti PFI costino almeno un 10% in più dei progetti con finanziamento pubblico, poiché i provveditorati spendono di più per il prestito di denaro ed in più ci sono le parcelle dei consulenti ed i profitti delle compagnie. In aggiunta, nel gennaio 2003 la Audit Commission ha pubblicato un rapporto nel quale si critica il fatto che i PFI rappresentino un investimento redditizio e si invitano i provveditorati a trovare altri canali per finanziare la costruzione di scuole (TES 17 e 24 gennaio 2003).

La vera attrattiva dei PFI per il governo è che riduce la spesa corrente attuale ridistrubuendola negli anni futuri con la restituzione rateizzata del capitale. I progetti PFI hanno anche il vantaggio di non essere contabilizzati come spesa capitale in base ai criteri introdotti dal trattato di Maastricht.

3. Creare un settore inglese di servizi educativi che operino nel mercato globale

La terza ragione dell'attenzione dei laburisti alle compagnie private per l'istruzione è che si vuole incitare lo sviluppo di una forte industria dell'educazione inglese attore principale nell'economia dei servizi globali neo-liberisti. Nel 2001 il governo, in associazione con le due maggiori compagnie di certificazione internazionali basate in Gran Bretagna, la KPMG e la Pricewaterhouse Coopers, ha pubblicato un documento intitolato Il partenariato pubblico-privato, l'expertise inglese nei mercati internazionali, il cui scopo è sviluppare le opportunità commerciali internazionali nei servizi pubblici, compresa l'istruzione. Già nel 2001 il World Development Movement ha pubblicato un documento-rivelazione che illustra le collusioni segrete, sui negoziati GATS, tra il governo inglese e la lobby dell'indutria britannica dei servizi.

Assistiamo alla creazione di un nuovo settore dell'economia inglese: la vendita di servizi educativi, dai contratti tipo dei PFI alla gestione delle istituzioni scolastiche. Il governo è consapevole di 'allevare' queste compagnie, ingrassandole nel fertile suolo del mercato dell'istruzione inglese così da farle diventare abbastanza grandi e performanti per competere nel mercato globale, in particolare contro i potenti fornitori di servizi pubblici statunitensi. I GATS creeranno un vasto ed esteso mercato, ma la Gran Bretagna è già la seconda maggiore esportatrice di servizi al mondo. Gli analisti del mercato britannico stimano un mercato commerciale di servizi educativi del valore di 5 miliardi di sterline all'anno (Observer Business 8 luglio 2001).

Un settore chiave nel mercato dei servizi educativi è, senz'altro, l'e-learning, che qui assume un'ulteriore funzione vitale: sostenere la necessaria espansione dell'industria tecnologica dell'informazione europea, come spiega il rapporto della Commissione Europea:

La posizione che il nostro continente ha guadagnato, nel nuovo mercato del multimediale, è a rischio se il nostro sistema di istruzione e formazione non si metterà rapidamente al passo. Lo sviluppo di queste tecnologie, in un contesto di forte competizione internazionale, necessita del ruolo delle economie di scala: se il mondo dell'educazione e della formazione non le utilizzerà, il mercato europeo diverrà un mercato di massa con troppo ritardo. La trasformazione dell'istruzione e della formazione sarà modellato da altri attori. (Commissione Europea 1996: 62 - 3, parag 156)

Le conseguenze della privatizzazione

È troppo presto per valutare gli effetti delle varie forme di educazione in termini, ad esempio, curriculari, pedagogici e di uguaglianza di accesso. Ma, certamente, vi sono due aree in cui l'impatto comincia ad essere visibile: le conseguenze sulla democrazia e sul mestiere degli insegnanti.

1.Privatizzazione e democrazia

L'esperienza del coinvolgimento di società private nell'istruzione scolastica ha mostrato che gli interessi di queste confliggono con quelli delle locali democrazie, in varie maniere. Nei provveditorati, dove la gestione dei servizi da parte delle società private è imposto dal governo, senza tener conto dell'opinione pubblica locale. La città di Leeds ha una vicenda significativa in questo senso. Nel 2000 Leeds, uno dei provveditorati urbani più grandi in Inghilterra, ebbe un'ispezione dall'Ofsted dai risultati abbastanza critici. La decisione assunta dal governo, di affidare la totalità dei servizi del provveditorato a società esterne, segnò un passo avanti qualitativo nella progressiva sostituzione dei governi locali con le società commerciali. Il 1°aprile 2001 la gestione del provveditorato sarebbe dovuta passare nelle mani di una 'joint venture' il cui consiglio di gestione comprendeva quattro rappresentanti di Capita, la compagnia privata che aveva vinto il contratto, e quattro funzionari dei provveditorati, più un direttore indicato dal ministro per l'istruzione. Nel consiglio di gestione non ci sarebbe stata nessuna diretta rappresentanza di membri eletti dal consiglio comunale, a maggioranza laburista. Solo una vigorosa campagna locale ha costretto a ritirare la proposta della joint venture in favore della concessione di un contratto di gestione stipulato tra il provveditorato e Capita. (Wood 2001)

Un'altra questione è quella della trasparenza. Le autorità locali sono obbligate, per legge, a dare libero accesso ad una determinata quantità di informazioni. Le compagnie private non hanno gli stessi obblighi e possono appellarsi alla segretezza commerciale.

Nelle scuole le compagnie cercano di detenere il controllo di maggioranza. Il precedente è quello della King'Manor, nel Surrey, rilevata dalla 3Es. La società ha insistito per nominare 12 dei 21 direttori scolastici, in maniera da assicurarsi la maggioranza assoluta; ciò è stato possibile attraverso la riclassificazione della scuola come istituto a gestione volontaristica. E questo è diventato un modello per le City Academy. Le compagnie private si sono così assicurate il controllo degli organismi di governo delle City Academy, a detrimento delle rappresentanze dei genitori e del provveditorato.

2.Privatizzazione ed impiego degli insegnanti

Una delle richieste delle società che intendono gestire le scuole pubbliche è un cambiamento legislativo che permetta alle compagnie private di assumere direttamente gli insegnanti, anziché mantenerli nell'organico statale (TES 8 giugno 2001). L'opposizione dei sindacati scuola ha diffidato il governo dall'accettare una simile proposta ma le compagnie che sponsorizzano le City Academy hanno, di fatto, il controllo sugli organismi di gestione e quindi sull'impiego degli insegnanti. La legislazione speciale delle City Academy prevede infatti la possibilità di assumere e licenziare, di stabilire gli stipendi, le condizioni contrattuali e di disporre gli avanzamenti di carriera degli insegnanti. Inoltre, poiché le City Academy sono regolate sulla legislazione delle scuole private, non esiste l'obbligo di riconoscere i rappresentanti sindacali, così come ha affermato il direttore della City Academy di Haringey, a Londra (TES 1 giugno 2001).

L'Education Act del 2002 offre nuove opportunità alle società private nel reclutamento degli insegnanti. Consapevole della forza dei sindacati il documento Scuole: raggiungere il successo, del 2001, afferma che "gli insegnanti non saranno trasferiti ad altre agenzie" (DfES 2001: 6.24) - esclusi, come l'esperienza ha dimostrato, gli insegnanti assunti direttamente dai provveditorati. Tuttavia, si afferma che "emenderemo la legislazione in modo da consentire ai dirigenti di inserire insegnanti assunti da altri" (5.28). Gli insegnanti possono essere assunti sia dalle compagnie sia dalla scuola stessa, per lavorare nella scuola o (nel caso di materie in cui scarseggiano) per 'affittarli' ad altre scuole. Al fine di rendere la gestione scolastica più flessibile il Ministro può esentare le scuole dai regolamenti salariali e dalle disposizioni curricolari. Ed esiste una clausola "piglia tutto", nel disegno di legge, che conferisce al Ministro il potere di esonerare scuole e provveditorati dal regime legislativo scelto.

Conclusioni

Siamo ad una svolta storica per l'istruzione pubblica. Il periodo, di oltre un secolo, che va dall'inizio della scuola elementare pubblica gratuita al decennio ultimo del secolo scorso è una storia di progresso - limitato, discontinuo, ma comunque progresso verso l'accesso egalitario per tutte le scuole primarie e poi secondarie, in un contesto dove il sistema scolastico era responsabile di fronte ad un governo locale di nomina elettiva, basato sull'etica del servizio pubblico e non dell'interesse privato.

Non tutto quello che riguarda il mondo degli affari è incompatibile con gli interessi educativi. Ma la logica degli affari è incompatibile con la logica dell'istruzione.

Ci sono segnali di crescita dell'opposizione agli effetti della business agenda sul sistema scolastico.

·C'è una diffusa insoddisfazione per il rimpiazzamento delle scuole secondarie unificate (comprehensive school) con una nuova e più articolata gerarchia di scuole. Alcuni beneficeranno dei finanziamenti extra per le scuole sperimentali e le City Academy, ma a farne le spese saranno le altre scuole.

·Una crescente opposizione è manifestata nei confronti degli implacabili esami che misurano il rendimento, da più parti si richiede di abolirli almeno per gli studenti di sette anni.

·Rimane un forte attaccamento, da parte degli insegnanti e dell'opinione pubblica, all'idea che le finalità educative, ed il curriculum offerto agli allievi, non dovrebbero essere indicate principalmente dai bisogni dei datori di lavoro.

·La maggior parte dei dirigenti scolastici è restia ad adottare il modello di scuola imprenditoriale introdotto dall'Education Act del 2002. Essi vedono l'istruzione come un servizio pubblico, e non come una merce. Il pericolo è però che, una volta sdoganata, l'imprenditorialità mercantile avrà una sua logica. Scuole che versano in cattive condizioni economiche potrebbero intravedere opportunità a cui difficilmente resistere. La competizione di scuole imprenditoriali di successo può spingere altri sulla medesima strada (così com'è successo per le scuole sperimentali). L'offerta di collaborazioni con società può sembrare attrattiva e gradualmente gli imperativi del rendimento economico potrebbero distorcere i valori dell'istruzione pubblica

·Esiste ancora la convinzione ben radicata che l'istruzione debba essere un servizio pubblico e non un mercato conveniente per le compagnie private.

Un'agenda globale e una risposta globale

La Nuova Gestione Pubblica dell'istruzione sostiene la competizione, l'autonomia controllata, indicatori di qualità quantificabili e budget legati al rendimento. Un ruolo chiave è giocato da Bertelsmann, una compagnia internazionale che opera nel settore dei mezzi di comunicazione, che conduce la discussione pubblica sui cambiamenti nel sistema educativo ed organizza vari progetti di riforma in 16 stati tramite la Fondazione Bertelsmann, un partenariato pubblico-privato per la ristrutturazione del sistema educativo.

Le pressioni che arrivano dalla business agenda non possono essere fronteggiate semplicemente con la difesa di ciò che esiste. Si pongono, infatti, una serie di domande che necessitano una risposta:

·Come possono le scuole contribuire all'istruzione dei futuri lavoratori senza subordinarsi ai limitati interessi dei datori di lavoro?

·Come possono le scuole guidare le scelte, salvaguardare le differenze ed essere responsabili di fronte alle comunità locali mantenendo il principio delle scuole secondarie unificate e riducendo le disuguaglianze sociali nel sistema educativo?

·Come possono le scuole ed il sistema essere organizzati e gestiti in maniera democratica e partecipativa, piuttosto che autoritaria e gestionale, e liberare le energie creative degli insegnanti, dei genitori e delle comunità locali?

·Come possiamo salvaguardare il sistema scolastico dalle incursioni delle compagnie private affamate di profitti e guidate da interessi commerciali ed al tempo stesso fare il miglior uso dei benefici che esso può offrire?

·Infine, come possiamo finanziare il sistema educativo, pienamente e generosamente attraverso il sistema fiscale, senza dipendere dagli investimenti commerciali che si attivano solo là dove si possono estrarre profitti?

Una vigorosa difesa di quanto di meglio esiste nel sistema scolastico ha bisogno di essere accompagnata dallo sviluppo e dalla diffusione di programmi radicali di riforma del sistema di finanziamento, di innovazione dei contenuti educativi, e da un alto grado di controllo democratico e di responsabilità. Esempi concreti di alternative radicali, come il modello di democrazia partecipativa per la scelta delle politiche educative della città di Porto Alegre, nello stato del Rio Grande do Sul in Brasile, dimostrano che un'altra scuola è possibile (Hatcher 2002). Se l'istruzione è parte della globalizzazione neoliberista, dobbiamo portare le nostre critiche e le nostre alternative al cuore del movimento anti-globalizzazione.