Manifesto-11
luglio
Bugiardi in copia
GIULIETTO CHIESA
Bella
coppia di bugiardi. B-B,
Bush-Blair. Non solo hanno trascinato il mondo intero in una guerra
per motivi tanto inconfessabili da richiederne altri, del tutto falsi. Adesso
scaricano il barile, l'uno sull'altro. Bush aveva messo le bugie direttamente
nel discorso più solenne, quello dello Stato dell'Unione. Blair aveva giurato
il falso direttamente nella storica sala dei Comuni. Come dire che quando si
raccontano bugie di Stato bisogna raccontarle nelle occasioni di Stato. Così
i commentatori dei maggiori media ci crederanno più facilmente. Come hanno
fatto, disciplinatamente, spiegandoci che, su quelle basi così auguste, non
si poteva non sostenere la guerra.
Adesso i coperchi sono saltati. Non perché il sistema
dell'informazione abbia funzionato, ma perché le bugie erano troppo grosse.
La Bbc si è salvata, isola nel gran mare dei gonzi. Ma il protagonista è
l'Imperatore, che mandò il povero Colin Powell a raccontare balle davanti al
Consiglio di Sicurezza dell'Onu, citando documenti che erano stati copiati su
Internet da una tesi di laurea vecchia di dieci anni.
Adesso anche Bush è costretto ad ammettere che la storia
dell'uranio nigeriano, di cui Saddam Hussein sarebbe stato in caccia, era una
bufala gigantesca. L'ex ambasciatore Usa Joseph Wilson ha rivelato al New York Times di avere informato per tempo la Casa
Bianca che le informazioni raccolte dalla Cia erano inattendibili e i
documenti relativi erano dei falsi.
Ma ci si arrampica sugli specchi. Blair si attacca alle
virgole e nega di avere affermato (il suo portavoce) che Saddam avrebbe
potuto mettere in piedi una contro offensiva nucleare in quarantacinque
minuti. Bush fa di meglio: fa dire al suo portavoce che le notizie errate venivano
dai servizi segreti britannici. I quali, a loro volta, fanno sapere che -
oltre a copiare vecchie tesi di laurea per far piacere a Tony Blair , che
doveva far piacere a George Bush Junior - copiavano anche i rapporti falsi
della Cia. Con il che il circolo è penosamente completo.
Siamo in queste mani. Che non sono meglio di quelle che
guidano al momento il nostro Belpaese, tant'è che sono tutti amici e alleati.
Ibugiardi subalterni copiavano vicendevolmente le bugie
dei complici, per apparire efficienti nel fornire false prove per organizzare
una guerra vera. E i dirigenti politici bugiardi, che avevano commissionato
le bugie ai bugiardi subalterni, adesso scaricano sui bugiardi subalterni le
responsabilità delle bugie.
Sappiamo bene che i bugiardi di terzo livello, quelli che
le bugie del primo e del secondo livello aiutarono a diffondere (ci riferiamo
ai mentitori dei media) non faranno nessuna autocritica. Possono invocare,
per evitarla, l'autorevolezza dei bugiardi di primo e secondo livello.
Ma ci limitiamo a mettere le mani avanti per il prossimo
futuro. Se prima non lo sapevano, con chi avevano a che fare, adesso lo
sanno. Si spera. Per cui, quando - nel bel mezzo dell'organizzazione della
prossima guerra, che con tutta evidenza i bugiardi di cui sopra stanno già
progettando - cominceranno a fioccare le anatre, come i francesi chiamano le
bufale, potranno evitare di dipingercele come se fossero fiocchi di neve.
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