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A PROPOSITO DELLA LETTERA APERTA SUL CONTRATTO SCUOLA DELL’ANP E DINTORNI di Aristarco
Ammazzacaffè Lettera quanto
mai opportuna quella dell’ANP e suoi dintorni sul Contratto scuola (destinatari: quelli che contano al Ministero
e nel Parlamento). Vi si affermano
con nettezza posizioni che a leggerle uno si compiace dell’alto livello di
credito che ha ormai raggiunto presso il Ministero il nostro Sindacato Nazionale ex Presidi (mi onoro di
essere sempre – a tempo perso – un fedele ANPista): se è vero, come è vero,
che addirittura le politiche ministeriali prossime venture (e prevedibili
sventure) si annunciano attraverso l’ANP. E il credito serve a dar credito. Avete presente
il gioco degli specchi? Si spiega così che la Ministra, con la di lei
Sottosegretaria, abbia chiesto e
tempestivamente ottenuto che, dopo l’intervento della prima ora del Nostro
Presidente dell’ANP, si mobilitasse ed entrasse in scena la simpatica
pantomima dei vicari dell’ANVI , dei comandati dell’ADDoC e degli europeisti
dell’APEF – con regia scontata dell’Associazione (come amiamo ancora chiamarla quando ci viene nostalgia) -. E
ciò per dare voce alle loro volontà. La lettera
aperta rende ben evidente il duplice obiettivo di Viale Trastevere,
d’altronde felicemente raggiunto:
Sostiene infatti
– e sviolina - l’ANP e confraternita, a proposito dell’obiettivo a., che il
Ministero (pudicamente indicato come “legislatura”, per non insospettire) ha
manifestato nientemeno, a quanti se ne fossero accorti, nell’ordine: a. una
“forte attività riformatrice”, a volerla cercare; b. “una rinnovata
metodologia …”, a saperla trovare. Meriti che ha
saputo raggiungere, come ben sappiamo,
attraverso passaggi miliari quali, ad esempio:
Sostiene ancora,
la lettera aperta, che il contratto mortifica i docenti e impedirà la
formazione e lo sviluppo delle APì (le professionalità sopraelevate) e
l’attribuzione della vicedirigenza
-“alla Frattini”- ai Vicari che
abbiam voluto mettere in nicchia, essendo il nostro “vivaio”. Certo è che qui si
colgono i segni (vestigia, probabilmente, per Virgilio) del nervo
scoperto: uno (sto pensando ovviamente all’ANP) si sforza per “aprirsi” suo
malgrado, si impegna a mostrarsi interessato al destino dei docenti (per
carità, non di tutti, ci mancherebbe altro; ma almeno delle APì e dell’ADDoC
e dell’ANVI), si ridà una strategia che considera vincente perchè garantisce
rispetto al turnover e permette che ci si candidi a condizionare il
contratto scuola; e quelli (i soliti,
ha ragione Berlusconi) ti demoliscono il giocattolo. Questo spiega il grido
della lettera aperta, la cui traduzione autentica e autorizzata è: No,
Signora Letizia, questo contratto non ha da passare. Siamo aperti e
democratici, ma non sopportiamo invasioni e ingerenze dei sindacati della scuola.
Bastiamo noi. E il coro: Ci
penserà l’Aprea che non lo vorrà. Ci penserà
Adornato che il regalo lo ha pronto già. E infatti
l’Adornato ha finalmente dichiarato in proposito che “la maggioranza sta
preparando un testo di legge”; che “la discussione in Commissione inizierà
nelle prossime settimane” e che “entro l’anno” gli insegnanti italiani
potranno “contare su una nuova legge che dia loro valorizzazione
professionale”. Finalmente
quindi qualcuno pensa seriamente al personale della scuola; c’è di certo la
Maggioranza, di cui fa parte assieme a Tremonti e a Bossi (rispettivamente,
l’esprit de géométrie e l’esprit de finesse ai massimi livelli); e c’è sempre la Commissione di cui è presidente per via
della conversione. Finale con coro:
Cosa si può volere di più? Adornato, pensaci tu. P.S. Et Homerus
dormitat, ci rammenta Orazio (se non ricordo
male): anche Omero talvolta sonnecchia. Questo per dire in ogni caso
il nostro apprezzamento. Mi è sembrato
però più un sonno da 10 Tavor e 5 Lexotan quello a cui, in vari punti, erano in preda i curatori delle tabelle
“Invasioni di campo nelle materie riserva di legge” - Contratto scuola -,
apparse sul sito ANP. I pur bravi colleghi curatori lamentano tra l’altro che
vengano assegnate al Collegio Docenti nientemeno che
funzioni del tipo (udite, udite): “definire il Piano Annuale delle Attività”
(da più contratti impegno fondamentale
delle nelle nostre scuole) e di “precisare il regime di
responsabilità” per le attività
didattiche (i riferimenti , a saperli trovare, sarebbero negli artt. 26 e 29);
e asseriscono che queste, diciamo così, intrusioni contrattuali
sarebbero violazioni di
prerogative del potere legislativo.
Un'altra perla è l’invasione sulle “funzioni strumentali”: il Collegio
non può avere il “potere di individuare (…) i percettori di compensi
aggiuntivi e i carichi di lavori” (sic!); trattandosi, a loro autorevole
parere, di “funzioni gestionali che,
tra l’altro, configurano un conflitto di interessi” (sic! sic!). Il
riferimento sarebbe all’art.30, se, anche qui, uno lo trova.
L’analisi che
fanno è in verità, per alcuni versi,
paradigmatica e può essere ricondotta al modello argomentativo da taluni
esperti definito “prendere lucciole per lanterne”. Altre scuole di pensiero preferiscono invece la formula
“prendere fischi per fiaschi”. Ma è
sostanzialmente solo questione di gusti fonetici. |