da l'Unità del 14.03.2003

AUTOEDUCAZIONE AI MEDIA

di Alvaro Duque e Tiziana Montaldo*


Dieci i punti principali da cui si puo' partire per lavorare:

1) I media costruiscono la nostra cultura.
La nostra percezione della realta' e' modellata dai mezzi che usiamo per
comunicare.
Ma gli stralci di realta' presentati dai media non sono la verita' nella
sua completezza. Cosi', per avere un quadro ampio dei diversi avvenimenti
occorre conoscere almeno: chi emette cosa? Con quale scopo? Perche'
un'informazione viene data in un determinato momento piuttosto che in un
altro? E ancora: perche' sono stati scelti quei particolari dettagli della
storia? Le cifre che offrono hanno un significato? Che cosa puo' esser
stato nascosto? Questo servizio e' davvero piu' importante degli altri?

2) I media contengono messaggi ideologici e di valore.
Osservare i valori che ci sono dietro ogni storia permette di trasformarci
da consumatori passivi a cittadini attivi, in grado di contrastare le
logiche che oggi reggono la produzione di informazione, cultura e
comunicazione, ad esempio: la vita e' solo per i vincenti, bisogna
primeggiare in tutti i campi, la felicita' consiste nel "possedere", tutto
e' facile e si puo' ottenere velocemente, il prestigio e' dato
dall'ostentazione di un prodotto, per vincere non serve altro che "apparire".

3) I media usano tecniche identificabili.
Avvicinandosi alle logiche di funzionamento dei media, si possono cogliere
fenomeni come quello dell'autoreferenzialita' mediatica. Questo significa
che i mezzi di comunicazione pubblicizzano notizie magari non importanti di
per se', ma che diventano tali nel momento in cui sono state (o stanno per
essere) pubblicate da un altro media.
Un esempio: il matrimonio di un calciatore. Se una testata che appartiene
allo stesso proprietario della squadra considera importante quel fatto,
cosi' da pubblicarlo, molto probabilmente altri media faranno eco alla
notizia. E poiche' i media spesso hanno rapporti anche con case editrici,
discografiche o cinematografiche, o con ditte di telecomunicazioni o
informatica la suddetta autoreferenzialita' diventa una spirale infinita.
Saper interpretare la logica mediatica e' un altro fattore importante che
ci permette di capire come mai la stessa notizia che un giorno apre i
telegiornali e le prime pagine dei quotidiani, il giorno seguente cade
nell'oblio, con la rapidita' con cui la schiuma sale e scende in un boccale
di birra.
La mucca pazza, il divieto di caccia alle balene, l'inquinamento dei mari,
il buco nell'ozono, sono esempi tipici. Ma e' l'Aids la miglior
rappresentazione di questo modo di agire dei media. Solo quando la malattia
ha colpito personaggi famosi se n'e' parlato. Ora che non si percepisce
come un grave problema sanitario nel Nord del pianeta, il tema e' passato
nel dimenticatoio e pochi si ricordano dei 1.600 bambini che muoiono ogni
giorno a causa della malattia o dei 32 milioni di persone affette dal virus.

4) Ogni persona interpreta diversamente i messaggi.
Se e' vero che i media trasformano i concetti tradizionali di spazio
(sembra che gli avvenimenti accadano nel proprio quartiere) e di tempo
(utilizzo di un presente continuo con pochi riferimenti al passato o al
futuro, e una prevalenza dell'effimero), e' altrettanto vero che spesso
ogni persona costruisce i propri significati, le proprie opinioni, proprio
a partire dai media.

5) Le immagini si leggono in modo diverso rispetto ai testi.
Le immagini offrono un tipo di conoscenza caratterizzato dalla velocita',
dalla fluidita' e dal decentramento, che ci fanno vedere il mondo in modo
molto diverso da quello rappresentato tipograficamente.
Le tecnologie basate sulle immagini e sull'interattivita' fanno si' che
l'intelligenza sequenziale, che finora ha caratterizzato l'Occidente nella
costruzione delle proprie conoscenze, ceda ogni giorno di piu' il passo
all'intelligenza simultanea.

6) I media sono piu' potenti quando toccano le emozioni.
La sostituzione di caratteristiche quali importanza e attualita' di una
notizia con quelle di interesse, novita' e verosimiglianza, fa si' che i
media facciano piu' spesso richiamo alle emozioni.

7) La maggior parte dei media sono controllati da interessi commerciali.
Nessun mezzo e' gratuito, per cui conoscere i proprietari dei media e le
loro logiche commerciali ci permette di "digerire" le informazioni che
consumiamo (vedi box).

8) I media costruiscono mondi di fantasia.
I media non solo riproducono la realta', spesso la creano, originando cosi'
un mondo diverso da quello quotidiano e "reale" delle persone. Ad esempio,
i tempi utilizzati sono molto diversi da quelli reali, una persona puo'
nascere, diventare adulta e morire in due ore.

9) I messaggi dei media possono essere decodificati.
Nei media esiste una retorica della esattezza dei dati, che opera
illustrando cifre e risultati, cosi' da dare una parvenza di obiettivita'
ai messaggi offerti e produrre consenso. Anche l'adulazione, la
ripetizione, il timore, l'umore, le parole potenti e le immagini sessuali
sono tecniche particolarmente comuni ed efficaci ai fini della persuasione.
Un metodo per decodificare i messaggi nasce a partire da cinque domande:
Come sappiamo quello che sappiamo? Chi parla? Che cosa causa un
avvenimento, un fatto? In che modo i fatti avrebbero potuto essere
presentati in modo diverso? Chi ha determinato cos'e' rilevante?

10) Diventare "consumatori attivi e consapevoli" dei media.
Confrontare le prime pagine di piu' quotidiani di diverso indirizzo (anche
su Internet) e' un semplice trucco per guardare gli eventi da piu' punti di
vista e cercare di farsene un'idea propria. Incrociare mezzi di
informazione diversi sulla stessa notizia (tv, giornali, agenzie in rete).
Astenersi dalle trasmissioni di puro intrattenimento che contengono in se',
di fatto, una potente forza di modellamento ideologico e di valore (punto
2). Seguire anche qualche media slegato dai grandi gruppi (tv locali,
giornali indipendenti, siti di diversa natura). Sono piccoli passi. Ma che
possono aiutare ad acquisire capacita' di osservazione e interpretazione
critica delle cose che si vedono o leggono.
Senza demonizzare i mezzi di informazione che, se ben usati, ci aprono la
strada per trasformare in conoscenza l'enorme quantita' di dati oggi
disponibili, l'Educazione ai media cerca di formare persone caute. O, per
dirla con Ambrose Bierce nel suo Dizionario del diavolo, persone
"prudenti": "quelle che credono alla meta' di quanto vedono, a un quarto di
quanto ascoltano e a una quinta parte di quanto sentono con l'olfatto o
toccano con il tatto".
*Volontari per lo Sviluppo

Un corso per le scuole