Aristarco Ammazzacaffè e il contratto
di Aristarco Ammazzacaffè
Il
Nostro Presidente nazionale dell'ANP, è
intervenuto da par suo sulla preintesa
del nuovo contratto del comparto scuola. Personalmente - ovvio- concordo
su tutto, maxime con quello che nella dichiarazione non c'è.
Le ha cantate e suonate un po' a tutti, e sempre con l'aria di chi si sente
tradito sapendo di non esserlo. E ovviamente il primo assalto è ai sindacati
del comparto, che hanno addirittura
preteso - e ottenuto anche (che tempi!) -
che i soldi stanziati per il contratto servissero soprattutto ad
innalzare lo stipendio base di tutti i lavoratori della scuola.
Questa
denuncia del Nostro Presidente Nazionale dell'ANP è tanto più condivisibile
quando si pensi che docenti e personale ATA hanno stipendi il cui potere
d'acquisto è fermo solo a 10 anni fa e il cui divario rispetto agli altri paesi
europei è di quelli che solo la chimera degli impegni morattiani poteva
colmare (ricordate i 19 mila miliardi
di vecchie lire che hanno tenuto molto banco e poca cassa per intere settimane
e mesi dello sorso anno? E che nel gioco delle tre carte del Ministro Tremonti
- the
disaster;
in
milanese: el disaster - sono
scomparsi nell'ormai storico buco?).
E
pensare con che tutti quei soldi (sostanzialmente sprecati con una
distribuzione media di circa 100 euro netti a testa) si potevano non dico
dirottarli verso il contratto dei DS per cominciare a risolvere il salario di
posizione per tutti i dirigenti scolastici (idea tutto sommato non peregrina),
ma almeno farli gestire direttamente dai capi di istituto che finalmente
qualche soddisfazione se la potevano così togliere.
Ma
l'affondo più eccitante del Nostro Presidente dell'ANP è nel passaggio che ha
come nozione chiave l'invasione di campo. Non le sue - sempre benedette - in
quelle degli altri, proprio come il commento di cui ci stiamo occupando
felicemente dimostra, ma quella dei sindacati scuola su materie e poteri del
Parlamento e, soprattutto, sulle
"prerogative del DS".
Nel
ragionamento complessivo, che quando l'hai letto ne esci arricchito di
interrogativi (del tipo: ma cosa vuole?), i significati più o meno chiaramente
desumibili - e assolutamente
condivisibili - sono:
a.
La contrattazione di
scuola ha senso solo se non c'è
b.
Difendiamo con forza
le competenze negoziali del nostro profilo e ci battiamo coerentemente perché
il Parlamento ce le tolga.
Su
una cosa sola però mi permetto di dissentire: quella che tira in ballo le
responsabilità della "parte datoriale" (si vede proprio che il Nostro
è anche il Presidente della Confederazione dei Dirigenti d'Azienda: Panini,
della CGIL scuola, saprebbe esprimersi così?)
Questo
non è accettabile. Perché sappiamo che la nostra Ministra ce l'ha messa tutta
per far capire all'ARAN quello che voleva dopo che gli altri glielo hanno
spiegato.
Certo
lei ha le sue priorità - come ognuno può constatare - che sono le vere priorità
della scuola italiana; e cioè i talenti (il termine glielo ha imposto El disaster, che pensava ad altro), le
famiglie (il suggeritore è il card. Ruini), il volontariato (fonte: San
Patrignano), i tailleur (la sua
cosa giusta e soprattutto varia) e il voto in condotta (propostale dai papa
boys e loro mamme).
Come
possiamo darle torto? E poi c'è la riforma sulla quale prima o poi comincerà a
fare da sola un discorso compiuto. Se avrà imparato.
Non
si può pertanto prendersela con la Ministra.
Né
tantomeno con il suo luogotenente in lamé
e frangetta Guardami-guardami
(è il più recente look del sottosegretario on. Aprea): impegnata com'è nel suo
tour in alcuni capoluoghi italiani dove è tutta tesa ad ascoltarsi scambiando
fischi (reali, come quelli di Reggio Calabria)
per fiaschi (metaforici); e subito dopo a scappare per raggiungere il prof. Bertagna. Il quale si
era parlato prima di lei, senza
capirsi, ma con personale soddisfazione.
Pensate
poi che potremmo prendercela con Adornato?
Ancora e sempre curvo a sbianchettare sul curriculum vitae le tracce del
suo passato comunista e a lucidar corazze all'imperatore con materiali eurispes (quelli, per capirci, delle
1500 mamme, d'accordo con la ministra sul
7 in condotta educativo per i figli degli altri). No, sarebbe
ingeneroso.
Noi,
d'altra parte, che in questa partita abbiamo pezzi da presidiare (se perdiamo i
vicari dell'ANVI, che ha già superato nell'intera penisola ben 10 tessere, e le “alte professionalità” - APì -
nientemeno che europee dell’APEF e comandate dell’ADDoC, come facciamo a
dare corpo se non testa all'ANPAP?); noi, dicevo, la nostra parte l'abbiam
fatta fino in fondo. Ma, o i nostri suggeritori erano afoni o gli interlocutori
erano sordi. Oppure i Confederali li hanno drogati. E quelli, si sa, sono
capaci di tutto.
Soprattutto
la CGIL che è formata – come è noto - da comunisti dichiarati, ma anche ex,
post, ultra, intra, … ma in ogni caso comunisti. E il Premier, come lo chiamano
per non essere identificati, ci ha spiegato cosa significa.