Man mano che il tempo passa (da
quel fatidico maggio 2001), la schiera dei centristi si va sempre più
infoltendo. Forse definirli centristi non è proprio corretto (e loro
rifiuterebbero con sdegno l’appellativo); meglio sarebbe chiamarli terzi,
quelli che una terza via c’è sempre e che mai si confonderebbero con un qualche
estremo.
La loro ambizione non sarebbe
neanche quella di porsi a metà tra un polo e l’altro, che quella è una sindrome
democristiana a loro poco confacente; aspirano invece al rango di super
partes, di soggetti cioè così equidistanti, ma anche così capaci di vedere
il meglio (e il peggio) di ambedue gli schieramenti da renderli gli unici
validi interlocutori (mediatori) tra le opposte fazioni.
Mediatori,
costoro; faziosi, gli altri.
Certo, l’appellativo che
preferiscono è RIFORMISTI, ma ora che si dicono tali un po’ tutti, anche gli
estremisti, l’inflazione terminologica li rende troppo confusi ed ecco che
emergono invece come MEDI.
Un saggio di questo atteggiamento ci proviene dal commento
su Repubblica di oggi (6 maggio) da parte di Sandro Viola, il quale tenta
addirittura la critica al proprio capo-decano Scalfari, reo di essersi
ultimamente troppo schierato da una sola parte.
In effetti gli interventi di
Scalfari degli ultimi due anni (da quel fatidico…) hanno sorpreso pure me, che
lo leggo da sempre: da perfetto esponente e dirigente della schiera riformista,
pare improvvisamente diventato il capo dell’estrema sinistra (e finché scriverà
le cose che sta scrivendo, pure io – estremista – lo riconoscerò come capo).
Come si spiega un mutamento
simile, che ha contagiato così tante persone, anche di spicco?
Il merito (la colpa?) è tutta
di Berlusconi.
Il ritorno al potere del
Cavaliere la sua politica, i suoi interventi, la sua faziosità hanno spinto
all’estremo moltissimi moderati, molto più che nel ’94.
Di fronte alle sparate del
Berlusca è difficile restare impassibili e non essere presi da sdegno; lo sdegno
che coglie personalità così lontane dagli estremismi (penso a Cordero, a
Scalfaro, a Fassino, …) si accompagna, credo, alla netta sensazione di essere
presi in giro da uno che la cultura… da uno che il senso dello stato… da uno
che pensa prima di tutto agli affari suoi.
E così diventa inevitabile
schierarsi e contrapporsi.
E’ così che si asciuga l’acqua
in cui hanno sempre nuotato i centristi.
In quest’ultimo anno poi
l’acqua rischiava di asfissiare addirittura una categoria del pensiero e per
correre ai ripari è stato fondato un giornale : IL RIFORMISTA, che sta tentando
con ogni mezzo di restituire un po’ di vita a tanti pesci boccheggianti.
Sarà dura, comunque, per loro :
il cavaliere e la sua banda non sembrano intenzionati a riporre le armi e finché
spareranno le loro bordate da novanta, non otterranno altro che risposte
adeguate (milioni di persone nelle piazze, rifiuto di qualunque compromesso,
mediazione e terzietà, resistenza ad oltranza).
Quanto alla politica
dell’insulto, bollata dal Viola mediatore, che se ne trae signorilmente
fuori,appare strano che il nostro medio non colga la differenza tra gli insulti
provenienti da chi subisce (la minoranza) e quelli provenienti da chi comanda
(la maggioranza); non solo perché i primi sono di gran lunga più colti e
veritieri dei secondi, ma soprattutto perché la storia ha sempre accettato che
le masse soggiogate inveissero contro il potere, ma non era concesso il
contrario (ricordiamoci della figura fatta da Maria Antonietta).
Sarà dura, per questi signori
dell’eleganza verbale e delle visioni complessive, anche sul terreno specifico
e a noi congeniale della controriforma scolastica, anche se stanno trovando una
sponda nella maggioranza morattiana.
La controriforma Moratti
contiene infatti diverse bombe, la cui deflagrazione sbaraglierà oltre che la
scuola pubblica, anche i discorsi infiorettati di lor signori, amanti dei
cappuccini e degli inciuci.
Il problema sta nei timer :
dipende dalla data di esplosione.
La prima sta per arrivare, ma
probabilmente le verrà applicato il silenziatore.
La prima bomba si chiama TUTOR.
Metti che il primo decreto
delegato previsto per questa stessa settimana al Consiglio dei Ministri
contenga l’obbligo per i capi di istituto di individuare il prossimo settembre
gli insegnanti che dovranno assumere il ruolo di tutor e metti che al ruolo non
corrisponda (per adesso – non ci sono soldi) nessun emolumento finanziario
aggiuntivo; la deflagrazione porterà forse per la prima volta in Italia il 90%
dei maestri elementari in piazza! Dopo di che, se la figura non verrà in
qualche modo retrocessa e riadeguata, ci penseranno le quotidiane pratiche dei
maestri stessi a farlo.
Io credo però che Moratti
preveda tutto questo e farà l’anguilla.
Avete presenti le anguille? Ti
sgusciano via senza rimedio.
Per cui il ruolo di tutor sarà
presente nel decreto, ma senza alcun obbligo immediato; saranno le scuole a
scegliere (un po’ come è accaduto per le sperimentazioni dell’anno scorso) :
chi si adeguerà avrà un riconoscimento virtuale e i complimenti del ministro
(oltre che varie forme di aggiornamento e valorizzazione), gli altri se ne
stiano pure fermi al passato.
Altre bombe si trovano nel
doppio canale, nella scelta precoce, nel voto di condotta determinante, … Ma
sono tutte bombe col timer ritardato, in attesa che la controriforma parta e
trovi una solida base (seppure minoritaria) di sostenitori all’interno del
mondo scolastico e in attesa soprattutto dei soldi sequestrati da Tremonti.
Quando arriveranno i piccioli
per comprare un po’ di dirigenti ed insegnanti (e sindacati), allora
riprenderanno a suonare forte le trombe, ancora stonate e con la sordina dei
riformisti, mediatori e terzisti.
Dovremmo, noi estremisti,
essere grati a Berlusconi che ha fatto aprire gli occhi ai Cofferati, agli
Scalari, ai Cordero, a tutta la truppa girotondina, a Giustizia e Libertà e a
tutta la galassia sinistrorsa; io per parte mia (e tanti come me) da questa
parte ci sono sempre stato, con Don Milani come guida (se non era estremista
lui!) e Sofri come consigliere.