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La questione del tempo ha assunto un aspetto
fondamentale nelle vicende legate alla riforma della scuola. Sono dovute
passare 3 settimane dall’approvazione in prima lettura del Consiglio dei
Ministri, perché si conoscesse la versione ufficiale del primo decreto
attuativo che riguarda la scuola dell’infanzia,la scuola primaria e la scuola
secondaria di primo grado. Sempre legate al tempo saranno le prime scelte che
i genitori dovranno fare in applicazione della legge Moratti. Infatti
passeranno almeno 3 mesi prima che il decreto ottenga tutti i pareri e possa
essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Giusto in tempo per le iscrizioni
e la definizione dell’organico per il prossimo anno scolastico(nel 2003/2004
non cambierà assolutamente nulla). I genitori dovranno decidere circa
l’iscrizione anticipata o meno e circa il tempo scuola,cioè a che età
mandarli a scuola e per quanto tempo. Scelte importanti e difficili alle
quali le famiglie dovranno pensare in tempo utile.
Per quanto riguarda l’iscrizione anticipata alla scuola
dell’infanzia(sempre che la Conferenza Stato Regioni dia l’ok che non ha dato
per il 2003/2004)mi preme sottolineare che i genitori potranno decidere se
far frequentare il proprio figlio per due anni, grazie all’anticipo, oppure
per quattro, grazie al posticipo. Infatti chi compie i 6 anni dopo il 31
agosto non sarà più obbligato ad iscriversi in prima, ma potrà farlo l’anno dopo
quando avrà ormai 7 anni e nel frattempo continuerà a stare per il quarto
anno consecutivo alla scuola dell’infanzia. Quando poi andrà in prima avrà
una differenza di venti mesi rispetto all’età dei suoi compagni di classe che
avranno scelto l’iscrizione anticipata.
Per quanto riguarda il tempo scuola i genitori dovranno
scegliere tra più orari di funzionamento.Per la scuola dell’infanzia si va da
un minimo di 875 annue ad un massimo di 1700 ore,il doppio circa.Tradotto in
pratica vorrà dire che ci saranno scuole che staranno aperte solo 4/5 ore al
giorno,ed altre fino a 10 ore giornaliere.
Queste scelte dei genitori saranno fondamentali per
decidere l’organico di una scuola,perché è chiaro che per far funzionare una
scuola per 5 ore al giorno basta una sola maestra.Per la scuola primaria
l’orario annuale delle lezioni,comprensivo dell’insegnamento della religione
cattolica e della quota riservata alle regioni(che verrà definita con la
legge sulla devolution di Bossi)sarà di 891ore,27 settimanali,di cui solo 25
per le discipline visto che due vanno utilizzate per la religione cattolica.
A queste 27 ore settimanali obbligatorie per tutti si
potranno aggiungere fino a 3 ore settimanali, la cui scelta è facoltativa e
opzionale. Anche in questo caso però l’orario non comprende il tempo
eventualmente dedicato alla mensa. La scelta per le famiglie è facoltativa
ciò significa che nella stessa classe ci saranno bambini che frequenteranno
per 27ore,altri per 28,altri per 29 e infine altri per 30 ore settimanali.
Ma queste 3 ore aggiuntive oltre che facoltative sono
anche opzionali,il che significa che la famiglia potrà decidere cosa fargli
fare,per cui ci sarà chi farà la ventottesima ora di motoria,la ventinovesima
di musica e la trentesima di educazione all’immagine.Infatti il decreto
prevede che per svolgere queste attività richieste dalle famiglie,le scuole
possano fare contratti di prestazione d’opera con esperti.
E il tempo pieno? Il decreto all’articolo 16,comma 4,dice
che è abrogato l’articolo 130 del Testo Unico,quello cioè che prevedeva il
tempo pieno di 40 ore settimanali.
Molti non vorranno credere che di colpo possa scomparire
un modello di scuola preferito da oltre l’80% delle scuole elementari
modenesi. Invece tecnicamente sarà possibile ,basterà che il decreto diventi
esecutivo prima della definizione degli organici per l’anno prossimo.Per
tenere aperta la scuola per 27 ore settimanali,anziché per 40,bastano poco
più della metà delle maestre oggi in servizio.
Nel mio Circolo,che è tutto a tempo pieno,il Dirigente ha
fatto le proiezioni,tenendo anche conto del fatto che molte di queste maestre
saranno prevalenti,cioè dovranno fare non meno di 18 ore nella stessa classe,
ed è risultato che l’anno prossimo ne basteranno 47/51 rispetto alle attuali
81.L’operazione sarà assolutamente però indolore,non sarà necessario
licenziare nessun insegnante di ruolo basterà non riassumere le molte
supplenti oggi in servizio e risolvere così anche il problema del
precariato.Tutto questo se i tempi di approvazione del decreto saranno
rispettati.
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