Dall’Istituto Comprensivo “ Foscolo” di
Cremona documento sullo stato giuridico
per i docenti
Alle Organizzazioni Sindacali Territoriali e
Nazionali
C.G.I.L. - C.I.S.L. - U.I.L. SCUOLA - S.N.A.L.S.
Ai Deputati e Senatori
della Provincia di Cremona
Ai Collegi dei Docenti
degli Istituti della Provincia di Cremona
al Direttore Responsabile
Quotidiano "La Provincia" di Cremona
OGGETTO: Espressione di parere sulle proposte di
legge
N°4091 "STATUTO DEI DIRITTI DEGLI
INSEGNANTI"
D'iniziativa dei Deputati Santulli, Aracu, Bianchi
Clerici, Carlucci, Galvagno, Garagnani, Licastro, Scardino, Orsini, Pacini,
Palmieri, Ranieli.
N°4095
"DISPOSIZIONI IN MATERIA DI STATO GIURIDICO
DEGLI INSEGNANTI E DI RAPPRESENTANZA SINDACALE NELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE
d'iniziativa del deputato Angela Napoli
Nel corso del Collegio dei Docenti del 15 ottobre
u.s. gli insegnanti sono venuti a conoscenza della presentazione delle proposte
di legge di cui all'oggetto. La lettura delle relazioni di presentazione delle
proposte di legge - l'una quasi la fotocopia dell'altra, - il testo dell'on.
Angela Napoli è in realtà molto più duro - ha sconcertato gli insegnanti
dell'Istituto Comprensivo "Ugo Foscolo" di Vescovato.
PREMESSO CHE il problema della valutazione
della professionalità di ciascun docente è da molto tempo dibattuta anche dagli
stessi insegnanti, ma non per le finalità delineate nelle due proposte di legge
in oggetto;
- alcuni indicatori di valutazione degli insegnanti
sono già contenuti nella Legge n° 53/2003 - Legge di Riforma della Scuola -
Vedasi gli articoli concernenti l'Istituzione dell'INVALSI e sue funzioni -.
- altri indicatori sono contenuti nelle diverse
proposte di Riforma degli Organi Collegiali giacenti da anni in Parlamento -
quale efficienza! - vedasi le proposte di istituzione dei Comitati di
valutazione della qualità della scuola.
- l'istituzione delle Rappresentanze Sindacali
Unitarie è Legge dello Stato, confermata nella sua validità dall'ultimo
contratto sottoscritto da questo governo;
CONSIDERATO CHE, non per nostra autocertificazione,
ma per giudizio espresso da organismi internazionali specializzati nel settore,
la scuola primaria italiana è tra le migliori nel mondo;
non si capisce l'accanimento delle istituzioni
statali nei confronti della scuola pubblica.
Questo collegio dei docenti ha la chiara
impressione che, neppure tanto velatamente, si voglia destabilizzare la scuola
statale così com'è oggi concepita ed organizzata a vantaggio di una concezione
liberistica. Ciò comporta un ulteriore sensibile impoverimento del patrimonio
culturale ed esperienziale che in tanti anni si è accumulato nella scuola
pubblica, già duramente colpita dalla Legge di Riforma della scuola n° 53/2003.
Appare sconcertante l'uso del linguaggio usato, in
tono chiaramente spregiativo del corpo docente: "proletarizzazione"
degli insegnanti. Sarebbe fin troppo facile scendere in una sterile polemica:
non è l'intendimento di questo documento. È comunque indispensabile assicurare
una certa quantità di risorse se si
vogliono affrontare i contenuti proposti dalla Legge di Riforma ed assicurare a
tutti, alunni extracomunitari e svantaggiati e portatori di handicap compresi,
il diritto ad un sereno inserimento nella scuola, come del resto ci viene
richiesto anche dalle proposte di legge in oggetto.
Un'ulteriore riflessione ci fa pensare che nella
mente del legislatore un numero inferiore di docenti garantirebbe la loro
professionalità o renderebbe la scuola migliore. Mah?!
Considerando
l'articolato della legge esprimiamo le seguenti considerazioni:
art-2 - Proposta n° 4095
L'articolo, almeno fino alla lettera d) non fa
altro che ribadire concetti che sono già stati scritti in altre precedenti
leggi e nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro. Ciò che appare veramente
pericoloso è quanto affermato alla lettera a). Il lavoro dell'insegnante non
conta: deve sostenere ulteriori esami per superare i quali è sufficiente un
buon bagaglio culturale. Non importa se uno non sa insegnare, mentre lo scopo
della legge è proprio quello di verificare le capacità di docenza. Ci sembra
quanto meno contraddittorio. PEGGIO DEL CONCORSONE!!!
La valutazione dovrebbe essere basata su quanto un
insegnante fa, e sa fare, verificato sul posto di lavoro, come del resto si fa
in ogni fabbrica. Il concorso è già stato fatto a suo tempo!
La lettera l) appare volta più a garantire
"una trasparenza" che solo chi non conosce la scuola può invocare: in
qualsiasi programmazione dell'offerta formativa sono espressi gli obiettivi che
ciascuna scuola si prefigge, le modalità di verifica e di valutazione.
Il percorso di valutazione - autovalutazione che i
docenti stanno avviando è volto proprio a porre in evidenza quegli indicatori
di qualità che tutta l'utenza deve conoscere.
Molte scuole sono impegnate in un percorso di
certificazione della qualità di sistema che ha proprio lo scopo di rendere
pubblico tutto ciò che l'organizzazione della scuola mette in atto per
raggiungere le finalità che si è prefissa.
La valutazione del docente, così come è prefigurata
nelle due proposte di legge, si baserà sugli alunni "eccellenti" che
riuscirà a produrre o su quanti alunni saranno riusciti a supportare al fine di
superare un disagio di partenza, per ottemperare allo scopo dell'istruzione,
sancito dalla Costituzione, di riuscire a portare tutti ad un livello di acquisizione
di competenze che li renderanno uomini e cittadini consapevoli, riducendo le
disparità di partenza?
Art. 3 Proposta n° 4095
Il Dirigente Scolastico così come la normativa
vigente lo configura e la proposta in oggetto conferma, non à più un dirigente
dell'attività didattica, ma un burocrate, impegnato ad espletare attività che
poco o nulla hanno a che fare con l'attività formativa. Si potrebbe pensare,
facendo un riferimento un po' nostalgico, ad un direttore didattico che è
agente di cambiamento, propositore d'innovazioni e guida all'innovazione ed ai
processi che sottendono ad essi. La mole di lavoro organizzativo, spesso
conseguenza di complessità non sempre funzionali, di fatto impediscono al
Dirigente Scolastico di svolgere quella funzione di supporto - guida al lavoro
docente che, in teoria, gli competerebbe.
Artt. 4 - 5- 6 Proposta n° 4095
Si avverte l'inutilità di costituire l'albo
dei docenti e l'associazione dei docenti. Appare qui chiara l'intenzione di
destrutturare una categoria che ha già consolidate tradizioni d'associazionismo
sindacale e non. L'albo dei docenti sembrerebbe strumentale ad un controllo di
lobby che in realtà non esiste. Appare vera, al contrario, la volontà di
controllare gli insegnanti supponendo, ciò è veramente offensivo, che i docenti
non abbiano ancora interiorizzata il concetto democratico di pluralismo delle
idee.
Art. 7 Proposta n° 4095
Appare chiaramente in contraddizione con la
politica di devolution perseguita da questo governo. Evidentemente c'è
schizofrenia di comportamenti: decentramento a 360° in altri settori, mentre si
accentra ciò che nel passato è stato devoluto al territorio.
Ancora una volta si conferma la totale sfiducia non
soltanto nei confronti dei docenti, ma anche dei rappresentanti dell'autorità
governativa rappresentata dal Dirigente Scolastico, dal Direttore dei Servizi
Generali e Amministrativi e dai Revisori dei Conti, si noti bene, inviati dal
Ministero.
Non vorremmo essere oltremodo polemici, ma qualche
deputato sottoscrittore ha verificato quali grandi cifre gli insegnanti portano
a casa con il Fondo d'Istituto? In media, sicuramente meno dell'ultimo aumento
di stipendio - al netto di tutte le altre guarentigie, pure aumentate - che
senatori e deputati si sono dati proprio il giorno in cui il Presidente del
Consiglio ci annunciava l'aumento dell'età per il pensionamento!
Art. 7 Proposta n° 4091
Concordiamo con l'on. Napoli che le RSU - da
lei definite nella sua relazione di presentazione della proposta di legge
"mostruosità" - non siano pienamente rappresentative. Il rimedio
sicuramente non è quello di eliminarle, ma piuttosto di adattare la
composizione delle rappresentanze sindacali a tutte le componenti che
concorrono al funzionamento della scuola.
Non si capisce perché, una volta definite le magre
risorse spettanti alle scuole, queste non debbano distribuirle in base alle
attività effettivamente svolte dagli operatori e documentabili,.
La suddivisione in docenti esperti, ordinari
e tirocinanti rende chiara l'idea, già presente nella Legge di Riforma, di
insegnanti di serie A,B,C, per noi che veniamo da una tradizione di lavoro in
équipe (modulo) è una scelta degenerativa: una pluralità paritetica e
coordinata di operatori è senz'altro un vantaggio per l'insegnamento e per un
approccio più obiettivo degli alunni. Senz'altro più faticoso dell'esasperata
autonomia prevista dalle proposte, ma di certo più proficua per una scuola di
qualità.
È certo che se lo Stato vuole imporre una
concezione MERITOCRATICA della scuola, queste leggi ne sono un presupposto
essenziali, forse sono le COSTITUZIONI e le CARTE DE DIRITTI DELL'UOMO E DEI
BAMBINI che hanno una visione errata!
Concludendo si ha l'impressione che le due proposte
di legge tendano più a soddisfare una parte dell'elettorato della maggioranza
che ha una visione becera della scuola, che vive di ricordi più o meno positivi
del proprio periodo scolastico. Avremmo voluto una legge che effettivamente
premiasse chi lavora e passa molte più ore di quelle richieste tra le aule
degli edifici scolastici o a lavorare a casa per preparare progetti, materiale
didattico e percorsi formativi.
Ancora una volta si è ricorso ai tranquillizzanti
pezzi di carta che certificano tutto e niente!
Ancora una volta i nostri legislatori hanno perso l'occasione di conoscere
la situazione che sono chiamati a governare! I docenti non sono stati nemmeno
interpellati!
Seguono le firme del personale docente e non
docente dell'Istituto
6 novembre 2003